14-06-2017 1 minuti

Al via un concorso di idee per cambiare il look della sede degli Industriali di Torino

Quarta gara Concorrimi nel capoluogo piemontese. Valore massimo del progetto 100mila euro

In palio tre premi di 5mila, 3mila e 2mila euro

Al via il 25esimo bando Concorrimi, per la quarta volta nel capoluogo piemontese. Dopo il concorso per la progettazione delle aree di accoglienza del Museo Regionale di Scienze Naturali e il bando “Torino fa scuola”, ora è l’Unione Industriale Torino a cercare idee per rinnovare la propria sede.

Dalla rivisitazione degli interni con interventi di interior design, alle proposte di nuove tipologie di comunicazione grafica e multimediale fino all'illuminazione scenografica esterna del complesso, il committente sceglie la via del concorso per scovare nuove soluzioni per valorizzare lo stabile esistente in via Manfredo Fanti. Alla base dei criteri di scelta della commissione giudicatrice ci saranno la funzionalità, l’efficacia comunicativa, l’attenzione alle questioni energetiche e ambientali, la semplicità di manutenzione e gestione. Il termine ultimo per presentare la domanda è l’8 settembre 2017, dieci giorni dopo ci sarà invece la prima seduta pubblica della commissione. 

Il valore massimo di riferimento da assumere per l'elaborazione delle proposte esito del bando è stimato in 100mila euro, escluso costi di progettazione, direzione lavori, collaudi, costi per la sicurezza. Per chi vince la gara tre premi da 5mila, 3mila e 2mila euro.

“Dopo 3 concorsi di progettazione che hanno visto attivarsi complessivamente 809 concorrenti, di cui 2 ancora in corso, abbiamo offerto Concorrimi per un concorso di idee – commenta l’Ordine Architetti Milano, ideatore del bando-tipo aperto e digitale concorrimi -. Siamo convinti che il concorso, indipendentemente dagli obblighi di legge, dal Codice degli appalti e dalla proprietà delle aree, sia l'unico strumento in grado di coniugare la scelta della proposta migliore, il principio meritocratico nella creazione di occasioni professionali e la pubblica evidenza dei percorsi decisionali”.

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