15-07-2014 Paola Pierotti 3 minuti

Parigi, architettura ad uso misto made in Italy per l’agenzia pubblica di social housing

Italiani all’estero vincono il concorso nel 2010 e nel 2013 consegnano l’opera. I progettisti sono MAB Arquitectura e LAPS Architecture

"L’edificio sviluppa due differenti programmi all’interno di un solo involucro, integrando in un carattere unitario le due identità, quella pubblica del Patronage Laïque e quella privata della Residenza Sociale"

MAB + LAPS

Committente è l'agenzia per l'housing sociale pubblico francese, RIVP – Regie Régie immobilière de la Ville de Paris. Progettisti sono due studi under40 italiani con base all'estero: MAB Arquitectura con sede a Barcellona e LAPS Architecture di Parigi. Grazie al loro incontro e alla vincita di un concorso indetto nel 2010, i due team hanno da poco ultimato un edificio ad uso misto che integra un centro polivalente e 30 alloggi per giovani lavoratori.

Costo dell'operazione: 5,7 milioni di euro per un totale di superficie costruita di 3000mq (1830 mq di slp).

La committenza in fase di gara aveva richiesto un progetto accessibile e trasparente. Ecco allora la pronta risposta dei professionisti: un edificio che si apre al quartiere con un piano terra vetrato e che diventa elemento di grande riconoscibilità grazie ad una facciata in u-glass bianco retroilluminato. E ancora, il foyer del Patronage Laïque è stato pensato come uno spazio pubblico all’interno dell’edificio: il suo programma si sviluppa al piano terra, al piano primo e al mezzanino tecnico, e si articola intorno a spazi a doppia altezza. "Queste zone di distribuzione – dicono gli architetti – sono concepite per essere liberamente usate in maniera informale e secondo necessità degli utenti al di fuori dal programma delle attività".

All'interno di un unico involucro si articolano le due funzioni richieste dal Patronage Laïque, istituzione emblematica del 15º arrondissement di Parigi: quella pubblica e quella privata della residenza sociale. "Il Patronage – raccontano gli architetti – si apre generosamente verso l’ Av. F. Faure e occupa il piano terra e il primo piano. La trasparenza della sua hall vetrata prolunga lo spazio pubblico verso l’interno dell’edificio, permettendo ai passanti di scoprire dalla strada le attività del centro o invitandoli semplicemente allo spazio wi-fi e alla caffetteria".

La residenza si apre più discretamente sulla facciata laterale della rue Tisserand, dove ha il suo accesso indipendente, e occupa i livelli superiori, dal secondo al quinto piano. L’entrata d’angolo del Patronage sull’Av. F. Faure àncora fortemente l’edificio al suolo e al quartiere, conferendogli la stessa presenza informale e domestica di un caffè d’angolo. "Al di sopra dell’ingresso – raccontano gli architetti – la facciata in vetro bianco traslucido si apre in una profonda frattura centrale segnata dalla presenza del lucernario vetrato della hall, che lascia intravedere la facciata interna degli appartamenti".

Mab Arquitectura e Laps Architecture hanno lavorato per innovare la tipologia dell'edificio multiuso e hanno formulato un nuovo programma per il Patronage Laïque, con l’obiettivo di rilanciarlo come nuova tipologia di centro socio-culturale parigino. "A partire dalla sua tradizione associativa – raccontano i professionisti – il progetto propone una serie di spazi aggiuntivi aperti al quartiere e flessibili ad attività non strutturate, al fine di favorire il carattere conviviale e generoso che questo luogo storicamente incarna e di convertirlo in un punto di ritrovo di quartiere".

Il progetto si distingue anche per alcune scelte progettuali sul tema della tipologia residenziale e per aver risolto alcune questioni puntuali: generose finestre dilatano lo spazio ridotto degli studio che hanno superfici variabili dai 19 ai 23mq. "Al piano quinto – aggiungano gli architetti – una terrazza comune su rue Felix Faure si affaccia su Parigi riprendendo le idee sull’appropriazione collettiva nelle residenze sociali, e la facciata arretrata permette di offrire ad ogni alloggio al piano una terrazza privata".

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Paola Pierotti
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