17-04-2019 Francesco Fantera 2 minuti

Roma, la rigenerazione urbana arriva a San Lorenzo

Un processo partecipato con progettisti, privati e stakeholder per riqualificare un’area di 10mila mq

«Questo modus operandi farà da prototipo anche per altre situazioni relative a proprietà private abbandonate a sè stesse»

Virginia Raggi

Il Comune di Roma ha presentato un piano per la riqualificazione di una porzione di uno dei quartieri storici della Capitale: San Lorenzo. L’intervento, nato con l’obiettivo di coinvolgere gli abitanti, il settore pubblico e i privati, si svilupperà in una zona pressoché abbandonata e chiusa fra la linea ferroviaria, via dei Lucani e viale dello Scalo San Lorenzo. Per dare nuova vita a questi spazi e trasformarli in nuovi luoghi di aggregazione, sono state stabilite delle tappe che vanno dalla delibera della Giunta Capitolina, fino all’approvazione definitiva del progetto. L'iniziativa è promossa in particolare dall'assessorato all'Urbanistica e alle Infrastrutture guidato da Luca Montuori.

«Si tratta di un percorso impegnativo – ha sottolineato la sindaca Virginia Raggi – che però è necessario per dimostrare ai cittadini ed ai proprietari degli immobili fino ad oggi assenti, che il pubblico deve esercitare il suo potere di programmazione e trasformazione del territorio. Anche per questo siamo pronti ad arrivare, nel caso di mancata risposta alla manifestazione di interesse diretta ai privati, a dichiarare la pubblica utilità, destinando così l’area a verde e servizi e sottoponendola a vincolo di esproprio. Questo modus operandi farà da prototipo anche per altre situazioni relative a proprietà private abbandonate a sè stesse».

Il progetto. La zona oggetto del piano di rigenerazione urbana, definita ambito B7, si estende per circa 10mila mq, ma di questi solo il 20% è di proprietà del Comune. La parte restante è frammentata e suddivisa fra 12 diversi proprietari, con alcuni immobili che sono stati sottoposti a pignoramento e affidati a custodi giudiziari. Il processo partirà con una manifestazione d’interesse non vincolante aperta a progettisti, investitori e stakeholder. Una volta terminata, è prevista una prima fase di coinvolgimento degli abitanti che si muoverà su due canali: online e offline. Se da un lato verrà costituita una piattaforma dedicata virtuale, dove verranno presentate e votate le varie proposte, dall’altro si svolgerà un’assemblea pubblica come ulteriore occasione di confronto. A questo punto verrà indetto il bando al quale, per aderire, bisognerà presentare offerte progettuali, economiche e gestionali vincolanti che costituiranno le fondamenta del progetto unitario definitivo.

Le tappe. Dalla pubblicazione dell’avviso pubblico della manifestazione di interesse passeranno quattro mesi, terminati i quali prenderà il via il processo partecipativo con il territorio. A questo punto verranno valutate le proposte ricevute dal Comune dando priorità a quelle che, oltre a rispondere ai bisogni espressi dai cittadini, avranno raggiunto un buon livello di sostenibilità sociale, ambientale ed economico-gestionale. A quel punto la palla passerà all’Assemblea Capitolina che avrà sei mesi per adottare il “Programma Integrato di Rigenerazione Urbana” e precisare il mix funzionale così come determinato dall’esito del processo. Altri sei mesi serviranno per indire e concludere il concorso pubblico di progettazione degli spazi. A quel punto, dopo circa due mesi, il Comune individuerà la proposta che meglio è riuscita a coniugare le diverse indicazioni e la approverà in sede di Assemblea.

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Francesco Fantera
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