13-06-2017 Paola Pierotti 2 minuti

Mare Culturale Urbano, la start up innovativa che investe sulle residenze artistiche

Test in una cascina nella zona di Cenni di Cambiamento, in attesa del completamento dell’hub in via Novara

Innovazione culturale, rigenerazione urbana e inclusione sociale. Ci sono le prove che la cultura può dare ossigeno al cambiamento e alla rinascita delle periferie, se c’è una visione, la determinazione dei promotori, la partenership pubblico-privata e un solido business plan. Mare Culturale Urbano è un’impresa sociale fondata da un gruppo di professionisti, Andrea Capaldi, Benedetto Sicca e Paolo Aniello, con l’intento di realizzare un grande hub a Milano, sul modello di luoghi come il Matadero a Madrid o il Vooruit a Ghent. “Un polo di produzione culturale con funzione civica, sostenuto dal Comune di Milano” ha precisato Capaldi intervenuto al forum Futuro Periferie promosso dal Mibact a Roma.

“Coinvolgendo gli artisti con un progetto di residenze artistiche – racconta Capaldi, una delle anime del progetto – vogliamo dare un contributo attivo ai processi creativi di chi arriva da tutto il mondo e vuole entrare in contatto con il nostro territorio e con chi lo abita. Mare è un luogo d’incontro, di confronto, di contaminazione, di inserimento lavorativo”. Dalla produzione artistica alla progettazione sociale sul campo, Mare Culturale Urbano punta a costruire un nuovo modello di sviluppo territoriale delle periferie.

Mare è un’impresa, è già una realtà nella seicentesca cascina Torrette di Trenno, a ridosso del complesso “Cenni di Cambiamento” e sarà presto anche un polo culturale di eccellenza, frutto della rigenerazione di un immobile in via Novara 75, messo a bando dal Comune nel 2014 (a titolo gratuito per un periodo di 30 anni) e progettato da Carlo Gandolfi. Si tratta di un progetto di demolizione e adattamento dei fabbricati esistenti e della costruzione di un polo multifunzionale su tre livelli, per un totale di seimila mq, con un cinema, delle sale prova, due teatri, un bookhop, un paio di sale polivalenti, una foresteria e due bistrot. Intorno ci sarà un’area di 5000 mq di verde pubblico attrezzato. 

Si lavora per avviare il cantiere di via Novara entro la fine del 2017, intanto da più di un anno nella cascina Torrette c’è un mare in perenne tempesta creativa che integra piccoli e grandi eventi, appuntamenti capaci di attrarre un pubblico eterogeneo; c’è uno spazio di coworking con 40 posti, un bar-ristorante, una sala da ballo, un mercatino di prodotti tipici. In questi anni la società ha consolidato il suo status ed è stata riconosciuta come start-up innovativa a vocazione sociale, è entrata a far parte dei network internazionali Trans Europe Halles, Impact Hub, e European Innovation in partnership con Smart Cities and Communities, e ha iniziato a collaborare a livello territoriale con il Comune di Milano, il Consiglio di zona 7, Fondazione Cariplo e Banca Prossima.

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Paola Pierotti
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