Ecco l’Agenda Ue per le città: più investimenti e meno burocrazia
Via a un portale web dedicato: un unico punto di accesso dove trovare informazioni su attività, eventi, opportunità di finanziamento e iniziative di sviluppo urbano
Cooperazione e dialogo, semplificazione e investimenti: questi i pilastri portanti dell’Agenda per le città annunciata dalla Commissione europea (qui il documento integrale), una roadmap strategica «costruita con le città e per le città» ha detto il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme Raffaele Fitto, con l’obiettivo di «rispondere alle esigenze dei milioni di europei che vivono, lavorano e costruiscono il loro futuro nelle nostre aree urbane» e «per fornire ai sindaci e ai leader locali gli strumenti di cui hanno bisogno per agire”.
Un dialogo «autentico» con i territori per trovare una via comune ma soprattutto per comprendere come stanno evolvendo i singoli scenari; lo snellimento di procedure e norme per velocizzare la messa a terra di iniziative e progetti; investimenti più mirati a intercettare necessità e nuove sfide: «Non si tratta di principi astratti perché sono le condizioni che consentono alle città di produrre risultati per le persone», ha detto Fitto aggiungendo che «i numeri parlano chiaro, il 75% della nostra popolazione (340 milioni di cittadini, ndr) e l’85% del nostro Pil sono generati nelle città. E quando sono le città a guidare l’Europa ha successo».
Dall’innovazione digitale alla sostenibilità ambientale, dalla creazione di posti di lavoro all’inclusione, dalla sicurezza alla mobilità intelligente: le linee d’azione sono molte e le sfide si fanno sempre più complesse.
«Le città devono affrontare sfide significative come alloggi a prezzi accessibili, costi energetici elevati, sicurezza, segregazione sociale e impatti climatici – si legge nel documento dell’Europa –. Inoltre, i cambiamenti demografici e la domanda di servizi pubblici richiedono strategie di adattamento per mantenere la forza lavoro qualificata e rafforzare la coesione economica e sociale».
In dettaglio, stando a quanto emerso da un recente sondaggio di Eurobarometro, il problema più urgente per gli europei che vivono nelle città è, di gran lunga, la mancanza di alloggi a prezzi accessibili, con il 51% che la considera un problema immediato e urgente. Un terzo degli intervistati (33%) afferma che la disoccupazione o la mancanza di opportunità di lavoro rappresentano un problema urgente nella propria città; cifre simili si riscontrano anche per la mancanza di servizi pubblici di qualità (32%) e per la povertà o la mancanza di una casa (32%). Gli intervistati nelle città e nelle periferie classificano al primo posto la mancanza di alloggi a prezzi accessibili (37%), seguita dalla mancanza di servizi pubblici (30%) e dalla disoccupazione o dalla mancanza di opportunità di lavoro (29%).
Per passare dal dire al fare è stata già tracciata una prima tabella di marcia. Per spingere la cooperazione saranno effettuati incontri con cadenza annuale «di alto livello politico e tecnico» per tenere conto dei cambiamenti in atto e delle specifiche esigenze territoriali.
L’Agenda Ue per le città è già il risultato di un’ampia consultazione, basata su 193 contributi ricevuti da autorità locali, cittadini, società civile e da altre parti interessate.
Sono stati inoltre raccolti contributi frutto del Forum delle città di Cracovia (che si è tenuto dal 17 al 19 giugno), dal Dialogo sull’attuazione dello sviluppo urbano sostenibile (24 giugno) e da numerosi scambi bilaterali con organizzazioni che rappresentano le autorità locali, regionali e nazionali, nonché i network urbani europei.
Sul fronte della semplificazione, la creazione di una piattaforma ad hoc servirà ad abbattere la frammentazione, quanto meno comunicativa. Si tratterà di un portale web che rappresenterà un punto di accesso unico per informazioni su attività, eventi, aggiornamenti politici, opportunità di finanziamento e iniziative di sviluppo urbano. E per quel che riguarda gli investimenti, oltre al sostegno garantito attraverso le politiche di coesione, si punta su un’assistenza supplementare attraverso specifiche azioni settoriali.
Nel periodo 2021-2027, circa 100 miliardi di euro per le politiche di coesione saranno destinati a progetti per le città, di cui oltre 24 miliardi di euro gestiti direttamente dalle città per sostenere strategie locali integrate. E si guarda già al 2028: gli Stati membri e le regioni sono invitati a intensificare la loro ambizione nell’assegnazione delle risorse dedicate alle strategie urbane. «La Commissione intende sostenere ulteriormente le città. Ha proposto un ambizioso bilancio di lungo termine che offre opportunità per le città, ad esempio attraverso i piani di partenariato nazionali e regionali, ma anche attraverso strumenti quali the EU Facility, il Fondo europeo per la competitività, Horizon Europe e Global Europe», puntualizza l’Europa.
Nell’Agenda delineate inoltre le opportunità prossime venture, fra cui l’invito a partecipare alla call European urban initiative innovative actions che prenderà il via a inizio 2026 e la realizzazione di una relazione periodica sullo stato delle città europee: «l’attuazione dell’Agenda Ue per le città inizia nell’ambito dell’attuale quadro finanziario e proseguirà per tutto il prossimo periodo di programmazione».
Qui la tabella operativa dell’Agenda per le città
In copertina: la sede del Parlamento europeo a Strasburgo © Adobe stock

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