27-02-2024 Alessio Garofoli 3 minuti

Sei immobili del Demanio per Reinventing Cities

Le strutture a Venezia, Palermo, Roma, Bologna e Milano alla ricerca del riuso, e all'insegna della sostenibilità ambientale e sociale

Sei beni pubblici in cinque città italiane candidati a  Reinventing Cities. L’Agenzia del Demanio è il primo ente pubblico che non sia un Comune a partecipare al concorso globale di architettura e design urbano di C40, rete mondiale di circa cento sindaci impegnata nella ricerca di un nuovo modello di progettazione delle città, che affronti allo stesso tempo la questione climatica e quella sociale. Sono in corso di pubblicazione gli avvisi di manifestazione di interesse per riqualificare quattro di questi siti, di proprietà dello Stato: il Forte Sant’Andrea e la Casa Madonna di Nicopeja a Venezia, l’ex caserma Perotti a Bologna e l’ex casa del Fascio di Settecamini a Roma. Tramite la Struttura per la progettazione, l’Agenzia del Demanio supporta anche il Comune di Milano per la candidatura dell’ex scuola di Via Zama e il Comune di Palermo per quella dell’ex Chimica Arenella. Il bando internazionale, attraverso la pubblicazione di avvisi di manifestazione d’interesse, mira a promuovere iniziative tese alla valorizzazione e al miglior utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico attraverso l’invito, a operatori nazionali ed esteri, a presentare soluzioni progettuali innovative e sostenibili.


Lo scopo ultimo è che queste possano rigenerare i siti sottoutilizzati in ottica di sviluppo.


Tutti e sei questi beni sono stati presentati a Roma il 25 febbraio. «La sinergia col privato contribuisce certamente a rigenerare beni pubblici in disuso, anche complessi, a potenziare gli impatti dei piani di sviluppo urbanistici locali, a restituire bellezza ai territori, a rendere le nostre città più inclusive e sostenibili per le generazioni presenti e future», ha detto in apertura il direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme.

Milano-ex scuola Via Zama. Rigenerazione di uno spazio, ma in modo «virtuoso», ha commentato il sindaco meneghino Giuseppe Sala. Questo perché, ha proseguito, il bonus di questo immobile sta nel fatto di essere in un quadrante, quello sud est, in cui già sono presenti importanti trasformazioni urbane (ex macello con il progetto Aria, Fondazione Prada). E perché si tratta di un’iniziativa che andrà ad affrontare «un problema della città: il costo dell’abitare», dato che sarà dedicata ad housing sociale e universitario. Nonché, ponendosi anche l’obiettivo della sostenibilità, quello dell’inquinamento. Dunque per Sala un «progetto che rasenta la perfezione perché mette insieme tutto», sia dal punto di vista ambientale che da quello sociale.

© c40reinventingcities.org

Bologna-ex caserma Perotti. La struttura, vicina al centro e ad altre iniziative analoghe quali Staveco e Stamoto, si inserisce nel piano per l’abitare felsineo che, ha spiegato il sindaco Matteo Lepore, dovrà generare «10mila alloggi senza consumo di suolo». E dunque, ha continuato Lepore, si tratta di «rendere possibile ciò che finora in Italia non è stato possibile», facendo notare che Bologna è in crescita demografica e affronta una criticità abitativa anche per quanto riguarda gli studenti, il che «mette a rischio il diritto allo studio».

© c40reinventingcities.org

Venezia-Forte Sant’Andrea ed ex casa Madonna di Nicopeja. Entrambi gli immobili sorgono «in un contesto di grandissimo valore ambientale e paesaggistico», ha osservato Danilo Gerotto, responsabile della direzione Sviluppo del territorio e Città sostenibile del Comune di Venezia. Aggiungendo che, nella città lagunare, il riuso non serve solo a «evitare il degrado, ma risponde anche al dovere di conservare i beni» che spessissimo hanno una notevole valenza storica. Il Forte, peraltro, è di fronte all’ex Ospedale del Mare già oggetto di un ambizioso progetto di riqualificazione e trasformazione. Mentre Nicopeja ha come vicina un’oasi del Wwf. «A Venezia le iniziative devono tener conto di numerosissimi vincoli, ma questa diventa l’occasione di fare cose uniche», ha sottolineato Gerotto.

© c40reinventingcities.org

Roma-ex casa del Fascio di Settecamini. Lodando C40 perché  «ci obbliga a confrontarci con esperienze estere», l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale Tobia Zevi ha fatto notare che l’immobile si trova sulla via Tiburtina, quadrante significativo sia dal punto di vista produttivo che culturale (giacchè la via conduce alla villa Adriana di Tivoli). Zevi ha peraltro rimarcato che si tratta di un «edificio piccolo ma di valore, che fino a oggi rappresenta un luogo di abbandono e di lacerazioni urbane». Ma che, una volta rigenerato, servirà a “Roma città dei 15 minuti” perché diventerà un centro polivalente.

© c40reinventingcities.org

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Palermo-ex Chimica Arenella. L’assessore palermitano alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta ha ricordato che questo luogo affascinante, tra la montagna e il mare, ha  «visto decenni di sperimentazioni accomunati da un errore: quello di considerarlo un “vuoto urbano”». Per l’attuale giunta sarò invece al centro, ha detto ancora Carta, di un intervento che darà «un’idea di città, un metodo e una postura in quanto sarà il prototipo del ridisegno della città, che deve tornare policentrica».

© c40reinventingcities.org

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