30-03-2020 Teresa Giannini 2 minuti

Pandemic Architecture Competition. Cosa può fare l’architettura?

Iniziativa promossa da Archisearch per ripensare l’identikit degli edifici

Open call per designer, progettisti e urbanisti: ridefinire le forme dell’architettura secondo le criticità messe in luce dalla pandemia di Covid-19. Organizzato dalla piattaforma greca di informazione online Archisearch – con la cura di Vassilios Bartzokas, Ceo di Design Ambassador – il concorso internazionale di idee Pandemic Architecture indaga le potenzialità espresse dal progetto in risposta alla crisi sanitaria internazionale.

Il bando – aperto a professionisti e studenti del settore, e artisti – pone un interrogativo sul futuro della vita, dell’ambiente abitativo e di lavoro, dello spazio pubblico e dell’industria del turismo: “Quando milioni di persone vivono e lavorano isolate nelle proprie abitazioni – si legge nell’introduzione – come cambiano le caratteristiche della casa? Quale ruolo hanno le strutture alberghiere in una società che non può viaggiare? Come cambiano le città e i poli di aggregazione quando si combatte la diffusione di un contagio? Quali sono i dettagli costruttivi che meglio rispondono ai criteri di igiene da adottare in caso di pandemia?”.

Oggetto della competizione è il rethink del progetto di strutture sensibili al sovraffollamento da stati di emergenza – ospedali, edifici sanitari e cimiteri – e degli ambienti dedicati alla vita quotidiana – case, uffici, hotel, impianti sportivi e luoghi pubblici. Dalla scala urbana a quella del design di interni il tema è la nuova frontiera del vivere in società, ponendo l’accento sulla salute della persona e sulla salubrità degli spazi condivisi.

Il grado di approfondimento richiesto dalla competizione si ferma alla definizione del concept generale. Le proposte potranno riferirsi a contesti realistici o immaginari. Il materiale da consegnare, in forma digitale ed anonima, consiste in una galleria di elaborati grafici dalle 3 alle 10 immagini (tecnica a scelta tra disegni, render, collage e animazioni), un testo descrittivo di 500 parole e un video di circa 2 minuti in cui gli autori del progetto approfondiscano i temi chiave e le principali direttrici del lavoro presentato.

La giuria, che si avvale della rappresentanza di studi di architettura di fama internazionale – Martha Tsigkari – Foster + Partners, Marianthi Tatari – UN Studio e Roberto Palomba – Palomba Serafini Associati – valuterà le proposte sulla base di due criteri: innovazione e originalità dell’idea progettuale, chiarezza e sviluppo generale del concept.

Termine ultimo per la registrazione 20 maggio, deadline per la consegna degli elaborati 31 maggio. Tutte le informazioni al link.

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Teresa Giannini
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