Boeri a Tbilisi: da area industriale dismessa a nuovo quartiere verde

28-10-2026 Luigi Rucco 2 minuti

28-10-2026 Luigi Rucco 2 minuti

Boeri a Tbilisi: da area industriale dismessa a nuovo quartiere verde

Nel cuore della capitale georgiana, un’ex fabbrica di locomotive di 73.600 mq lascia spazio a residenze, verde, servizi e spazi per la collettività

Un nuovo quartiere a Tbilisi, dove la memoria industriale si intreccia con opportunità di incontro e aggregazione. È la visione di Loco Park, il masterplan con cui Stefano Boeri Architetti si aggiudica il concorso indetto da Loco Alliance, sviluppatore dell’area e promotore dell’intero progetto immobiliare privato. Il piano ridisegna un’area di 73.600 mq nella capitale della Georgia, trasformando il sito di una grande fabbrica di locomotive di epoca sovietica in un nuovo spazio urbano, nel segno del verde e della valorizzazione dell’identità del luogo. L’intervento punta a recuperare il rapporto tra l’ex complesso produttivo e la città, attraverso un sistema integrato di residenze, servizi e spazi pubblici. Nove edifici si inseriscono in una rete di percorsi pedonali e aree verdi, concepita per riconnettere il sito ai quartieri circostanti e favorirne la frequentazione anche da parte della collettività.

«Il nuovo quartiere di Loco Park combinerà la memoria della grande fabbrica di locomotive del periodo sovietico con la visione di uno spazio contemporaneo e vibrante, verde e aperto a tutti.


Le architetture saranno isole di un arcipelago urbano, distinte ma unite da una rete di spazi pubblici alberati e pedonali, a disposizione di tutta la città», dichiara Stefano Boeri.


Il passato produttivo dell’area diventa uno dei riferimenti principali del masterplan. Alcuni elementi caratteristici dell’ex fabbrica vengono recuperati e reinterpretati attraverso un linguaggio architettonico contemporaneo. Tra questi, il mattone, materiale legato anche alla tradizione costruttiva locale, che stabilisce una continuità tra la storia industriale del sito e la sua nuova destinazione residenziale. Il progetto organizza gli spazi aperti come un paesaggio continuo, articolato in una sequenza di ambienti differenti: dalla foresta sportiva al parco diffuso, dal boulevard lineare ai giardini condivisi.

La dimensione pubblica si riflette anche nell’organizzazione degli edifici. Al piano terra trovano spazio ingressi, negozi di vicinato, caffè, laboratori e servizi condivisi, pensati per favorire la relazione tra gli ambienti interni e gli spazi esterni. Ai livelli superiori si sviluppano invece residenze di diverse metrature, destinate a rispondere a differenti esigenze abitative. Le nove architetture previste sono concepite come volumi distinti, ciascuno con una propria identità, ma inseriti in un disegno urbano unitario. Un ruolo particolare è affidato alle coperture, che reinterpretano le sagome delle fabbriche e delle officine storicamente presenti nell’area, contribuendo a definire il nuovo skyline del quartiere.

Le diverse aree ospitano funzioni ambientali, residenziali e collettive: serre, terrazze, impianti fotovoltaici, alloggi a loft e spazi comuni per gli abitanti. La loro configurazione è inoltre studiata per ottimizzare l’illuminazione naturale, la ventilazione e l’esposizione solare, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli ambienti abitativi. Il rapporto con la storia del luogo non riguarda soltanto le forme architettoniche, ma anche la scelta dei materiali e delle tonalità delle facciate. Partendo dalla mappatura fotografica dei colori del paesaggio urbano di Tbilisi, sono state individuate cinque famiglie cromatiche dominanti: grigio-azzurro, terracotta, verde, tortora e bianchi minerali. Questi riferimenti sono stati tradotti in una palette di mattoni, utilizzati con differenti combinazioni di colore, texture e modalità di posa. Il risultato previsto è un insieme architettonico coerente, ma non uniforme, nel quale ogni edificio mantiene una propria riconoscibilità, richiamando al tempo stesso la ricchezza materica e cromatica della capitale georgiana.

In copertina: Loko Park © Stefano Boeri Architetti 

 

 

 

 

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Luigi Rucco
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