Piano Casa: si accelera su Erp, affitti calmierati e sfratti. Ma i fondi restano il nodo
Piano Casa: si accelera su Erp, affitti calmierati e sfratti. Ma i fondi restano il nodo
I tre pilastri del Governo Meloni per risolvere l’emergenza strutturale nazionale: 1,7 miliardi (su 10 annunciati) di risorse pubbliche disponibili
La scrittura del Piano Casa 2026 – che sarà gestito da un commissario straordinario – è stata lunga, ma la struttura, pur non rispettando le milestone dichiarate da due anni a questa parte, è finalmente in piedi. Tolte le impalcature e i lavori in corso, oggi la casa è al centro dei piani del Governo. Edilizia residenziale pubblica, edilizia residenziale sociale e investimenti privati gli asset di interesse.
Un lavoro corale, testimoniato dalla presenza, accanto alla premier Giorgia Meloni e al suo capo di gabinetto Gaetano Caputi, del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, del titolare degli Affari europei Tommaso Foti e, in collegamento, del presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e del numero uno dell’Anci, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, ambizioso e celebrativo. Ma veniamo al punto. Sul tavolo un decreto-legge sul Piano casa in senso stretto e un Ddl sugli sfratti.
ERP – Il primo dei tre pilastri del Piano, guarda all’edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata: entro un anno l’obiettivo è recuperare 60mila case popolari non assegnate e fuori norma (pari al 7,7% del patrimonio totale secondo uno studio Nomisma realizzato per conto di Federcasa, che associa 85 enti gestori di quasi 800mila alloggi Erp) con uno stanziamento da parte del governo di 1,7 miliardi (700 milioni circa dai fondi Pnrr e 970 milioni dalle ultime tre leggi di bilancio che li avevano già destinati a questo scopo). Prima dell’aumento dei costi energetici, dovuto alla chiusura dello stretto di Hormuz, si stimava che per le sistemazioni servissero in media 20mila euro ad alloggio Erp. Ora il costo è quasi raddoppiato. La premier ha, inoltre, annunciato altri 4,8 miliardi (dal Mit) dai programmi di rigenerazione urbana che però possono essere distribuiti ai Comuni solo con un dpcm, dopo un’interlocuzione con l’Anci, dunque non ancora certi. L’intero pacchetto di circa 6 miliardi sarà gestito da Invitalia e coprirà anche progetti di recupero di edilizia residenziale sociale dove entra in pista anche il “rent to buy”, il riscatto finale dell’immobile in locazione in modo da non pagare più a vuoto l’affitto ma poter riscattare la casa.
ERS – Il secondo pilastro sull’edilizia residenziale sociale è rivolto alla cosiddetta “fascia grigia”, arrivando quindi ad affrontare il tema dell’affordable. Per questo segmento il decreto prevede la riassegnazione in un Fondo unico, gestito da Invimit, da 3,6 miliardi di euro.
La società del Mef interverrà attraverso un fondo di fondi che andrà a selezionare una serie di sgr che avranno il compito specifico non di acquistare immobili, ma di rimettere in circuito quelli oggi non utilizzati. Il vincolo d’uso sarà ventennale e il canone calmierato.
PRIVATI – Con la semplificazione burocratica per gli imprenditori dell’industria immobiliare e delle costruzioni che realizzano almeno il 70% di edilizia convenzionata, garantendo un 33% di sconto minimo rispetto ai prezzi di mercato, si completa il terzo pilastro, che riguarda i privati. L’obiettivo è realizzare altri 40mila alloggi ad affitto calmierato e a riscatto nei prossimi dieci anni. Qui è previsto l’intervento di Cassa depositi e prestiti, in termini di apporto di risorse, con un contributo iniziale di 460 milioni. Per quanto riguarda l’edilizia a prezzi calmierati sarà previsto il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai (per esempio atto di compravendita e mutuo). Il Governo nominerà un commissario straordinario per concedere autorizzazioni uniche a chi investe più di 1 miliardo di euro.
SFRATTI PIÙ VELOCI – La norma punta a rendere certa la riconsegna degli immobili in affitto alla scadenza del contratto, potenziando le procedure di sfratto. Si tratta di un pacchetto di misure che serve a rendere più efficace e veloce la liberazione di quegli immobili che sono occupati abusivamente.
ACQUISTO PRIMA CASA –Torna infine alla formula originaria la garanzia per l’acquisto della prima casa: servirà a giovani fino a 36 anni, giovani e coppie con almeno un coniuge under 35, nuclei familiari con un unico genitore e figli minori. La garanzia statale arriverà al 90% per le famiglie numerose.
BONUS PER GENITORI SEPARATI – In questo contesto è stato annunciato un fondo di 60 milioni di euro per il triennio 2026-28 per sostenere le spese per la casa dei genitori separati.
In copertina © Imagoeconomica

Città medie, finanza e qualità urbana: la sfida emiliano-romagnola della rigenerazione
Tor Vergata, la Vela si riaccende: Ferrari inaugura la nuova stagione degli usi temporanei
Rigenerazione urbana, l’impatto di Airbnb sulle politiche abitative
Rigenerazione urbana, dati e impatto: nasce RELab, la piattaforma che legge il futuro dei territori








