09-10-2014 Paola Pierotti 2 minuti

Il gruppo G124 (con Renzo Piano) al lavoro nella periferia romana: piazza pubblica sotto il Viadotto Gronchi

Il team dei giovani architetti sta lavorando anche a Torino e Catania. Duplice obiettivo: incidere nelle pratiche amministrative e concretizzare progetti

"In ciascuna di queste realtà l'obiettivo è duplice: uno concreto da realizzare entro l'anno, l'altro volto a incidere su pratiche amministrative che riguardano la trasformazione urbana. A Roma l'obiettivo è semplificare l'iter amministrativi di spazi ed edifici abbandonati che possono essere affidati in concessione temporanea. A Torino lavoriamo sul tema del rapporto pubblico e privato e sulla manutenzione del verde. Ancora a Catania, l'attenzione è rivolta agli edifici occupati con l'obiettivo di legalizzare e valorizzare in particolare una palestra occupata oggi da un collettivo"

Francesco Lorenzi

Pianificazione, partecipazione, periferie: può un viadotto diventare un landmark di quartiere? Il gruppo Interazioni Urbane e i giovani professionisti del team G124 guidato da Renzo Piano avviano un progetto di riqualificazione e trasformazione temporanea di uno spazio inutilizzato: il Viadotto Gronchi nella zona nord-est di Roma.

Il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nella riqualificazione di un’area dismessa attraverso micro operazioni, che possano in seguito innescare un processo di trasformazione più ampio che coinvolga l’intera infrastruttura in questione.

La proposta. L’iniziativa prevede la preliminare riattivazione di una piccola parte del viadotto, corrispondente alla stazione Serpentera: da qui l’idea di realizzare un “Laboratorio del viadotto” attraverso workshop dedicati, consentendo ai cittadini di poter fruire di uno spazio degradato attuando operazioni di riuso nel rispetto dell’ambiente. Inoltre, sarà posta particolare attenzione alla messa in sicurezza della struttura stessa, favorendo i collegamenti tra i due quartieri divisi dal viadotto e agevolando gli accessi alla sopraelevata.

Il progetto "Sotto il viadotto" è stato finanziato dal progetto europeo Tutur con il sostegno degli assessorati alla Trasformazione urbana (Giovanni Caudo) e alle Periferie (Paolo Masini) del comune di Roma. "Un intervento di riqualificazione ad uso temporaneo di un'area abbandonata ma anche un modo per riappropriarsi di un non-luogo solitamente nascosto dal traffico quotidiano, attraverso arredi green e una piazza sotto i pilastri". Con questo spirito il Comune di Roma ha sostenuto i giovani architetti G124. "L'obiettivo – spiegano dal Comune di Roma – è anche quello di produrre una politica che regoli e faciliti il riuso anche temporaneo del patrimonio pubblico inutilizzato e dismesso".

L'iniziativa sarà presentata l’11 e il 12 di ottobre direttamente sul luogo di recupero, attraverso alternanza di momenti formativi, laboratori didattici, musica e spettacolo.

Workshop. L'appuntamento romano coordinato da Massimo Alvisi è il secondo dopo quella promosso a Torino a metà settembre. La terza tappa sarà a Catania a fine ottobre. "In ciascuna di queste realtà – racconta Francesco Lorenzi, uno dei giovani del team G124 che sta seguendo l'iniziativa romana – l'obiettivo è duplice: uno concreto da realizzare entro l'anno, l'altro volto a incidere su pratiche amministrative che riguardano la trasformazione urbana. A Roma l'obiettivo è semplificare l'iter amministrativi di spazi ed edifici abbandonati che possono essere affidati in concessione temporanea. A Torino – continua Lorenzi – lavoriamo sul tema del rapporto pubblico e privato e sulla manutenzione del verde. Ancora a Catania, l'attenzione è rivolta agli edifici occupati con l'obiettivo di legalizzare e valorizzare in particolare una palestra occupata oggi da un collettivo".

Tre opere concrete che lasceranno un segno entro il 2014. "A Roma – spiega il team G124 – sarà realizzato uno spazio pubblico da offrire alla cittadinanza, a Torino è prevista la sistemazione di un giardino semipubblico, abbandonato; ancora a Catania si sta lavorando per attivare delle connessioni tra la palestra, scuole e un sistema di orti didattici".

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Paola Pierotti
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