Genova, con la rigenerazione del litorale +20% per il valore delle case

20-09-2022 Andrea Nonni 2 minuti

In cinque anni si stima un patrimonio immobiliare in crescita del 16%

Abbiamo otto miliardi da spendere nei prossimi anni che serviranno per riqualificare interi territori della città.
Marco Bucci

Quanto vale la rigenerazione urbana? Come si misurano gli effetti delle scelte politiche sull’agenda urbana nel medio e lungo periodo? Se lo chiedono le Pa quando dialogano con il real estate e quando devono poter coniugare scelte strategiche e consenso, annunci e progetti. Nell’ambito del 30° Forum di Scenari Immobiliari sono stati presentati dei dati di particolare interesse a cura di Scenari Immobiliari per il Comune di Genova. «Il percorso di rigenerazione urbanistica del litorale intrapreso dal capoluogo ligure porterà nel corso dei prossimi cinque anni a una rivalutazione del 16% del patrimonio immobiliare della città, con conseguente crescita del 20% del valore medio delle case che passerà dagli attuali 1.750 euro al metro quadrato a più di 2.100 euro». E considerando la piena attuazione delle ipotesi di intervento in sei distretti di rigenerazione, si stima che il valore immobiliare della città di Genova possa aumentare, nel corso dei prossimi 15 anni, del 48%, con un incremento aggiuntivo di circa ottocento abitanti teorici e 5.350 addetti, di cui duemila in fase di cantiere.

Il Comune di Genova ha affidato a Scenari Immobiliari e a Nomisma la redazione di due studi volti alla quantificazione, alla stima e alla valorizzazione qualitativa delle ricadute sociali ed economiche derivanti dall’attuazione organica dei molteplici interventi previsti nel piano di rigenerazione del litorale. Un programma che prevede anche la razionalizzazione e la ricollocazione di alcune delle funzioni portuali e la conseguente valorizzazione economica del patrimonio immobiliare cittadino direttamente e indirettamente interessato dai cinque macro ambiti di intervento: porto dell’innovazione (Foce), porto della diportistica (Molo, Maddalena, Prè), porto dei passeggeri (San Teodoro), porto delle merci (Sampierdarena, Cornigliano), porto della cantieristica (Sestri Ponente, Pegli).

Secondo lo studio di Scenari Immobiliari, «la città di Genova potrà essere in grado di attrarre investimenti e funzioni per lo sviluppo economico dell’intero territorio e di proporsi come interprete e anticipatrice dei nuovi bisogni sociali ed economici attraverso lo sviluppo di progetti coerenti con le strategie nazionali e comunitarie».


Si stima che il valore immobiliare della città di Genova possa aumentare, nel corso dei prossimi 15 anni, del 48%


Turismo, porto e logistica e alta tecnologia sono i tre settori su cui il sindaco Marco Bucci sofferma l’attenzione. «Genova è in una profonda fase di trasformazione soprattutto nella parte che si affaccia direttamente sul mare, ma non solo. Abbiamo 8 miliardi da spendere nei prossimi anni che serviranno per riqualificare interi territori della città, migliorare la mobilità interna con una particolare attenzione all’efficienza e alla ecocompatibilità del trasporto pubblico, potenziare ed rendere più funzionali le attività del porto migliorando la condizione ambientale. E dal 2025 – commenta il sindaco di Genova – con la fine dei lavori del Terzo Valico dei Giovi e del nodo ferroviario, saremo anche molto più accessibili dall’esterno, sempre in attesa che si concretizzino i cantieri per la Gronda autostradale».

L’identikit del successo spiegato da Francesca Zirnstein direttore di Scenari Immobiliari è la forte mano pubblica, il coinvolgimento dei privati e l’intervento su scala vasta in modo tale da collegare rigenerazione urbana ed economia sociale. Spazio alle grandi infrastrutture, ai poli di aggregazione e attrazione come quello dell’Università, ma impegno anche sui temi dell’abitare, senza tralasciare la quota di social housing.

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Andrea Nonni
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