13-06-2022 Redazione 3 minuti

Roma e Pnrr, approvati tre progetti di rigenerazione urbana per 55 milioni

Gli interventi rientrano nell’ambito del Pinqua e sono quasi interamente finanziati attraverso i fondi europei

La giunta di Roma ha approvato 3 progetti fattibilità tecnico-economica per la rigenerazione urbana del comparto R5 a Tor Bella Monaca, la realizzazione di un nuovo edificio residenziale in via di Cardinal Capranica e il recupero della caserma dismessa in via del Porto Fluviale.

Grazie al via libera della consiliatura capitolina, questi interventi saranno inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche 2022-2024; tali operazioni saranno finanziate con 55 milioni di euro ottenuti tramite il Programma nazionale della qualità dell’abitare (Pinqua) inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). E l’obiettivo è quello di portare a segno iniziative di rigenerazione urbana, ridurre il disagio abitativo e creare integrazione sociale.

Per quanto riguarda i dettagli dei singoli interventi, quello relativo a Tor Bella Monaca interessa un’area di 5,4 ettari e prevede la riqualificazione di 416 alloggi, la costruzione di 20 unità abitative e la realizzazione di oltre 4.600 mq di spazi pubblici, inclusa una nuova pista ciclabile. Il finanziamento complessivo è di 29 milioni di euro, 14 dei quali con un co-finanziamento di Roma Capitale.

Il progetto di via di Cardinal Capranica prevede invece la demolizione dell'ex istituto scolastico Don Calabria e la costruzione di un nuovo fabbricato residenziale con corte verde pubblica, un parcheggio, spazi a servizio della collettività e 70 alloggi da destinarsi all'edilizia residenziale pubblica, in questo caso il finanziamento è di 15 milioni di euro, coperti quasi per intero (14 milioni) dai fondi Pinqua.


L'obiettivo di questi interventi è quello di effettuare rigenerazione rubana, riqualificare luoghi simboli della cità, restituire spazi comuni ai cittadini migliorandone la qualità della vita.


Porto Fluviale Rec House” riguarda invece un’area di circa 3,2 ettari e prevede il recupero in forma partecipata della caserma dismessa e vincolata dal ministero della Cultura come bene di interesse storico-artistico. L’edificio sarà restaurato nel rispetto dei più elevati standard di efficientamento energetico e, in parte, trasformato in alloggi da destinare, anche in questo caso, all’edilizia residenziale pubblica. Su strada saranno previsti spazi di formazione informatici per la didattica a distanza, uno sportello antiviolenza e sale per le associazioni di quartiere, in questo caso il finanziamento è di 11 milioni di euro.

Un sistema di interventi, che come si legge in una nota del Campidoglio, partono dall’esistente e, senza nuovo consumo di suolo, permettono di riqualificare luoghi simbolici della città, migliorando la qualità della vita dei cittadini e la vivibilità dei quartieri.

«L’approvazione dei progetti di fattibilità dei tre interventi – ha spiegato Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative – è un segno importante del nostro impegno. Queste iniziative daranno un forte contributo per ridurre l’emarginazione e la precarietà, riqualificando interi complessi e rendendoli efficienti e moderni, al pari di quelli delle altre grandi capitali europee».

Per Ornella Segnalini, assessore ai Lavori pubblici e alle infrastrutture di Roma Capitale, «lo sviluppo sostenibile e inclusivo della città è una priorità. Per vincere questa sfida, un elemento imprescindibile è la rigenerazione urbana, intesa come trasformazione e valorizzazione del patrimonio pubblico. Il nostro obiettivo è quello di una rigenerazione verde che integri la città con il suo ambiente naturale e sia funzionale anche a risolvere criticità come quella del disagio abitativo».

Secondo l’assessore all’urbanistica, Maurizio Veloccia, «con l’approvazione di queste tre delibere confermiamo il percorso di rigenerazione urbana intrapreso. Un lavoro importante che stiamo portando avanti in sinergia con gli altri attori istituzionali coinvolti: in questo caso il Ministero della Difesa, che ringrazio per la disponibilità alla cessione dell'ex caserma di Porto Fluviale, e i Municipi interessati che, con costanza, hanno svolto un ruolo fondamentale soprattutto nella fase di costruzione sociale degli interventi di recupero che accompagnano quelli di riqualificazione edilizia».

In copertina: Porto Fluviale rec house, render di progetto @architettura.uniroma3.it

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