27-01-2015 Paola Pierotti 4 minuti

Policlinico di Roma, presentato il nuovo preliminare: soluzione in house e concorso cestinato

Regione e azienda sanitaria hanno illustrato il progetto sviluppato dai tecnici di Università e Policlinico. Zingaretti: "Sarà il più importante cantiere di Roma e del Lazio"

“Dobbiamo aspettare l’ok da parte dallo Stato e poi partiremo con le gare d’appalto, gare di evidenza pubblica. Nel 2015 apriremo qualche cantiere, lavoreremo rapidamente ma non ho la bacchetta magica per fare una stima precisa”

Domenico Alessio

Policlinico Umberto I e Regione Lazio hanno presentato il progetto preliminare per la riqualificazione del Policlinico Umberto I di Roma. “Sarà il più importante cantiere pubblico di Roma e del Lazio – ha dichiarato Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio – e ridonerà al Paese una struttura competitiva in grado di garantire l’eccellenza di un ospedale che negli ultimi 15 anni ha speso in media 5 milioni di euro di infrastrutture, ogni anno, con tasselli aggiunti, senza intervenire con un disegno unitario, solo spinti da esigenze di emergenza”. Il presidente della Regione ha parlato di una “piccola grande rivoluzione” di fronte alla 330 tavole presentate nella sede di via Cristoforo Colombo dagli architetti dell’Università e del Policlinico, dove era stata invitata anche il ministro Beatrice Lorenzin.

Si è tenuta nella sede della Regione la conferenza stampa di presentazione del progetto del nuovo Policlinico: una lunga presentazione di slide tecniche per anticipare un intervento già finanziato che attende da anni il via libera e per il quale la Regione ora ha dato il suo ok in tre mesi.

Policlinico, Università e Regione hanno riepilogato le tappe di un processo progettuale che “è partito nel 2013” secondo il direttore generale dell’Umberto I, Domenico Alessio, ma che di fatto aveva avuto una tappa fondamentale nel 2009 quando la precedente amministrazione dell'azienda sanitaria aveva indetto un concorso internazionale di progettazione, coinvolgendo centinaia di professionisti e aggiudicando il primo premio (120mila euro, pagati. Manca ancora il pagamento del saldo di altri 70mila euro) al gruppo guidato da Arup e Groupe-6.

Le istituzioni hanno presentato decine di slide evidenziando le criticità: “Policlinico oggetto di finanziamenti mai finora totalmente attivati e subordinati alla approvazione di un piano generale; per questo motivo sono state eseguite opere di manutenzione straordinaria con interventi a spot e senza una adeguata pianificazione; situazione derivata: disordine distributivo, commistioni di percorsi e di destinazioni d’uso; mancata rispondenza alle prescrizioni in materia di prevenzione; stato generale di degrado”. Obiettivi? Un altra lista: “Conservazione degli edifici originari; ripristino del sistema dei collegamenti percorsi protetti; razionalizzazione per aree omogenee; centralizzazione dei servizi; adeguamento posti letto; centralizzazione degli impianti; realizzazione della nuova farmacia centralizzata; nuovi sistema dei depositi”.

Ad oggi ci sono oltre 242milioni di euro disponibili, parte a carico dello Stato, parte della Regione e parte dei privati. “Dal 2000 ad oggi è stata utilizzata solo una parte dei finanziamenti resi disponibili senza una vera e propria pianificazione: progetti preliminari redatti – si legge in una nota del Policlinico – pur con costi rilevanti, per un totale di 2.500.000 euro, e mai integralmente approvati". Il preliminare a base di gara era di 700mila euro ma non è mai stato affidato ai progettisti che avevano vinto il concorso. "La progettazione ultimamente predisposta – aggiunge il Policlinico – punta sul prevalente concetto di ristrutturazione conservativa degli edifici, alla base del gradimento da parte della Soprintendenza che in precedenza aveva sempre espresso pareri negativi o prescrizioni tali da compromettere il proseguo delle pratiche, e ha comportato – precisa il Policlinico – costi assai più bassi per circa 280mila euro, oltre Iva”. Si aggiunga però che la Soprintendenza, una volta aggiudicato il concorso, aveva posto un vincolo su alcuni edifici che il bando redatto dalla stessa Azienda sanitaria aveva previsto di poter demolire e su altri che erano già stati demoliti.

Nella maxi-gara internazionale, volta a fare del Policlinico anche un’eccellenza dal punto di vista progettuale, avevano partecipato grandi studi di architettura e ingegneria da tutto il mondo, da Nickl & Partners con IFB e 3TI Progetti e Labics, a Pinearq con Steam, da Altieri con Manara&Partners ad un team guidato da studio Valle Progettazioni.

Tempi presunti? Come si svilupperà ora il preliminare redatto in house? “Dobbiamo aspettare l’ok da parte dallo Stato e poi partiremo con le gare d’appalto, gare di evidenza pubblica – ha precisato D’Alessio -. Nel 2015 apriremo qualche cantiere, lavoreremo rapidamente ma non ho la bacchetta magica per fare una stima precisa” ha dichiarato il direttore generale del Policlinico Umberto I. E che fine ha fatto il progetto preliminare frutto del concorso internazionale indetto dalla stessa azienda sanitaria? “Quel progetto non era in linea con i vincoli e non era nato da una ricognizione preliminare con i diversi attori coinvolti. Ora invece abbiamo fatto un lavoro propedeutico alla realizzazione di un intervento condiviso” ha risposto Alessio.

“Ripensare un grande Ospedale rimasto intatto per oltre 100 anni, fatte salve una serie di irragionevoli e inutili superfetazioni deturpanti" scriveva l’ex direttore generale del Policlinico, Ubaldo Montaguti nell’introduzione al catalogo dei progetti nati dal concorso – Abbiamo dato nuovo vigore ad una progettualità per troppo tempo debole e inefficace”. Sei anni dopo il progetto preliminare cambia faccia: obiettivo è la ristrutturazione conservativa, edilizia e impiantistica e la riorganizzazione distributiva e funzionale del Policlinico, “presentiamo oggi un investimento programmato 17 anni fa” ha precisato il coordinatore della cabina di regia sulla sanità regionale, Alessio D’Amato,“con soddisfazione – ha aggiunto D’Alessio – anche se oggi presentiamo una parte della ristrutturazione e non un intervento che riguarda il tutto”.

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Paola Pierotti
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