18-06-2014 Paola Pierotti 5 minuti

Roma-Latina: 20 anni per costruire un’autostrada di 100km

Il commissario straordinario Vincenzo Pozzi racconta la storia (travagliata) di un’opera strategica per il Centro Italia

Nel 2003-4 sono iniziati i primi problemi. "L'Ance e la UE hanno contestato la società pubblico-privata, in merito al titolo di 'concessionaria' e per il criterio con cui sono stati scelti i privati, che avrebbero potuto realizzare il 70% della progettazione e dei lavori, senza gare".

Massimo Averardi, ad Autostrade del Lazio

"Oggi le distanze si misurano in tempo di percorrenza e non in km" ecco perchè è necessario investire risorse nelle infrastrutture e lavorare in tempi brevi. Ma in Italia questa efficienza non si riesce ancora a riscontrare: si stimano almeno 20 anni per realizzare 100km di nuova autostrada nel Lazio, ed è una classica storia italiana quando di mezzo ci sono opere da costruire, regole e burocrazia.

Il progetto della Roma-Latina è stato concepito nel 2001 e, se non ci saranno intoppi, la nuova infrastruttura strategica per la connessione extraurbana sarà realtà nel 2021. "Oggi non posiamo la prima pietra ma diamo avvio ad un processo che solo due mesi fa non era scontato, nonostante sia già stato assegnato un finanziamento dell'ordine del mezzo miliardo di euro". Vincenzo Pozzi, commissario straordinario dell'opera, ha illustrato il piano di sviluppo dell'arteria che per molti tratti sarà un'ammodernamento dell'attuale superstrada Ss 148 Pontina il 17 giugno 2014 al Circolo Canottieri Aniene, alla presenza tra gli altri dell'ad di Autostrade Pietro Ciucci, dell'ad di Autostrade del Lazio Massimo Averardi e di Gianni Letta.

"È servita la tenacia e la determinazione di molti tecnici e decisori – ha dichiarato Pozzi – e la collaborazione di numerose istituzioni, in primis la Regione Lazio e l'Anas. Non meno importanti – ha precisato il commissario straordinario – gli interventi da parte di chi ha sbloccato gli empasses del Cipe".

Dopo anni di traversie il 10 aprile scorso sono state inviate le lettere per la prequalificazione per il project financing, quattro cordate hanno manifestato interesse, ed entro il 16 settembre dovranno essere consegnate le offerte. "Entro il 2014 sarà individuata la società concessionaria – spiega l'ingegner Massimo Averardi – e nel 2015 partirà il cantiere".

L'operazione riguarda complessivamente le tratte: la Roma "A12"- Roma "Tor de' Cenci" (16 km), la Roma "Tor de' Cenci" – Latina Borgo Piave (52,3 km) e il tratto Cisterna – Valmontone (31,5 km).

L'opera costa 2.787 miliardi, ma la tratta di cui si garantisce la copertura del piano economico-finanziario è la A12-Roma-Latina, che costa 2.063 miliardi (e gode del contributo pubblico di 468 milioni stanziati nel 2004). É stato approvato anche il progetto definitivo della A12-Tor de' Cenci (594,4 milioni). Lo Stato invece non assume nessun obbligo di realizzazione per la tratta attualmente non coperta da finanziamento pubblico (la Cisterna-Valmontone vale 665.5 milioni e ne sono disponibili 143.5). "Si tratta di un'opera che sarà realizzata con contributi pubblici e privati – racconta l'ingegnere Pozzi – si stima infatti un coinvolgimento dei privati per il 70% del tutto. Si genererà un indotto che vale due volte il lavoro stesso, in sintesi si immette nel territorio un indotto di 4 miliardi, con ricadute sul Pil e sull'aumento di posti di lavoro".

La Roma-Latina: un gioco dell'oca. "Il progetto è nato nel 2001 con la Legge Obiettivo e con la scelta della Regione Lazio – racconta l'ingegnere Averardi – di portare avanti quest'opera attraverso una società regionale concessionaria". Risale quindi alla giunta Storace il primo progetto preliminare e nel 2004 si ha l'approvazione del Cipe "con una sorta di bocciatura-ombra – commenta l'ad Autostrade del Lazio – ricordando che per la tratta A12-Tor de' Cenci si imponevano vincoli pesantissimi".

Nel 2003-4 sono iniziati i primi problemi. "L'Ance e la UE hanno contestato la società pubblico-privata, in merito al titolo di 'concessionaria' e per il criterio con cui sono stati scelti i privati, che avrebbero potuto realizzare il 70% della progettazione e dei lavori, senza gare".

Ecco allora che nel 2005 la Regione ritira il titolo di concessionaria e "nel 2006 l'Anas, il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Lazio stipulano un accordo che sarà formalizzato nel 2007" spiega l'ad. Il 3 aprile 2008 entra il campo l'Anas, si crea una nuova società, concedente, Autostrade del Lazio, al 50% della Regione e al 50% dell'Anas che dovrà chiudere rapidamente la parte di progettazione e fare la gara per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione dell'opera.

Nella corsa ad ostacoli non sono mancati i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, non solo, nel frattempo sono cambiate le giunte comunali e regionali, e ancora vanno aggiunti all'elenco delle difficoltà i rapporti con la Soprintendenza ai beni archeologici che “per darci il via libera – racconta Averardi – ci ha richiesto di ipotizzare ben nove tracciati alternativi diversi, per poter validare la bontà della soluzione scelta”.

“Ad un certo punto dall’operazione uno dei tre tratti era stato escluso dal piano, ma è stata la giunta Alemanno – ricorda Averardi – ad imporci di inserire anche il tratto A12-Tor de’ Cenci per poter avere l’approvazione definitiva e mettere tutto in gara".

Il Cipe ci ha chiesto a quel punto di risolvere tutti i contenziosi in essere con la precedente struttura. “Nel 2012 siamo arrivati al Cipe con il progetto, pensavamo di aver finito – aggiunge Averardi – invece no: la Corte dei Conti si è rifiutata di registrare la delibera per un cavillo che riguardava gli aspetti patrimoniali di tutte le concessionarie italiane”. Il problema è stato risolto con l’intercessione del Ministero delle Infrastrutture e nel 2013 è arrivata la delibera finale con l’approvazione dell’opera. Risolti tutti i contenziosi, ultimo ostacolo è stato quello chiesto dal Cipe alla Regione Lazio di deliberare una "manleva" a beneficio dello Stato e dell'Anas, assumendosi l'impegno a pagare interamente i danni qualora gli arbitri dessero ragione agli ex soci che sono ricorsi in giudizio per essere stati danneggiati.

Gianni Letta ha partecipato alla presentazione rivolta ad un pubblico molto ristretto e ha ribadito il suo impegno per questa e per tante altre opere. In che termini? "Ogni opera che si fa in questo Paese è un'avventura, serve sempre qualcuno che intervenga per sollecitare una procedura, sciogliere un intrigo, dirimere una controversia. Sono questi i fattori che bloccano rigorosamente tutte le opere italiane. Per la Roma-Latina sono intervenuto più volte e abbiamo risolto una serie di problemi, molti legati ai formalismi della burocrazia o alle azioni contorte del legislatore".

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Paola Pierotti
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