
A Roma uno dei più grandi data center d’Italia
Nasce il maxi-campus Rom1 da 35 MW. Il progetto prevede anche un piano di restyling urbano tra marciapiedi, illuminazione e nuove piantumazioni
Roma pronta a ospitare uno dei più grandi hub di dati d’Italia. Nel Municipio IX, sui 22 ettari dell’ex centro gestionale Acea in via delle Testuggini, il colosso statunitense Digital realty ha presentato Rom1, il primo tassello di un mega-campus che conterà progressivamente sei data center (da Rom1 a Rom6). Il progetto lancia la Capitale nella geografia digitale grazie a una capacità complessiva di 35,2 mw su oltre 16mila metri quadrati. Il debutto di Rom1 (5mila metri quadrati e i primi 3,2 mw di potenza) è previsto entro la primavera del 2027. L’obiettivo dichiarato è fare di Roma non soltanto un luogo di elaborazione dei dati, ma un nodo di interconnessione tra Europa, Mediterraneo, Africa, Medio Oriente e Asia. Rom1 sarà infatti una struttura carrier-neutral e cloud-neutral, collegata a tre sistemi internazionali di cavi sottomarini e al nodo primario dell’Internet exchange Namex. Il modello riprende la strategia già sviluppata da Digital realty a Marsiglia.
«La nostra ambizione per Roma va ben oltre la disponibilità di capacità computazionale: vogliamo costruire il polo di interconnessione neutrale di riferimento per l’Europa meridionale», dichiara Alessandro Talotta
amministratore delegato di Digital realty in Italia, sottolineando come lo sviluppo del campus punti a offrire al sistema Paese una nuova porta d’accesso verso il Mediterraneo, l’Africa e l’Asia. Accanto alla dimensione tecnologica, il progetto assume un rilievo urbano perché recupera un’area industriale dismessa già urbanizzata, senza interessare nuovo suolo naturale o agricolo. Secondo quanto dichiarato dalla società, il piano non prevede aumenti delle volumetrie o dell’impronta a terra rispetto ai parametri autorizzati. È su questo aspetto che si concentra Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale: «Sono molto contento di questo progetto perché risponde contemporaneamente a due esigenze: dotare il territorio di un’infrastruttura importante per la competitività delle imprese e del sistema Roma e recuperare uno spazio abbandonato, senza consumare nuovo suolo». Una rigenerazione delle aree dismesse che rappresenta anche uno strumento per restituire funzioni e presidio a parti di città rimaste a lungo inutilizzate.
Alla costruzione del campus si accompagna inoltre un pacchetto di interventi sul contesto urbano. È prevista la riqualificazione di circa 500 metri di via delle Testuggini, con il rifacimento della sede stradale a doppio senso di marcia, nuovi marciapiedi protetti, parcheggi ad uso pubblico e privato, illuminazione Led e la piantumazione di 62 lecci. «Ricadute positive per il territorio, dunque, attraverso opere pubbliche, interventi di recupero ambientale e miglioramenti della viabilità e dell’accessibilità», aggiunge Veloccia, richiamando anche la possibilità di rafforzare i servizi e il trasporto pubblico in un quadrante in trasformazione.
Sul fronte ambientale, Digital realty dichiara che il fabbisogno elettrico del campus sarà coperto da energia proveniente da fonti rinnovabili certificate. Per il raffreddamento, Rom1 adotterà un sistema a circuito chiuso che riduce al minimo il ricorso alla rete idrica potabile, mentre sul piano dell’affidabilità la struttura ha già ottenuto la certificazione Tier IV design document dell’Uptime institute. Rom1 rappresenta quindi il primo passaggio di un investimento che intreccia infrastruttura digitale e rigenerazione urbana. «Questi progetti si possono realizzare anche a Roma», conclude Veloccia, indicando nella collaborazione tra amministrazione e soggetti privati una delle condizioni per accompagnare la trasformazione della città.
In copertina: Render Data Center © Digital Realty

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