25-02-2017 2 minuti

Come un albero, un nuovo rifugio contemporaneo sulle Dolomiti

Gli architetti Pichler e Mikolajcak hanno completato l’opera frutto di un concorso per Obereggen spa

Rifugio Oberholz
ricettivo
Dove si trova:
oberholz


Obereggen – Nova Ponente (BZ)
Progetto:
Peter Pichler Architecture, Pavol mikolajcak Architeckt


Committenza:
Obereggen spa


Via Obereggen, 16 – Nova Ponente (BZ)

 

Design sulle Dolomiti di Nova Ponente. C’è una sorpresa per chi scende dalla seggiovia di Obereggen, in Alto Adige: è stato ultimato da poche settimane il nuovo rifugio Oberholz firmato dallo studio milanese di Peter Pichler in collaborazione con quello altoatesino di Pavol Mikolajcak. L’opera è frutto di un concorso lanciato nel 2015 dalla società Obereggen spa, che si occupa di gestire alcuni impianti sciistici nella zona. Investimento di 2 milioni di euro per l’edificio costruito a monte della pista di Oberholz, a 2000 metri di quota.

La stretta relazione con il contesto è il punto di forza del progetto che sfrutta la particolare conformazione orografica. Design contemporaneo senza dimenticare le tradizionali baite delle Dolomiti. “Ci siamo ispirati alla forma di un albero coricato con tre rami che si snodano dal tronco principale e che si affacciano sulla pista. Abbiamo voluto creare un rifugio in simbiosi con il paesaggio – spiegano i progettisti -. Ecco che le facciate sono grandi vetrate che aprono la vista sui tre monti più importanti della zona: il Mendel, il Corno Nero e il Corno Bianco”.

Il complesso si sviluppa su due livelli: il seminterrato, che ospita i servizi igienici e i magazzini, e il piano terra caratterizzato da una grande hall con un salotto, un lounge bar e un ristorante.

Il nuovo rifugio, ai piedi del Latemar, decretato dall’Unesco patrimonio naturale dell’Umanità, è stato realizzato dove 40 anni fa con una piccola baita era nata l’avventura del comprensorio di Obereggen. Design moderno nel rispetto della natura, materiale predominante è il legno scelto per le strutture e gli arredi: “Per il rivestimento interno abbiamo scelto l’abete rosso che consente di enfatizzare la geometria curvilinea del rifugio. Per i mobili – chiariscono gli architetti – si è preferito il legno di rovere, mentre per la facciata esterna si è optato per delle doghe in larice”. 

La nuova costruzione è facilmente accessibile grazie alla vicina seggiovia. Una volta scesi sarà possibile raggiungere il rifugio tramite un ascensore – che conduce direttamente all’interno della struttura – o seguendo la strada della pista da sci che costeggia l’edificio e arriva alla terrazza panoramica. 

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