14-03-2024 Alessio Garofoli 2 minuti

Mettersi in gioco per scalfire i conservatorismi. La storia di Matteo Romanelli

L'architetto di base a Terni, al lavoro su diversi progetti con il Pnrr, dice: "La qualità viene solo dai concorsi"

Il concorso per esordire e poter decollare sul mercato, perché ritenuto il miglior modo per mettere in mostra le proprie potenzialità. È la storia dello studio dell’architetto Matteo Romanelli, classe 1986, i cui committenti sono ora soprattutto nel pubblico (Asl, Comuni), e quelli privati sono di norma grandi società, come lui stesso racconta. «Nasciamo nel 2015 in una realtà particolare, quella di Terni, in cui i giovani architetti non sono così diffusi», dice Romanelli. «Oggi abbiamo una sede fisica a Terni, ma io, Francesco Nicolai che è un mio collaboratore fisso da anni e altri due colleghi lavoriamo con altri professionisti a Bruxelles e in Toscana, nella zona del Monte Amiata: questi ultimi si occupano della parte strutturale e sono una decina. Ci siamo incontrati a Ostia (Roma, ndr) a un workshop di Luigi Prestinenza Puglisi», nome “totemico” nell’architettura italiana. Poi appunto i concorsi di progettazione, ma non fatti «tanto per», specifica. Bensì per scalfire certa “gerontocrazia”, dal momento che «in Italia è difficile per un giovane professionista in questo settore affermarsi con la committenza pubblica e privata».


E mettersi in gioco per lui ha pagato. Romanelli ha portato a casa un bando del concorso scuole Futura nel 2023, finanziato con il Pnrr, per il nuovo istituto primario A. B. Sabin a San Gemini (Terni).


Su questo progetto «abbiamo appena fatto firmare il contratto all’impresa esecutrice, a breve si partirà con i cantieri». E sempre sotto l'”ombrello” del Pnrr ricadono altri suoi incarichi recenti: quello per l’asilo nido di Campomaggiore a Terni, quello per il restauro dell’ex Ospedale della Stella di Orvieto, proprio di fronte al Duomo, destinato a diventare un ospedale di comunità e casa di comunità. Nonché un altro asilo nido sempre per il Comune di San Gemini e l’appalto del Pratuccio – Smart Village nel Comune di Santa Fiora, con Francesco Nicolai mandatario del Rtp.

Il grande investimento  europeo post pandemia è stato un evento fuori dalla norma, e non facilmente ripetibile a breve termine, sia per massa di denaro messa in gioco sia, a cascata, per varietà e quantità di progetti che ha permesso di concretizzare. È quindi naturale chiedere a Romanelli cosa pensa che succederà dopo il 2026, quando questa finestra si sarà chiusa e i fondi andranno cercati in un bilancio nazionale non proprio florido. «Per noi, effettivamente, il Pnrr è stata un’occasione di lavoro eccezionale, con tante opere pubbliche che senza questo Piano non avremmo mai fatto. Nel nostro settore però non sono certo le idee a mancare, ma una strada precisa da seguire. Ritengo che la qualità venga fuori solo dai concorsi di progettazione. Per questo c’è bisogno di una legge che regolamenti il loro utilizzo, eliminando le gare al massimo ribasso». E si tratta di una richiesta assai condivisa da quanti lavorano in questo ambito.

In copertina: Asilo nido di San Gemini ©Architetto Matteo Romanelli

 

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Alessio Garofoli
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