Scuole innovative con il Pnrr. Ecco le linee di Bianchi

03-05-22   I   | Lettura : 4 Minuti

Dal Ministero dell’Istruzione, risorse incrementate fino a 1,17 miliardi
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l futuro della scuola è sempre al centro del dibattito pubblico. L’evoluzione del sistema scolastico post pandemia passa sicuramente attraverso gli spazi, le comunità e l’ambiente (come aveva sintetizzato in un dibattito pubblico l’architetto Mario Cucinella ospite della Fondazione Golinelli) disegnando luoghi d'incontro e di confronto. Gli spazi sono l’elemento fondamentale dove costruire la scuola del futuro, per questo rimane urgente la necessità di rinnovare e riqualificare gli edifici scolastici anche con la leva del Pnrr.

Il ministero dell’Istruzione ha investito nella stesura di un documento orientativo con le linee guida per la progettazione per gli edifici scolastici, nel rispetto delle normative tecniche vigenti.
“Progettare, costruire e abitare la scuola” è il titolo del documento messo a punto per fornire un nuovo orizzonte culturale sulla scuola e dare indicazioni utili ai progettisti che si occuperanno della realizzazione degli istituti scolastici del futuro. 

Dopo la pubblicazione dei bandi da oltre cinque miliardi per finanziare la costruzione di nuove scuole, asili, palestre, mense, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha presentato a Milano, in Triennale, le nuove linee guida orientative per gli ambienti di apprendimento e per la didattica che saranno alla base di un maxiconcorso di progettazione per le nuove scuole che sarà indetto attraverso la piattaforma del Consiglio nazionale degli architetti.

Tra i componenti del gruppo che ha redatto il piano di indirizzo anche gli architetti Massimo Alvisi, Sandy Attia, Stefano Boeri, Mario Cucinella, Renzo Piano e Cino Zucchi. Insieme a loro Andrea Gavosto e Raffaella Valente della Fondazione Giovanni Agnelli, Luisa Ingaramo della Compagnia di San Paolo, Franco Lorenzoni e Carla Morogallo.

«Un nuovo modo di concepire gli edifici scolastici porta con sé un nuovo modo di fare scuola. Il documento delinea principi che orientano la progettazione e la costruzione di nuovi istituti scolastici, ma anche i comportamenti di chi li abita, studentesse, studenti, personale scolastico, famiglie e comunità. Il Pnrr è un’azione collettiva per il presente e il futuro delle nuove generazioni. Abbiamo già fatto bandi per 10 miliardi di euro e dopo settimane di lavoro, posso annunciare inoltre che abbiamo aumentato le risorse a disposizione del bando, dagli iniziali 800 milioni previsti a circa 1,17 miliardi» ha dichiarato il ministro Patrizio Bianchi.


Le linee guida sono raggruppate in dieci punti che definiscono la scuola per il futuro, non solo come luogo di formazione, ma anche come centro di socialità.


«Abbiamo immaginato il futuro della scuola, la più estesa infrastruttura sociale del nostro Paese, come uno spazio sostenibile perché autosufficiente dal punto di vista energetico e insieme verde, a contatto con la natura – ha aggiunto l’architetto Stefano Boeri – Abbiamo immaginato per le nuove scuole un’architettura attrattiva e aperta tutte le ore del giorno, tutti i giorni dell’anno e per tutte le età. Un luogo di formazione e di incontro. Il cuore civico dell’Italia del futuro».

Le linee guida sono raggruppate in dieci punti che definiscono la scuola per il futuro, non solo come luogo di formazione, ma anche come centro di socialità e punto di riferimento per il territorio. Gli spazi devono prestarsi a lezioni di gruppo ed individuali e non devono pensare solo agli alunni, includendo anche docenti e operatori scolastici.

  • Una scuola di qualità, con un’architettura che consenta a tutti di riconoscere il suo ruolo civico nel territorio. 
  • Una scuola a basso consumo, concepita con il più basso impatto ambientale possibile e con contenute necessità di manutenzione. 
  • Una scuola sostenibile, costruita con materiali eco-compatibili, di provenienza locale o riciclati. 
  • Una scuola aperta, un luogo permeabile con spazi accoglienti per la comunità anche oltre l’orario scolastico. 
  • Una scuola fra dentro e fuori, in cui gli spazi esterni, come cortili, terrazze, giardini pensili, siano anch’essi ambienti di formazione. 
  • Una scuola per apprendere meglio, in cui l’aula sia il fulcro di un sistema flessibile in grado di ospitare diverse configurazioni e allargarsi agli spazi limitrofi, a seconda dell’esigenze della didattica. 
  • Una scuola per chi ci lavora, in cui gli ambienti per il personale siano ripensati come risorse dell’azione educativa e favoriscano la co-progettazione. 
  • Una scuola per i cinque sensi, per favorire un apprendimento che coinvolga intenzionalmente corporeità e movimento, efficace e inclusivo. 
  • Una scuola attrezzata, in cui gli arredi possano essere resi funzionali in base alle esigenze di volta in volta diverse. 
  • Una scuola connessa, con nuove tecnologie in tutti gli ambienti, stabili, veloci, sicure, protette e capillari.   

Oltre l’architettura, serve un progetto con un approccio multidisciplinare, per scuole attrezzate e connesse dove interagiscono materiali, spazi e persone. Anche gli arredi, così come gli spazi, sono a servizio dei modelli di apprendimento, rispondendo alle esigenze di spazi polifunzionali che si adeguano alle esigenze educative e formative. Gli arredi così si predispongono come mezzo per arrivare ad una didattica innovativa e sempre più sostenibile, cercando di introdurre all’interno delle scuole dei materiali naturali che aiutino i ragazzi, ribaltando il concetto di scuola artefatta e sintetica.

In copertina: Modus Architects School complex and Multi-Purpose Hall S.Andrea (BZ)

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