Bressanone, a Modus Architects il progetto per il parco sportivo

16-04-22   I   | Lettura : 3 Minuti

Scagnol e Attia vincono in casa il concorso per la riqualificazione della Valle Isarco
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l progetto per il parco sportivo e ricreativo per i cittadini di Millan e Bressanone vede finalmente la luce, in una vallata separata dal fiume Isarco. Sarà il punto di partenza ideale per esplorare tutto l’Alto Adige all’insegna dell’ecosostenibilità.

Lo studio Modus Architects, fondato nel 2000 da Matteo Scagnol e Sandy Attia, e che tra le ultime opere conta il recupero e l’ampliamento dell’Accademia Cusanus a Bressanone, ha vinto il concorso per la realizzazione del parco attrezzato.

Bressanone, tra i 483 comuni che si sono aggiudicati le risorse del ministero dell’Interno nell’ambito del Pnrr, continua il suo processo di rigenerazione, puntando anche su luoghi d’incontro per i cittadini e per le persone in visita alla città, dando priorità alla progettazione delle aree comuni. Ecco che il Comune, committente ed ente banditore, ha posto come condizione per questa iniziativa quella di mettere il cittadino al centro dell‘attenzione e soprattutto di mantenere la nuova zona sportiva il più possibile car free. Il progetto vuole ridare vita ad una parte della città a partire da strutture spaziali aperte, un parco pubblico che incentivi relazioni tra persone, paesaggio e architettura.

Render, vista aerea del parco ©Modus Architects

Dopo Modus Archtitects, sul podio al secondo posto il gruppo formato dall’architetto Ulrike Hell di Innsbruck con lo studio M7 Architecture+Design di Marco Sette, lo studio Kauer Seehauser Engineering, l'azienda Troebinger Engineering e l’ingegnere Mirko Beikircher.

Al terzo posto si è classificata la proposta dello studio di ingegneria Valdemarin con Bergmeisterwolf architekten di Gerd Bergmeister e Michaela Wolf (studio tra l’altro premiato anche dal Cnappc a scala nazionale).

Tra gli altri in lizza anche gli studi Pedevilla architects, Iotti + Pavarani Architetti con Plattner Mezzanotte Architetti, Studio Demogo (che tra i suoi ultimi concorsi vinti conta anche quello per il Demanio a Trani) con Sinergo spa e il progetto ARGE Sport.

Determinante nella scelta del progetto da parte della giuria il linguaggio architettonico che «dovrà essere lungimirante e avanguardistico, cercando di riunire edifici e paesaggio circostante – si legge nel disciplinare di concorso pubblicato dal comune - in un unico progetto coeso che dia continuità alla tradizione del territorio, ma che sia uno step ulteriore verso la rigenerazione per tutta la Valle Isarco».

Attenzione all’uso della luce, artificiale e naturale, ma anche alla protezione anticalore e antiabbagliamento per garantire lo svolgere delle attività sportive senza difficoltà ed evitare costi integrativi per impianti di condizionamento e sistemi di protezione solare.

Render del palaghiaccio ©Modus Architects

Grazie anche al lavoro del paesaggista João Nunes, coordinatore di Proap, il masterplan di Modus riesce ad armonizzare l’architettura nell’ambiente circostante, rispondendo così sia alle esigenze specifiche degli atleti che degli spettatori, offrendo allo stesso tempo una miscela aperta di esperienze attive e contemplative per residenti e visitatori. Circondata dai monti Plose, l’area rappresenta una perfetta sintesi tra natura e architettura che si riflette nell’armonia che il parco sportivo vuole trasmettere alla comunità e ai turisti. Posizionando i palazzetti sportivi all'interno delle vallate del pendio, il paesaggio viene liberato con tutta la sua forza espressiva.

Il costo stimato dell'operazione ammonta a 38 milioni di euro e includerà un’area food che rappresenterà il fulcro dell’impianto e dovrebbe essere posizionata tra il palaghiaccio ed il circolo del tennis, per garantire la visuale in entrambe le direzioni. Dovrà essere accessibile anche dopo la chiusura degli impianti sportivi e disporre di un accesso attrattivo per garantire una gestione indipendentemente dalle attività degli impianti sportivi.

In copertina: render del parco ©Modus Architects

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