Terremosse, ad Amatrice l’architettura ricuce comunità e territori fragili

01-07-2026 Tommaso Nonni 3 minuti

01-07-2026 Tommaso Nonni 3 minuti

Terremosse, ad Amatrice l’architettura ricuce comunità e territori fragili

Sullo sfondo della ricostruzione del Centro Italia, Castelli richiama oltre 8 miliardi liquidati e quasi 15mila cantieri conclusi

A dieci anni dal terremoto che nel 2016 colpì il Centro Italia, i risultati della ricostruzione vengono descritti dalle istituzioni con oltre otto miliardi di euro liquidati, di cui quasi due nell’ultimo anno, 36mila richieste di contributo presentate per la ricostruzione privata e quasi 15mila cantieri conclusi. Il territorio interessato copre un’area di circa 8mila chilometri quadrati, configurandosi come il più vasto intervento di recupero post-sisma in Europa.

«Dopo anni complessi, la ricostruzione dell’Appennino centrale cresce in modo costante e strutturale, sia sul fronte pubblico che su quello privato – commenta Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016 – i segnali che arrivano dall’occupazione, dagli investimenti, dalla tenuta demografica e dalla vitalità delle imprese dimostrano che la rinascita dell’Appennino centrale è concreta». Se da un lato, il 64% dei cantieri autorizzati è stato completato, dall’altro bisogna considerare che quasi 9mila famiglie usufruiscono tutt’oggi di strumenti assistenziali. Rimangono inoltre aperte sfide rilevanti: oltre 8mila interventi privati sono ancora in corso e la ricostruzione pubblica, che comprende scuole, municipi, edifici storici e luoghi di culto, conta 3.667 opere programmate per un valore superiore a 4,8 miliardi di euro. Un cantiere diffuso che punta ad incidere anche sull’economia dei territori, con livelli occupazionali superiori alla media nazionale e una ricaduta stimata sul Pil di circa quattro miliardi di euro.


È in questo contesto che nasce il progetto “Terremosse per Amatrice”, promosso dalla sezione italiana del network europeo European architecture students assembly (Easa). Pensato per mettere in relazione architettura, territori fragili e pratiche collettive di ricostruzione.


Dal 2 al 12 luglio 2026 oltre 200 studenti di architettura, giovani professionisti e designer si immergeranno nel territorio amatriciano, per trasformare in dieci progetti concreti i bisogni delle comunità emersi da un percorso di ascolto e ricerca durato più di un anno.

I lavori di autocostruzione e riattivazione dello spazio pubblico andranno poi affidati a “custodi” che ne garantiranno la cura e l’utilizzo negli anni. Accanto ai cantieri prenderà forma un programma aperto alla cittadinanza composto da talk, tavole rotonde, proiezioni, esplorazioni territoriali e performance artistiche e musicali. L’obiettivo di Terremosse è supportare un’alternativa alla pianificazione post-sisma, che faccia di Amatrice un luogo di confronto sul presente delle aree interne e sulle nuove modalità di abitare territori caratterizzati da fragilità infrastrutturali.

Terremosse nasce da una ricerca avviata nel 2024 da un collettivo di giovani architetti, ricercatori e studenti attivi nella rete Easa. Il lavoro è stato costruito attraverso sopralluoghi, studi sul campo e incontri con abitanti, associazioni e realtà locali, dai quali è poi emerso un metodo basato su tre elementi “places, people, desires”.

Tra gli interventi previsti figura “Casa Casale”, nell’omonima frazione. Il progetto nasce dalla richiesta degli abitanti di recuperare uno spazio coperto in cui ritrovarsi e stare insieme. Nell’area dove sorgeva una scuola sarà realizzato un riparo permanente in legno, progettato per poter essere ampliato nel tempo.

Particolare attenzione sarà riservata ai più giovani. Il giardino “Tana Libera Tutti”, sviluppato insieme all’associazione Alba dei Piccoli Passi, rappresenta oggi uno spazio verde inutilizzato e da trasformare in un luogo dedicato al gioco, alla cura e agli incontri della comunità. Il progetto prevede la realizzazione di un piccolo padiglione e di uno spazio per attività pubbliche, accompagnati da pratiche di tessitura partecipata con materiali recuperati nei territori colpiti dal sisma.

Sul Lago Scandarello verrà invece realizzato “Breathing Circle”, ovvero una grande seduta circolare costruita utilizzando pietre, mattoni e materiali lapidei recuperati localmente. Lo spazio è stato pensato come luogo di incontro e osservazione del paesaggio, ma anche spazio dove organizzare workshop dedicati alla ricerca e raccolta delle memorie locali.


Un lavoro che punta a costruire una narrazione condivisa delle trasformazioni che stanno interessando il territorio amatriciano.


«Terremosse nasce dalla volontà di interrogare il ruolo dell’architettura nei territori fragili contemporanei», spiegano i promotori del progetto. «I dieci interventi che realizzeremo vogliono essere occasioni concrete di riappropriazione territoriale e di ricostruzione delle relazioni comunitarie. Le strutture che nasceranno da questo percorso sono pensate per continuare a vivere nel tempo grazie al coinvolgimento delle associazioni e delle istituzioni locali».

In copertina: Amatrice oggi © EASA Network

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Tommaso Nonni
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