14-04-2014 Paola Pierotti 1 minuti

Taddeucci: “Chi progetta la città deve considerare le emozioni e la comunicazione interpersonale”

Intervista per 500x100Talk a Francesco Taddeucci direttore creativo dell’agenzia di comunicazione Humans con base a Roma

"Le informazioni si possono dare in tanti modi e noi tendenzialmente siamo incoerenti, comunichiamo in modo primitivo e indisciplinato"

Francesco Taddeucci

Cos’è per te la città?
Per me la città sono i quartieri. Quando arrivo in una città che non conosco trovo interessante scoprirne le parti, come si fa a Roma o a Parigi ma anche in città più grandi come Londra o New York. Mi piace muovermi da un quartiere all’altro per scoprire le diverse anime. L’identità si legge nei palazzi, lungo i marciapiedi, dentro i negozi e nelle persone che abitano i diversi quartieri. Mi affascina questa struttura urbana e vedere gli elementi che si sono aggiunti negli anni.

Qual è un ingrediente importante del progetto urbano?
La partecipazione attiva. Sempre più spesso assistiamo ad un’idea di città che viene dal basso, che nasce dalle condivisioni e non parte dal Governo, dal Comune, dal Municipio. Sono i cittadini quelli che più lavorano per un mutamento continuo.

Come affronteresti un progetto per la città?
Penso sia necessario lavorare sulle emozioni, sui desideri, sulla voglia che le persone hanno di comunicare e di stringere relazioni. Se mi trovassi a lavorare su un pezzo di città vorrei capire come migliorare la comunicazione interpersonale e come far dialogare la città con il cittadino, cose che da noi vengono affrontate in modo selvaggio e sporadico. Ci sono realtà in cui la cultura della comunicazione è particolarmente sviluppata e chiunque se ne accorge a partire dalla segnaletica nei luoghi pubblici o nella grafica all’interno di stazioni e aeroporti: ti accorgi che gli angoli delle città ti parlano. E non è questione di grafica o design, anche gli autobus possono dire qualcosa: se sono grandi o snelli, se sono rossi come quelli di Londra, ogni scelta ha un valore simbolico. E lo stesso vale per le biciclette e il bike sharing. Questi temi sono centrali per la quotidianità del cittadino. Le informazioni si possono dare in tanti modi e noi tendenzialmente siamo incoerenti, comunichiamo in modo primitivo e indisciplinato.

Cos'è 500x100Talk?

L'intervista è pubblicata per 500×100 in "La città come strumento di Dialogo", Salone del Mobile 2015

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Paola Pierotti
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