11-06-2021 Redazione 2 minuti

La legge per l’architettura torna in agenda nel dialogo tra Franceschini e Miceli

Dal 1994 si susseguono ipotesi di testi. In ritardo, si punta sulla qualità del lavoro

«L’Italia è in ritardo rispetto agli altri stati europei, però questo ci permette di fare una Legge molto più aderente alla realtà attuale del nostro Paese. Arriviamo forse per ultimi temporalmente, ma possiamo recuperare in termini di qualità»
Francesco Miceli

L’Italia è la patria dell’architettura, ma nonostante un dibattito che si protrae da decenni non ha ancora una legge sulla qualità architettonica». È il ministro della Cultura Dario Franceschini a ricordarlo in occasione di un incontro con il neopresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti.

Franceschini è ministro da febbraio 2021 con il governo Draghi, ma ha ricoperto la medesima carica, come ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, nei governi Renzi, Gentiloni e Conte II: senz’altro un’urgenza con cui in diverse occasioni ha fatto i conti. In ogni caso, «il confronto avviato oggi – ha precisato Franceschini – getta le premesse per colmare questa lacuna e per promuovere il ruolo dell’architettura nel raggiungimento di uno sviluppo autenticamente sostenibile e nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini, così come dell’armonia delle comunità».


Legge per l’architettura, digitalizzazione degli archivi e tutte le politiche volte a valorizzare il ruolo dell’architettura e il grande patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale italiano. 


Sono i principali temi di cui si è discusso in un incontro tra il Ministro della Cultura e il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), Francesco Miceli. Alla riunione, che si è tenuta a Roma al Ministero della Cultura, erano presenti anche il professor Lorenzo Casini, capo di Gabinetto del Mic, l’architetto Federica Galloni, DG Abap, e Alessandra Ferrari, Consigliere Nazionale del CNAPPC.

«Un incontro certamente proficuo – ha commentato il Presidente Miceli – in cui abbiamo rinnovato un rapporto di collaborazione con il Ministero e avanzato la richiesta di celerità per chiudere la fase delle Linee guida dell’architettura e per aprire la nuova fase – incentrata sull’ampia partecipazione della società – che porti a una Legge per l’architettura. L’Italia è in ritardo rispetto agli altri stati europei, però questo ci permette di fare una Legge molto più aderente alla realtà attuale del nostro Paese. Arriviamo forse per ultimi temporalmente, ma possiamo recuperare in termini di qualità».

La questione delle linee guida era rimasta ferma a gennaio 2021, al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ora il Ministero annuncia di riprendere in mano la questione, in tandem con il Cnappc, in continuità con quanto già spinto dal precedente Consiglio. Sul come si apre una nuova partita. Linee guida (come aveva optato l’ex Ministro Bonisoli) o una legge come sollecitato dal nuovo consiglio guidato da Miceli? Agli Architetti il compito di spingere sull’acceleratore per raggiungere il risultato migliore possibile, alla politica l’onere di stringere i tempi, visto che in Italia almeno dal 1994 circolano ipotesi e testi di legge possibili.

Si veda l’approfondimento di thebrief sul tema #leggearchitettura

In copertina: foto di Sammy-William da Pixabay

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