17-03-2015 Paola Pierotti 4 minuti

A 10 anni dalla gara, Ian+ taglia il nastro della hall dell’Ospedale del Mare

Cordata guidata da Astaldi per un’opera da 365milioni. Poteva essere un’incompiuta invece è stato inaugurato il primo stralcio

"La hall si mostra come un cilindro su due livelli, rivestito da un sistema di pannelli in vetro e cemento fibrorinforzato dai diversi colori, che vanno dal blu al verde. I pannelli hanno diverse inclinazioni e movimentano la facciata che si presenta decostruita nel senso orizzontale"

Carmelo Baglivo
Titolo
ospedale
Dove si trova:
napoli


Via Enrico Russo, 80147 Napoli
Progetto:
IaN+


Viale Marco Polo 121, 00154 Roma
Committenza:
ospedale del mare


Via Enrico Russo, 80147 Napoli

 

Sono passati più di dieci anni dalla gara per il nuovo “Ospedale del Mare” di Napoli e finalmente il 13 marzo 2015 Astaldi spa ha consegnato all’Asl Napoli 1 Centro un primo stralcio di opere tra le quali l’edificio di ingresso e la piazza pubblica attrezzata. Il progetto architettonico è dello studio romano Ian+ guidato da Carmelo Baglivo, Luca Galofaro e Stefania Manna che per anni hanno seguito passo passo i lavori e che entro il 2015 riusciranno a veder completata anche la parte delle degenze e un secondo edificio, una sorta di "albero" di collegamento tra i diversi volumi.

L'idea di questo nosocomio è partita già nel 1997 ispirata al modello innovativo dell'edilizia sanitaria di Renzo Piano, e nel 2004 è stata bandita la gara che puntava a realizzare un grande polo ospedaliero su un lotto di 40 ettari con un potenziale bacino di utenza di 700mila persone. Il cantiere è iniziato nel 2006 e tra continui stop and go (si è passati tra l'altro da un project financing ad un appalto tradizionale) il primo lotto è arrivato al traguardo, ed oggi è possibile vedere la grande hall che si mostra “come un cilindro su due livelli, rivestito da un sistema di pannelli in vetro e cemento fibrorinforzato dai diversi colori, che vanno dal blu al verde. I pannelli – racconta Baglivo – hanno diverse inclinazioni e movimentano la facciata che si presenta decostruita nel senso orizzontale”.

Negli anni i lavori per la costruzione di questa nuova struttura sono stati interrotti, si sono susseguite inchieste e un commissario straordinario, non sono mancate lunghe vertenze e il costo è lievitato da 187 a 365 milioni. "Da possibile opera incompiuta a testimonianza che c'è un Sud che funziona – ha detto il governatore uscente Stefano Caldoro nel giorno dell'inaugurazione -. Il cantiere era rimato fermo per ben due anni e non c'era più un euro per farlo ripartire. Noi abbiamo trovato le risorse e accelerato i lavori".

Ad oggi sono state realizzate le aree esterne, la hall su due livelli e la palazzina ambulatorio. E' ancora in cantiere l'ospedale da 450 posti letto con le 16 sale operatorie, l'albergo da 200 letti e alcune strutture di servizio, tra cui l'eliporto.

Per quanto riguarda la parte già ultimata il progetto si caratterizza per la presenza di solai tagliati da grandi buchi circolari che permettono alla luce di invadere lo spazio interno dalla copertura. "Il vetro che riveste le pareti e che chiude un giardino interno riflette la luce in mille modi costruendo ampie zone di luce. I tagli circolari – continua l'architetto Baglivo – riescono a costruire uno spazio Piranesiano unendo visivamente i diversi livelli; oppure ricordano i tagli che Gordon Matta Clark fece al Marais di Parigi quando fu demolito per far posto al Beaubourg”.

“Le funzioni da insediare all’interno della hall sono state definite da pareti vetrate interne a tutt’altezza con moduli curvi, come curvi sono i parapetti vetrati dei fori circolari nei solai. In un’alternanza di vetro trasparente e vetro stratificato con plastica bianca – aggiunge l’ingegnere Stefania Manna – gli spazi di servizio si aprono e si chiudono sul grande vuoto centrale dei due piani della hall. Al di sopra di questi perimetri vetrati trovano posto impianti e segnaletica di orientamento e di servizio su fasce continue in cartongesso”.

La piazza esterna è stata pensata come un piano su cui ci sono dei piccoli interventi architettonici che hanno una propria autonomia e funzionalità. Le panchine salgono dalle lastre della pavimentazione e formano piccoli ziggurat che potranno essere usati per sedersi o giocare, dagli adulti e dai bambini. Davanti all’ingresso è stata prevista un’area protetta da pensiline di fogli di ferro, sottili e circolari, che poggiano su esili pilastri. Le pensiline hanno diversi colori e riprendono il tema della facciata. “Abbiamo voluto arredare questa piazza perché di fronte un ospedale si crea sempre un luogo di attesa in cui si vivono e condividono diverse emozioni. In questo caso – hanno raccontato gli architetti – l’architettura diventa un riparo fisico ma anche psicologico, la pensilina rappresenta il riparo primordiale che fa nascere quel senso di protezione”.

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Paola Pierotti
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