16-05-2017 2 minuti

Rigenerazione Urbana Sostenibile in Puglia: in arrivo 109 milioni dall’Europa

Focus su quattro temi: energia, cambiamento climatico, ambiente e inclusione sociale

Entro il 31 dicembre 2023 i progetti dovranno essere stati realizzati e collaudati

Laura Casanova

La Puglia rincorre l’opportunità europea e investe sulle periferie. "La dotazione finanziaria di 109 milioni garantita dall’Unione Europea (nell’ambito dell’asse prioritario XII del Por Fesr-Fse 2014-2020) per la rigenerazione urbana sostenibile è certamente insufficiente per soddisfare i bisogni di tutte le comunità pugliesi, ma non possiamo permetterci di non intercettarla. Sarà forse una delle ultime occasioni per rammendare le periferie della Puglia e accrescere la qualità urbana". Laura Casanova, responsabile unica del procedimento del nuovo bando della Regione Puglia dedicato alla rigenerazione urbana sostenibile anticipa che con questa operazione, "in coerenza con la L.R. 21/08 sulla rigenerazione urbana, sarà premiata la qualità delle proposte presentate dai Comuni che, in base alla popolazione, potranno concorrere singolarmente o uniti in associazioni di scopo, e che sono previsti dei bonus per enti locali con robusta capacità amministrativa". 

Laura Casanova, quali sono le novità del nuovo bando?
In linea con le indicazioni europee, il bando predisposto dalla Regione Puglia individua 4 obiettivi, che fanno capo ad altrettanti assi strategici: l’energia sostenibile e la qualità della vita; l’adattamento al cambiamento climatico, alla prevenzione e gestione dei rischi; la tutela dell’ambiente e la valorizzazione delle risorse culturali e ambientali; l’inclusione sociale e la lotta alla povertà. 

Come si può accedere a queste risorse?
I Comuni che intendono partecipare all’iniziativa, dotandosi di un Documento Programmatico come previsto dalla legge regionale (L.R 21/08), elaboreranno una strategia integrata per lo Sviluppo Urbano Sostenibile (Sisus) nella quale verranno individuati gli ambiti territoriali sui quali intervenire.

Quali criteri adotterete per assegnare le risorse e quante ne prevedete per ciascun ente locale?
Nel Por Fesr-Fse 2014-2020, l’Unione Europea si riferisce alle città medie con popolazione superiore alle 15mila unità. Per favorire la più ampia partecipazione possibile e in considerazione della frammentazione degli enti locali – soprattutto nel Salento e nel Gargano – la Regione Puglia, invece, ha previsto che i Comuni più piccoli possano aggregarsi in associazioni di scopo. Al loro interno, poi, il Comune capofila assumerà il ruolo di Autorità Urbana e di Organismo Intermedio che avrà l’onere di trasmettere il progetto definitivo della costituita Area Urbana alla Regione.

Queste risorse possono essere integrative a quelle del governo assegnate con il Piano Periferie? 
No, anche se sono previste premialità per quei Comuni che hanno già partecipato ad iniziative simili per la rigenerazione urbana.

I tempi?
Dobbiamo assicurare il massimo impegno perché entro il 31 dicembre 2023 bisognerà rendicontare tutto, ossia i progetti dovranno essere stati realizzati e collaudati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli Correlati
  • Diversificazione, industrializzazione dei processi e organizzazione. Chi è Dba Group

  • A Milano una high line come a New York, il futuro secondo FS Sistemi Urbani

  • Castel Sant’Angelo avrà il sottopasso: lavori del Giubileo al via ad agosto

  • Bando Futura, deamicisarchitetti firma l’Itis Leonardo da Vinci di Parma