Roma mette nero su bianco la sua strategia sul clima

24-01-2024 Alessio Garofoli 2 minuti

La Capitale prima città in Italia con un piano di adattamento contro il climate change. Anche col supporto della Commissione Ue

La necessità di agire nei confronti del cambiamento climatico il sindaco di Roma Roberto Gualtieri la spiega con alcuni numeri: «Ci sono 400mila abitanti in aree a rischio, 245mila cittadini vivono in zone interessate a fenomeni di alluvioni-lampo. Dobbiamo poi considerare che il 9 per cento della popolazione di Roma vive in quartieri a rischio in periodi prolungati di ondate di calore». Per provare a correre ai ripari, la Capitale è la prima città in Italia a ufficializzare una strategia di adattamento climatico che difenda il territorio dall’impatto previsto al 2050 e con interventi da realizzare già entro il 2030. Un anno dopo il primo incontro sul tema Gualtieri rivela che Roma è stata scelta dalla Commissione europea nel programma di supporto alle pubbliche amministrazioni (Tsi – Technical Support Instrument) con un progetto sul contrasto delle isole di calore urbane. Otterrà quindi un supporto finanziario per definire un piano di azione entro il 2025. È la prima città in Europa a portare a casa questo sostegno. «Sono quattro le criticità prioritarie da affrontare – afferma il primo cittadino – la maggiore intensità delle piogge e delle alluvioni; la sicurezza degli approvvigionamenti idrici in scenario in cui si registrano maggiori periodi di siccità; la crescita delle ondate di calore in una città con quartieri a rischio a causa del cosiddetto effetto-isola di calore urbano; l’intensificarsi di impatti sul litorale costiero in uno scenario di innalzamento del livello del mare».

Sulla strategia ideata dal Campidoglio si punta ad avviare quanto prima una consultazione pubblica con 7 appuntamenti tra conferenze e workshop tematici, tavoli con gli stakeholder e le istituzioni competenti (ministero dell’Ambiente, Regione e Città Metropolitana) e osservazioni da parte dei cittadini. Il processo partecipativo durerà fino al 30 aprile per arrivare poi al voto dell’Assemblea capitolina.


Il contrasto all’emergenza climatica si articola in due obiettivi: quello di mitigazione, per tagliare le emissioni, e quello di adattamento agli effetti del climate change già in atto.


Roma è stata scelta dalla Commissione europea tra le 100 città della Mission “Climate-neutral and smart cities by 2030” e, come ricorda l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia fa parte delle reti C40 Reinventing Cities, impegnate a raggiungere la sostenibilità anche con i piani di rigenerazione urbana. «Così come sono oggi, le metropoli non hanno futuro: nelle città si muore di più per eventi correlati al cambiamento climatico», dice Veloccia. E per questo, insiste, «o si cambia o si muore».

L’urbanistica di Roma sposa l’adattamento climatico, e dal Mipim di Cannes proprio in queste ore annunciano la presenza della capitale tra le città protagoniste della prossima kermesse del real estate.
Relativamente alla mitigazione, l’Assemblea capitolina ha approvato lo scorso novembre il proprio Piano clima che punta alla riduzione delle emissioni climalteranti del 66,3% entro il 2030 per contribuire all’obiettivo dell’Accordo di Parigi, che intende limitare sotto gli 1,5 gradi l’aumento medio della temperatura globale entro questo secolo.

Il documento appena votato dalla Giunta che contiene il piano è stato presentato martedì 23 gennaio in Campidoglio da Gualtieri, Veloccia e i colleghi all’Ambiente, Sabrina Alfonsi e ai Lavori pubblici, Ornella Segnalini, oltre che i ricercatori che hanno partecipato all’elaborazione della strategia, coordinati dal direttore dell’Ufficio Clima di Roma Capitale, Edoardo Zanchini.

In copertina: Roma @Gabriella Clare Marino, unsplash

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Alessio Garofoli
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