28-09-2016 2 minuti

L’architettura di Cino Zucchi veste il magazzino automatico di Pedrali

Addio capannoni. In provincia di Bergamo, il complesso produttivo dell’azienda d’arredo si rifà il look

"Una grande macchina dove non c’è distinzione tra tecnica e struttura. Nel senso che ciò che tiene su il grande volume sono gli scaffali stessi”

Cino Zucchi
Fili d'erba
industria
Dove si trova:
Bergamo


Mornico al Serio, 24050, Bergamo
Progetto:
CZA – Cino Zucchi Architetti


via Revere 8, 20123, Milano
Committenza:
Pedrali


Mornico al Serio 24050, Bergamo

 

Un progetto innovativo di architettura industriale. "Una grande macchina dove non c’è distinzione tra tecnica e struttura. Nel senso che ciò che tiene su il grande volume sono gli scaffali stessi”. Cino Zucchi spiega così il suo nuovo progetto per il magazzino automatico Pedrali inaugurato il 22 settembre all’interno del complesso produttivo dell’azienda italiana di arredo a Mornico al Serio, nel bergamasco. 

Sviluppato da Cino Zucchi Architetti, il progetto si chiama “Fili d’erba” e consiste in un rivestimento originale, in armonia con il paesaggio agricolo circostante. Le quattro pareti d’ambito del magazzino sono rivestite in pannelli coibentati lisci, industrializzati, in color alluminio naturale, sopra i quali elementi realizzati con profilati di alluminio estrusi generano un pattern visivo, un mix di linee verticali e oblique, simili a giganteschi filamenti d’erba. Cinquemila metri di lamelle di alluminio di 3 tonalità di verde vestono l’edificio industriale alto 29 metri. “Il volume sordo e uniforme del nuovo magazzino è così trasformato in un fenomeno visivo ricco di variazioni, una sorta di ‘amplificatore’ naturale delle ore del giorno e delle stagioni, che – spiega Cino Zucchi – in alcuni momenti dissolve il volume nel cielo nebbioso, riflettendone i toni grigio-azzurri, e in altri si carica del verde acceso dei campi agricoli primaverili”.

Architettura, design e paesaggio. Un progetto a cavallo tra queste tre discipline, “non rientra tra i canoni tradizionali dell’edilizia. È un insediamento industriale importante – spiega l’architetto – organico, ma intorno c’è la campagna”. Estesa su una superficie totale di 7.000 mq, la struttura industriale è il risultato dello studio dei flussi produttivi, di movimentazione e di immagazzinamento. I pallet di prodotti finiti e semilavorati giungono al magazzino automatico trasportati da uno Skytrain e da otto navette autosterzanti e vengono movimentati in orizzontale e verticale tra le macroscaffalature portanti, grazie a cinque trasloelevatori.  

Testimonianza di architettura integrata nel paesaggio circostante, un progetto di mitigazione attraverso un’operazione di qualità, l’edificio industriale Pedrali ha già ricevuto una menzione speciale del Green Company Award, premio che promuove la cultura paesaggistica e le opere in grado di migliorare la qualità di chi vive e lavora sul territorio. “Esempio particolarmente riuscito di come un edificio molto voluminoso, collocato in un contesto sostanzialmente extraurbano, possa essere fortemente integrato con il paesaggio circostante, perlopiù agricolo”, così si legge nella motivazione della giuria internazionale, presieduta dall’architetto paesaggista Stefan Tischer.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli Correlati
  • Diversificazione, industrializzazione dei processi e organizzazione. Chi è Dba Group

  • A Milano una high line come a New York, il futuro secondo FS Sistemi Urbani

  • Castel Sant’Angelo avrà il sottopasso: lavori del Giubileo al via ad agosto

  • Bando Futura, deamicisarchitetti firma l’Itis Leonardo da Vinci di Parma