26-01-2024 Francesca Fradelloni 3 minuti

Edilizia scolastica al palo: fermo il 40% dei progetti Pnrr

La fotografia nel report “Ecosistema” di Legambiente: ritardi cronici su sicurezza e transizione ecologica

Qual è lo stato di avanzamento dei progetti riguardanti i progetti del Pnrr? A che punto siamo con asili nido, messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica, estensione del tempo pieno, infrastrutture per lo sport, costruzione di nuove scuole, nell’iter che va dal progetto alla gara e all’aggiudicazione? Nella edizione dell’indagine Ecosistema scuola redatta da Legambiente lo scenario è chiaro e non sempre confortante.

Divario nord-sud Italia. Il tema che fa da sfondo è però sempre lo stesso: l’Italia dei divari sembra sempre proseguire in una statica coerenza. Le scuole del sud, delle isole e del centro hanno mediamente necessità di interventi urgenti per una scuola su due, a fronte delle scuole del nord che ne necessitano solo nel 21,2% dei casi. «Con il Pnrr – racconta Elena Ferrario, presidente di Legambiente Scuola e Formazione – si è mossa la macchina, ma il divario tra nord e sud continua a confermarsi perché il problema di fondo è reperire i fondi. Non tutte le amministrazioni hanno le competenze tecniche e le risorse umane per farlo. Basta vedere lo stato dei cantieri nelle diverse regioni italiane, che va dal 73,8% di fondi aggiudicati in Trentino-Alto Adige (regione in assoluto più avanti delle altre, tutte si attestano sotto il 60), al 24,2% in Campania. È da notare che dove c’è più necessità di interventi, ci sono meno risorse in circolo. Infatti, dei Comuni capoluogo di provincia che hanno partecipato alla nostra indagine, dichiarano di aver bisogno di interventi di manutenzione urgente nel Trentino-Alto Adige solo per il 3,4% delle scuole, mentre in Campania, per ben il 64,5%».

Il tempo. In presenza di un’emergenza di intervento sugli edifici scolastici, che nella media nazionale del campione oggetto dell’indagine è presente per circa 1 scuola su 3, i tempi di messa a terra delle risorse del Pnrr sono un problema, infatti «più del 40% degli interventi è ancora bloccato nella fase iniziale del progetto», afferma Ferrario.


Monitoraggio dello stato degli edifici, programmazione degli interventi, reperimento delle risorse necessarie, progettazione, gestione amministrativa, apertura e chiusura dei cantieri, una filiera che non sempre funziona in tutti i territori in maniera efficiente e veloce.


«Raramente – continua la presidente – si sono messe in atto per queste amministrazioni delle attività di sostegno, ed è quello che qualche giorno fa abbiamo ripetuto all’Ance. Detto ciò sarebbe auspicabile istituire una struttura di governance per la facilitazione all’accesso e alla gestione dei fondi per l’edilizia scolastica da parte degli enti locali», puntualizza.

Transizione ecologica. Nel XXIII report dell’associazione ambientalista, che ha analizzato 6.343 edifici scolastici, di competenza di 93 comuni capoluogo di provincia (sui 110 esistenti, pari quindi all’85%), frequentati da oltre 1,2 milioni di studenti, un’analisi approfondita è dedicata alla transizione ecologica attuata attraverso le scuole: efficientamento energetico, spazi educativi innovativi, edifici realizzati secondo i principi della bioedilizia, un’organizzazione della mobilità che riduca i mezzi privati, mense biologiche, raccolta differenziata, fonti di energia rinnovabili.

«Sulle rinnovabili, che non sono solo pannelli fotovoltaici, bisogna leggere i dati con attenzione. Gli edifici costruiti secondo i principi di bioedilizia rimangono relegati al 1,3% del totale, segno evidente che non si ritiene di acquisirli come scelta progettuale per la costruzione delle nuove scuole. Su 6.343 edifici oggetto della nostra indagine, solo il 30,7% risulta disporre di certificazione energetica». Tra questi un esiguo 5,4 % risulta essere in classe A, mentre il 33,2%è fermo in classe G. Se si prendono in considerazione insieme le ultime 3 classi energetiche (E, F, G) arriviamo al 73%. Stentano a decollare gli edifici scolastici con impianti di energia rinnovabile «Sono solo il18,2%, dato tuttavia riferito alle 71 amministrazioni (l’87,8% di quelle del nord, il 9% del centro, il 47,4% del sud, il 61,5 % delle isole) in grado di fornire informazioni sugli impianti presenti negli edifici scolastici di loro competenza». Tra gli edifici con impianti, il 78,6 % dispone di solare fotovoltaico, il 38% di solare termico, il 3,9% a geotermia, lo 0,4% a biomassa.

Sicurezza. Poca ancora l’attenzione alla sicurezza. Le amministrazioni che hanno realizzato la verifica di vulnerabilità sismica in tutti gli edifici scolastici di loro competenza sono solo il 13,9%, nonostante costituisca uno dei principali strumenti per verificare lo stato di salute degli stessi e del terreno su cui sono costruiti; il 25,7% nel caso di amministrazioni ricadenti in zona sismica 1 e 2. Fatto ancora più grave è che «le indagini diagnostiche dei solai, tra gli interventi di manutenzione degli edifici scolastici, dovrebbero risultare prioritarie, considerato che il crollo degli stessi costituisce il maggiore fattore di rischio e incidenti nelle scuole», osserva la presidente. Negli ultimi 5 anni gli edifici in cui risultano eseguite tali indagini sono solo il 30,5% mentre si è intervenuti per la loro messa in sicurezza su un esiguo 12,7%.

In copertina: @ Feliphe Schiarolli

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Francesca Fradelloni
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