13-03-2015 Paola Pierotti 2 minuti

Labics, Ian+ e Viganò sono le firme italiane nella short list di Progetto Flaminio a Roma

Presentate 246 candidature, provenienti da 20 paesi, in maggioranza Europei, con gruppi anche da Stati Uniti, Medio Oriente e Australia.

Due gruppi romani tra i sei finalisti del concorso internazionale per il quartiere della Città della Scienza di Roma: Labics con Paredes Pedrosa Arquitectos (Roma Madrid) e Ian+ (Roma). Con loro sono in gara Juan Navarro Baldeweg (Madrid), Studio 015 / Paola Viganò (Milano), Caruso St John Architects (Londra) e KCAP Architects&Planners (Amsterdam).

Il sindaco di Roma Ignazio Marino e Marco Sangiorgio Direttore Generale CDP Investimenti Sgr esprimono compiacimento per la grande e qualificata partecipazione italiana e internazionale al concorso per il masterplan dell’area di via Guido Reni. Sono state presentate 246 candidature, provenienti da 20 paesi, in maggioranza Europei, con gruppi anche da Stati Uniti, Medio Oriente e Australia.

Le candidature formate unicamente o quasi esclusivamente da progettisti italiani sono circa la metà; molto significativa è stata anche l’integrazione tra gruppi stranieri e italiani. Trattandosi di un concorso di progettazione urbana, questo ha determinato gruppi piuttosto numerosi in cui sono riconoscibili le competenze, oltre che degli architetti, di urbanisti, paesaggisti, società di ingegneria e di valutazione dei costi.

“Il complesso delle proposte nate dal concorso offre una visione realistica e creativa del futuro di un’area centrale della città di Roma, capace di orientare un programma di trasformazione urbana in un’area di particolare pregio che guardi concretamente alle esigenze degli abitanti e all’ambizione della città.

Il risultato è molto soddisfacente – si legge nel comunicato – ampio, equilibrato, fortemente internazionale rispetto a quanto accaduto in Italia negli ultimi anni. L’elenco è rappresentativo del progetto urbano e dell’architettura contemporanea europei, caratterizzato da una ampia partecipazione di nomi di grande valore e capacità”.

I sei finalisti  propongono particolarità specifiche per la trasformazione dell’area in un mosaico di suggestioni che invitano alla discussione sul carattere del progetto urbano e soprattutto confrontano diversi atteggiamenti sulla sopravvivenza e durata degli edifici dell'area militare. Ora queste diverse visioni del distretto urbano saranno sviluppate nella seconda fase, a partire dai giorni 23 e 24 marzo, attraverso un colloquio e un confronto continuo tra la Giuria e i finalisti i quali avranno tempo fino a metà giugno 2015 per l'elaborazione di un masterplan, sulla base del quale sarà scelto il vincitore.

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Paola Pierotti
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