Il riscatto dal G8: La Maddalena si candida a Reinventing Cities

26-10-2026 Mila Fiordalisi 4 minuti

26-10-2026 Mila Fiordalisi 4 minuti

Il riscatto dal G8: La Maddalena si candida a Reinventing Cities

L’ingresso con Milano, Bologna e Palermo nel programma globale C40 avvia una fase operativa per la trasformazione del patrimonio pubblico dismesso

Con l’ingresso dell’isola sarda La Maddalena accanto a Bologna, Milano e Palermo, l’Italia si presenta con una squadra di interventi strategici alla nuova edizione di Reinventing Cities, il concorso internazionale promosso dalla rete C40 per guidare la rigenerazione urbana sostenibile a zero emissioni. Un mosaico di progetti che mette a sistema la riconversione di edifici dismessi per trasformare l’inutilizzato in un laboratorio di innovazione ecologica e sociale per il patrimonio pubblico.

L’ingresso della Sardegna rappresenta l’ultimo e più recente tassello ad essersi inserito nel panorama italiano del bando. Con una delibera approvata su proposta dell’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda, la Giunta regionale ha formalizzato la candidatura del complesso della residenza del Forte Carlo Felice a La Maddalena .

L’iniziativa – sviluppata con il supporto tecnico dell’Agenzia del Demanio e d’intesa con il Comune di La Maddalena – intende definire una strategia di recupero per un compendio di grande interesse storico-architettonico e paesaggistico. Trasferito alla Regione nel 2010 a seguito dei complessi interventi avviati per il vertice del G8 del 2009, poi riposizionato a L’Aquila, l’immobile non ha mai trovato un’effettiva integrazione nelle dinamiche territoriali e sociali dell’arcipelago.

«Vogliamo superare una lunga stagione di incompiute e restituire agli edifici originariamente pensati per il G8 una prospettiva concreta di futuro», dichiara l’assessore Spanedda. «La Regione assume l’iniziativa per rimettere in movimento una risorsa pubblica di grande valore, inserendola in un’iniziativa internazionale. Il nostro obiettivo è trasformare immobili oggi inutilizzabili in opportunità di sviluppo per i territori, attraverso funzioni coerenti con le esigenze delle comunità e con l’interesse collettivo”.

A Bologna, in un percorso promosso dall’Agenzia del Demanio, il programma coinvolge due ambiti strategici compresi nel disegno della trasformazione metropolitana.

Il primo è Mattei 106 , situato nel distretto industriale di Roveri Sud, a circa 5 chilometri dal centro storico.

Il complesso copre una superficie di circa 61.400 metri quadrati suddivisa in due lotti da via Enrico Mattei. Il lotto nord ospita gli stabilimenti tipografici e la sede storica de Il Resto del Carlino, quotidiano fondato nel 1885, mentre il lotto sud è attualmente utilizzato come parcheggio a raso. Il bando invita i team a sviluppare un quartiere mixed-use a vocazione prevalentemente residenziale, strutturato per raggiungere lo status di Net-zero energy district, riservando almeno il 30% delle volumetrie totali all’edilizia residenziale sociale. Il programma include la fornitura di dotazioni territoriali, servizi sanitari, sportivi e culturali, commercio di vicinato, uffici e l’intervento di recupero e tutela della palazzina direzionale disegnata a fine Novecento dall’architetto Enzo Zacchiroli.

Il secondo ambito riguarda la ex caserma Stamoto, collocata nella periferia est e delimitata dalla linea ferroviaria Adriatica, con ingresso principale su via del Parco in adiacenza all’asse di via Massarenti. La trasformazione dell’area si inquadra negli obiettivi del Piano Città dell’immobile pubblico, formalizzato con l’accordo sottoscritto ad aprile 2026 tra Agenzia del Demanio, Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Università di Bologna per l’adeguamento del patrimonio immobiliare ai bisogni abitativi della città.

Con avviso ufficiale, la scadenza per la presentazione delle manifestazioni d’interesse è stata prorogata al 19 novembre 2026. Il progetto dovrà prevedere interventi entro i limiti della superficie utile lorda esistente per densificare e ricucire il tessuto urbano, incrementando la dotazione di edilizia residenziale universitaria e sociale integrata da ampie superfici a verde pubblico.

A Milano, dove l’iniziativa vede come promotore diretto il Comune di Milano, l’ambito di intervento si focalizza sul sito di via Zama , nel quartiere Forlanini. La proprietà comprende due volumi edificati costruiti originariamente come scuola primaria e palestra, oltre a un’area scoperta pertinenziale caratterizzata da una fitta alberatura cresciuta nella corte interna.

L’area, servita dalla linea metropolitana M4, è inserita in un quadrante in forte evoluzione urbanistica, adiacente all’Ex-Macello. Il progetto di rifunzionalizzazione mira alla riconversione delle strutture esistenti in residenze universitarie e social housing, affiancati da spazi per servizi integrati alla scala locale. Le soluzioni tecniche richieste ai concorrenti dovranno privilegiare l’abbattimento dell’impronta di carbonio, la gestione circolare delle risorse e l’adattamento ai cambiamenti climatici tramite il potenziamento delle infrastrutture verdi.

A Palermo, anch’essa promossa dall’Agenzia del Demanio, la chiamata del bando interessa l’Ex Chimica Arenella, uno dei più significativi complessi di archeologia industriale del capoluogo siciliano, situato nel quartiere Arenella – Vergine Maria lungo via Monsignor F. Pottino. Iniziativa avviata da alcuni mesi e in via di aggiudicazione. In questo caso l’area si sviluppa su due comparti ben definiti: il comparto a mare, con accesso diretto alla spiaggia e adiacente al porticciolo turistico, e il comparto a monte, esteso verso le pendici di Monte Pellegrino. L’impianto industriale dismesso si colloca all’interno del corridoio culturale dei borghi marinari storici e delle ville aristocratiche della costa palermitana. Il percorso procedurale per l’Ex Chimica Arenella si trova ormai nelle sue battute conclusive: a seguito della proroga per la presentazione delle proposte finali fissata al 18 novembre 2026, si prevede a breve l’aggiudicazione ufficiale del sito. I criteri di gara richiedono una proposta ad impatto ambientale ridotto, attuata tramite restauro e parziale sostituzione dell’edificato esistente. Il sito si presta a ospitare una pluralità di funzioni – dalla ricettività turistica all’impiantistica sportiva e per il tempo libero, fino a laboratori artigianali e hub culturali – coerenti con la salvaguardia del valore paesaggistico e i parametri di sostenibilità definiti da C40.

In copertina: Residenza del Forte Carlo Felice La Maddalena © Archea Associati 

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Mila Fiordalisi
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