19-04-2022 Fabrizio Di Ernesto 6 minuti

Dove l’architettura è protagonista con il Pinqua

Progetti pilota e non. Focus sui progetti di Cuneo, Milano, Genova e Mantova

Il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims) accelera l’attuazione del Programma innovativo nazionale sulla qualità dell’abitare (Pinqua), finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza con 2,8 miliardi e nel corso dell’iniziativa tenuta al Maxxi ha illustrato otto progetti scelti a campione, quattro al nord ed altrettanti al centrosud, con particolare attenzione al progetto architettonico. 

In particolare, quelli nella parte settentrionale della Penisola riguardano CuneoMilanoMantova e Genova. Nella città piemontese i fondi serviranno per ottenere 73 unità abitative ed interesseranno un’area di 62.853 mq di spazi pubblici; più nello specifico il progetto si propone di incrementare accessibilità e connessioni per rigenerare il tessuto urbano e rafforzare le periferie; favorire il mix sociale e intergenerazionale e promuovere l’agricoltura urbana come collante sociale ed elemento identitario.

Il progetto firmato da Carlo Ratti si concentra sull’ideazione e creazione di spazi funzionali, di servizi, di attività di animazione e coinvolgimento, di infrastrutture di mobilità sostenibile, di tecnologie innovative che facilitino la fruizione della città. Gli interventi architettonici si realizzeranno con strutture modulari che consentano maggiore flessibilità nella configurazione degli spazi, ad esempio per personalizzare le unità abitative sulla base delle esigenze familiari, garantendo la mixitè. La proposta, nello specifico, riguarda lo stabile dell’ex-caserma Piglione (3.584 mq di superficie) all’interno della quale verranno inseriti alloggi per studenti universitari ed unità abitative attrezzate per disabili, il fabbricato per alloggi di Confreria – che vedrà una riqualificazione degli spazi verdi, con la creazione di orti di comunità e di una nuova piazza di quartiere –, la parziale demolizione di villa Luchino per farne piccoli alloggi ed interessa il parco di villa Sarah, dove si rifunzionalizzerà l’area verde e verrà costruito un volume di 300 mq, l’Atc Donatello, nel quale si ridensificherà il piano terra con la realizzazione di spazi di co-housing, e l’area di piazza Europa che diventerà una silver house.

Tra i vari progetti presentati dal comune di Milano quello scelto tra i “pilota” è quella della “Metropoli di quartiere” di Michelangelo Siracusa e Massimiliano Branca inerente 175 unità abitative e oltre 125mila mq di spazi pubblici.

Il progetto riguarda la periferia a sud-ovest con particolare densità di quartieri di edilizia pubblica (San Siro, Inganni, Cardellino, Val Bavona, Corba, Lorenteggio, Giambellino, Primaticcio, San Cristoforo, Ludovico il Moro, Martinelli). Milano metropoli di quartieri si compone di una infrastruttura inclusiva per gli spazi dell’abitare e le reti civiche, un’infrastruttura estesa per lo spazio pubblico a misura d’uomo e un’infrastruttura verde e blu per fare spazio all’ambiente nella città costruita e immagina tre strategie differenti, tra loro integrate e complementari. 

 

La prima individua nuove progettualità su ambiti residenziali che conservano condizioni di sedimentata e articolata criticità, coerenti con la visione d’insieme per il quartiere Lorenteggio; la seconda strategia è quella di superare i ristretti limiti dei recinti dei quartieri di edilizia pubblica, individuando una serie di interventi di rigenerazione diffusa del patrimonio pubblico capace di agire entro una estesa porzione urbana tra centro e periferia attraversando densi quartieri residenziali. La terza strategia, infine, guarda a due progetti di infrastrutture di mobilità pubblica di carattere strategico come occasione di qualificazione degli spazi collettivi interni ai quartieri densamente abitati del sud-ovest attraverso una loro capillare trasformazione per favorire l’innalzamento della sicurezza e della qualità urbana: la nuova linea della metropolitana M4 di prossima entrata in esercizio che attraversa proprio l’ambito sud-ovest della città, oltre a quello del centro e est fino a Linate.

In particolare, gli interventi sugli edifici residenziali di via Giaggioli, la nuova biblioteca di Lorenteggio – Giambellino e la nuova scuola di via Strozzi, definiscono un’articolata infrastruttura finalizzata alla riqualificazione di quartieri di edilizia pubblica e in generale degli spazi e delle attrezzature del welfare locale.

A Mantova il progetto Qu.I. Quartiere & Innovazione interessa 92 unità abitative e 25173 mq di spazi pubblici.

Il progetto firmato da Atelier(s) – Alfonso Femia  vuole contribuire alla rigenerazione di una parte di città, i quartieri Borgo chiesa nuova e Due Pini, periferia sud ovest della città, con la finalità di realizzare un’area multifunzionale, accessibile, inclusiva caratterizzato da un contesto urbano sicuro, condizioni oggi ostacolate in particolare da una massiccia presenza di alloggi inutilizzati; dall’omogeneità dell’offerta residenziale; dalla frattura costituita dalla linea ferroviaria; e da servizi sporadici, non supportati da una rete. La proposta tende quindi, attraverso progetti di riqualificazione ambientale, sociale, urbana e il potenziamento del sistema dei servizi, a migliorare la qualità urbana creando le condizioni per la nascita di un tessuto sociale ricco e articolato, in grado di sfruttare le nuove opportunità offerte.

Nel dettaglio le principali azioni messe in atto consistono nell’acquisto di un complesso di 77 alloggi oggi vuoti; dalla costruzione di un nuovo polo scolastico; dalla rifunzionalizzazione di 23 alloggi liberi nel quartiere Erp, comprensiva di ristrutturazione di 13 di questi (Sap+Sas); dall’ampliamento dei servizi con particolare riferimento al polo community hub/emporio solidale, ricavato nell’edificio di proprietà di Aler, e alla portineria sociale/spazio bimbi per dad, biblioteca e spazio per smartworking nel quartiere ex Robinie; dal potenziamento della permeabilità verde e della mobilità ciclabile; attivazione della gestione sociale degli interventi. La strategia punta a creare relazioni fra il quartiere e la comunità che lo abita, attraverso l’attivazione di spazi e servizi multifunzionali dove le persone possano trovare opportunità di aggregazione.


A Milano il progetto Metropoli di quartiere punta alla rigenerazione della periferia sud–ovest


Anche Genova si è candidata (e si è aggiudicata le risorse) per un progetto pilota e ha scelto i “Carruggi” per un piano di rigenerazione che riguarda 287 unità abitative e oltre 100mila mq di spazi pubblici.

L’ambito della proposta sviluppata in questo caso dall’ufficio interno Urban Lab­_Direzione rigenerazione urbana del comune di Genova è compreso nel Municipio I centro Est e coinvolge l’intero perimetro del centro storico di Genova, ovvero le unità urbanistiche di Prè, Maddalena e Molo e, in maniera residuale, quella di San Nicola. La proposta prevede la realizzazione di 19 interventi con l’obiettivo di migliorare il verde urbano, gli spazi pubblici e i percorsi accessibili e sicuri.

Le differenti tipologie di intervento prescelte si caratterizzano tutte per il miglioramento dell’offerta di spazi pubblici, verdi e percorsi pedonali a servizio del cittadino. Perseguendo gli obiettivi dell’Agenda 2030 i progetti predisposti attrezzeranno e trasformeranno il contesto esistente al fine di accrescere la qualità dell’abitare e la sicurezza dell’intero ambito pilota. Inoltre, gli interventi mirano a riconnettere il tessuto medievale con la città ottocentesca restituendo agli abitanti ed ai fruitori di questo luogo spazi pubblici di pregio dimenticati e incrementando il verde pubblico ad oggi scarsamente presente nel “cuore” storico cittadino. In programma interventi di rigenerazione del patrimonio esistente di spazi culturali e a servizio del comparto abitativo, logistico e turistico che orbita in questo ambito. Focus sull’abitare sociale, incrementando e migliorando l’offerta di edilizia residenziale sociale e il mix abitativo, attivando e progettando sia polarità residenziali nuove con servizi dedicati al tema abitativo, sia attraverso interventi diffusi atti a migliorare l’edilizia residenziale pubblica esistente.

In copertina il progetto dell'architetto Carlo Ratti per Cuneo

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Fabrizio Di Ernesto
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