Bolzano, l’ufficio pubblico si progetta dal basso

30-09-2026 Sara Galli 3 minuti

30-09-2026 Sara Galli 3 minuti

Bolzano, l’ufficio pubblico si progetta dal basso

Park Associati firma la nuova Casa della mobilità, ripensata grazie al contributo dei futuri utenti

Nel centro di Bolzano, accanto alla stazione ferroviaria, alla funivia del Renon e all’autostazione, dove oggi sorge il Palazzo provinciale 5, prende forma la nuova Casa della mobilità: un progetto che prova a ridefinire il modo di intendere l’edificio pubblico, a partire dalle esigenze di chi lo utilizzerà ogni giorno e dal suo rapporto con la città.

La Giunta provinciale ha affidato allo studio milanese Park Associati la progettazione dell’edificio che riunirà sotto lo stesso tetto il dipartimento infrastrutture e mobilità, il servizio provinciale mobilità e la società STA (Strutture trasporto Alto Adige). Oggi quest’ultima lavora in quattro sedi diverse in città: la convergenza degli uffici consentirà un efficientamento economico, grazie alla riduzione dei costi di locazione, ma anche organizzativo, accorciando le distanze tra le diverse funzioni e rendendo più rapidi i processi decisionali. «Se le persone che lavorano insieme a progetti e soluzioni per la mobilità in Alto Adige si avvicinano anche fisicamente, il coordinamento diventa più diretto, gli spostamenti più brevi e le decisioni più efficienti», ha evidenziato l’assessore alla Mobilità Daniel Alfreider.

L’iter ha previsto un concorso europeo, con proposte valutate in forma anonima sulla base della qualità urbana e architettonica, funzionalità, fattibilità economica e gestione dell’edificio. A convincere la commissione è stato il progetto dello studio milanese, grazie al suo volume architettonico articolato, al piano terra aperto e agli spazi esterni verdi.

A distinguere il progetto è anche il processo con cui sarà costruito. La definizione degli spazi non avverrà soltanto al tavolo dei progettisti: dipendenti di STA e della Ripartizione mobilità fanno parte di un gruppo di lavoro congiunto che si riunisce regolarmente per discutere l’organizzazione degli ambienti, i processi interni, gli spazi condivisi e le future dotazioni.


Il progetto vincitore sarà così sviluppato e definito nel dettaglio anche attraverso il confronto con i futuri utenti:


chi vivrà quotidianamente l’edificio contribuisce a definirne il funzionamento prima ancora che venga costruito. Il secondo tema è il rapporto con la città. Park legge il nuovo edificio direzionale come occasione per consolidare un comparto in trasformazione e ridefinire la relazione tra infrastrutture, spazio pubblico e città. Non a caso la Casa della mobilità sorge nel nodo dove i mezzi pubblici si incontrano: un ufficio che arretra per regalare una nuova piazza alberata al quartiere, con un piano terra trasparente e aperto.

Anche la forma dell’edificio racconta questo metodo innovativo. La facciata in alluminio prende il ritmo da un modulo regolare che deriva direttamente dall’organizzazione interna degli uffici: in pratica, l’organizzazione del lavoro disegna il prospetto. Gli elementi verticali reinterpretano le tradizionali scandole dell’architettura alpina e di alcuni edifici storici della città, integrando una tecnologia fotovoltaica che trasforma l’involucro in una superficie in grado di produrre energia. Infine la struttura in legno, richiesta fin dal bando, contribuisce a legare l’edificio al contesto e alla cultura costruttiva del territorio.

Il progetto lavora anche sulla flessibilità e sulle prestazioni ambientali. Nei circa 6.000 mq fuori terra e 2.000 interrati, la struttura lignea rimane a vista e dialoga con un sistema impiantistico leggero e facilmente accessibile, pensato per consentire agli spazi di adattarsi nel tempo. La forma compatta e progressivamente rastremata verso l’alto contribuisce a ridurre l’impatto sugli edifici residenziali circostanti, mentre al piano terra una hall a doppia altezza mette gli spazi comuni in relazione diretta con la nuova piazza e la città. Anche l’energia entra in questa logica di connessione: quella prodotta in eccedenza dal sistema fotovoltaico potrà essere condivisa con le infrastrutture del trasporto pubblico adiacenti. All’esterno, superfici drenanti, conservazione di gran parte delle alberature esistenti e nuove piantumazioni completano una strategia che tiene insieme edificio, spazio pubblico e prestazioni ambientali.

In copertina: Casa della mobilità © 2026 Park Associati Srl

 

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Sara Galli
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