Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028
La città riceverà un contributo ministeriale di un milione di euro per realizzare il progetto presentato nel dossier “Ancona. Questo Adesso”
Era un crocevia naturale tra Italia, Balcani e Mediterraneo, oggi è la Capitale della Cultura 2028. L’annuncio è del ministro della Cultura Alessandro Giuli che ha svelato il voto della giuria di selezione. La città riceverà un contributo ministeriale di un milione di euro per realizzare il progetto presentato nel dossier “Ancona. Questo Adesso”. Si tratta del secondo titolo di Capitale italiana della Cultura conquistato dalle Marche, quattro anni dopo Pesaro 2024. La giuria ha parlato di progetto «solido, coerente, interdisciplinare e capace di connettere realtà locale e internazionalizzazione, con il coinvolgimento attivo delle realtà locali e dei giovani».
Il titolo è ispirato dalle parole del poeta anconetano Francesco Scarabicchi tratte dal libro “Una città di scoglio. Breve viaggio ad Ancona” che invita a un compito civile e poetico. È questa tensione, fra il remoto e il presente, fra custodia e meraviglia, che Ancona accoglie come principio ispiratore di una candidatura che guarda al futuro. Il programma culturale di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 si articola in quattro macroaree progettuali ispirate al titolo di candidatura e alla morfologia naturale della città: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale, una mappatura che valorizza il territorio tra mare e parco, storia e futuro e si integra con le più avanzate strategie di rigenerazione urbana e con il piano urbanistico cittadino. Un concept costruito attorno a un ampio processo di ascolto e coinvolgimento della comunità, a partire dall’apertura di una casella di posta elettronica dedicata per raccogliere segnalazioni, proposte e idee. La fase preparatoria ha incluso un’indagine online che ha raccolto oltre cento contributi da cittadini che raccontano la città nei suoi legami con il mare, nella memoria collettiva e nelle aspirazioni per il futuro, dove le parole più frequenti sono state “crescita”, “unità”, “orgoglio”, “ritrovare energia e fiducia”, “mettere la cultura al centro delle scelte”, “risveglio”, “la cultura come bene comune e come linguaggio per rafforzare i legami tra persone e luoghi”.
La presenza strategica dell’Università Politecnica delle Marche, tra gli enti promotori della candidatura, ha rafforzato questo percorso coinvolgendo attivamente la comunità degli studenti e promuovendo progetti che coinvolgono direttamente i giovani.
Un progetto collettivo e di comunità che ha avuto la meglio sulle altre nove finaliste e ovvero Anagni (Frosinone) con il dossier “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”; Catania con il dossier “Catania continua”; Colle Val D’Elsa (Siena) con il dossier “Colle28. Per tutti, dappertutto”; Forlì con il dossier “I sentieri della bellezza”; Gravina in Puglia (Bari) con il dossier “Radici al futuro”; Massa con il dossier “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”; Mirabella Eclano (Avellino) con il dossier “L’Appia dei popoli”; Sarzana (La Spezia) con il dossier “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”; Tarquinia (Viterbo) con il dossier “La cultura è volo”.
La giuria è presieduta da Davide Maria Desario, direttore dell’agenzia AdnKronos che ha definito «una gran fortuna aver potuto compiere questo viaggio culturale attraverso le proposte di tante realtà italiane». Per Desario le proposte hanno dimostrato «visione, capacità manageriale e di valorizzazione del territorio». La Capitale 2026 è attualmente L’Aquila, con un fitto calendario di avvenimenti che si stanno già svolgendo. Nel 2027 sarà il turno di Pordenone con il dossier “Pordenone 2027, città che sorprende”.
In copertina © Ancona28

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