19-02-2015 Paola Pierotti 3 minuti

Regolamento edilizio unico? Indicare prestazioni senza vincolare soluzioni tecniche

Innovazione in edilizia. Legambiente con Enel e gli Architetti hanno presentato un rapporto sul lavoro fatto da 1182 Comuni negli ultimi 8 anni

“Abbiamo lavorato per introdurre requisiti prestazioni cercando di non vincolare le tecnologie e le soluzioni operative che fanno invecchiare presto il testo normativo, abbiamo introdotto requisiti di sostenibilità legati a metodi di certificazione esistente e semplificato il più possibile il procedimento e previsto un sistema di incentivazione per chi lavora sul tema della ristrutturazione e della riqualificazione del patrimonio esistente"

Ada Lucia De Cesaris

Dare indicazioni chiare in termini di prestazioni senza suggerire soluzioni tecniche. Proporre procedure omogenee in tutto il Paese. Non scambiare qualità ed efficienza energetica con costi bassi. Sono questi i temi condivisi oggi da Legambiente, Enel e Consiglio Nazionale degli Architetti nell’ambito dell’incontro dedicato a “Innovazione, semplificazione in edilizia: verso il Regolamento Edilizio Unico”.

“Non basta aver posto fine alla bulimia burocratica, fonte di corruzione e di abusivismo: il nuovo Regolamento unico edilizio deve essere una fase importante per promuovere la rigenerazione urbana sostenibile per le scuole, per il social housing e per i beni demaniali. Deve essere, quindi, un Regolamento edilizio sostenibile”. Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti ha chiarito l’attenzione dei professionisti al tema dell’innovazione e della semplificazione in edilizia. “Quasi tutti gli 8mila regolamenti edilizi, finora vigenti, sono stati redatti secondo la logica della nuova edificazione, ma ora il processo legislativo sulla riduzione del consumo del suolo insieme alla necessaria sostenibilità ambientale, economica e sociale rendono indispensabile che il regolamento edilizio unico sia rivolto alla rigenerazione”.

Legambiente ha presentato un rapporto sull’innovazione in edilizia e sulle proposte per spingere efficienza energetica e semplificazione. “L'innovazione edilizia nei territori riserva sorprese positive. Abbiamo analizzato 1182 Comuni che in questi ultimi 8 anni hanno cambiato il loro regolamento edilizio – ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – introducendo contenuti ambientali ed energetici innovativi, enti locali che hanno alzato l’asticella della qualità. Nella maggior parte dei casi sono stati coinvolti a monte i diversi interlocutori dei territori; si sono definiti parametri precisi come l’uso dei materiali, il risparmio idrico, le prestazioni minime relative alla permeabilità dei suoli; ancora si è tenuto conto delle normative italiane e di quelle europee”.

Il Regolamento edilizio-tipo è stato presentato come un’opportunità anche per dare una prospettiva di uscita dalla crisi del settore “che ha colpito 500mila unità, metà della disoccupazione totale del nostro Paese” ha commentato Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera.

Negli ultimi anni i comuni si sono inventati autonomamente i loro parametri, dal confort termico e acustico alle risorse idriche, dalle energie rinnovabili al contesto di riferimento. “C’è chi ha prescritto la percentuale di superficie dei tetti verdi” ricorda Zanchini e ancora chi ha capito quanto sia importante investire sul retrofitting degli edifici non vincolati piuttosto che sulle nuove costruzioni.

Enel, partner del progetto, interessato a sperimentare sul tema dell'efficienza energetica e sulle sue ricadute sulla città ha evidenziato le tre difficoltà del mercato italiano: "l’incertezza normativa dovuta al fatto che un terzo dei capoluoghi di provincia ha regolamenti con più di 10 anni e quindi non prevede tecnologie sviluppate negli ultimi 5-6 anni; l’onerosità, spiegata semplicente con il fatto che per installare una tecnologia che costa circa 500 euro, si richiede una somma dello stesso ordine di grandezza per attivare la pratica; e ancora la scarsa informatizzazione".

“Molti pensano che l’edilizia riparta se si fanno nuove lottizzazioni – ha detto Realacci – ma sarà sul riuso e la rigenerazione che si dovranno concentrare le attenzioni. Le politiche vanno sostenute da un continuo aggiornamento professionale ed è necessaria la collaborazione di tutta la filiera: oggi ci sono certificazioni che si comprano in rete a 40 euro, questo è un bollo, una tassa, non un certificato di qualità”.

Al dibattito è intervenuta anche Ada Lucia De Cesaris, vicesindaco del Comune di Milano che a ottobre 2014 ha approvato il nuovo regolamento edilizio. “Abbiamo lavorato per introdurre requisiti prestazioni cercando di non vincolare le tecnologie e le soluzioni operative che fanno invecchiare presto il testo normativo, abbiamo introdotto requisiti di sostenibilità legati a metodi di certificazione esistente e semplificato il più possibile il procedimento”. Non solo, Milano ha previsto anche un sistema di incentivazione per chi lavora sul tema della ristrutturazione e della riqualificazione del patrimonio esistente.

Le slides del rapporto Legambiente-Enel dal sito web www.legambiente.it 
 

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Paola Pierotti
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