Coesione e partecipazione nella Brescia di domani
La comunità al centro del Dialogo Insieme del ciclo di Public program promosso dal Comune in vista dell’Agenda Urbana 2050
Una visione urbana efficace richiede un approccio integrato che superi le divisioni tradizionali e coinvolga attivamente la collettività. La costruzione della città di domani richiede un’attenzione particolare alla partecipazione e alla coesione, con un focus su famiglie, bambini e longevità della popolazione. Nel terzo “Dialogo Insieme” del ciclo di Public program promosso dal Comune di Brescia in vista dell’Agenda Urbana 2050, il motore è la comunità. Inclusione, sostenibilità e benessere, la città come ecosistema aperto e partecipato.
All’interno di questo sistema virtuoso si sviluppa il ruolo delle istituzioni nel rimuovere gli ostacoli alla partecipazione, con l’obiettivo di costruire una città resiliente, accessibile e armoniosa, dove la tecnologia sia al servizio delle persone e lo sviluppo sia guidato da un senso di corresponsabilità.
«Brescia è una città “appagata” che rischia di frenare il proprio sviluppo. Propongo di trasformarla da oggetto da ammirare a soggetto attivo, un ecosistema di innovazione aperto capace di attrarre talenti e generare nuove energie», spiega Francesco Cicione, fondatore e presidente di Entopan – Smart networks & strategies. Domenico Bizzarro, direttore generale della Cooperativa La Rete di Brescia, durante il suo intervento ha criticato la retorica sulla collaborazione, esortando le istituzioni a superare la paura di cedere potere per favorire un’autentica costruzione di comunità basata su obiettivi e valori condivisi.
Fondamentale anche la voce dei giovani per una costruzione partecipata e Maria Vittoria Belleri, in qualità di sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi, rilancia: «C’è bisogno di più ascolto e coinvolgimento attivo per contribuire al futuro della città con un’attenzione particolare all’accessibilità totale (motoria, sensoriale, cognitiva) in tutti gli spazi pubblici, culturali ed educativi. «La città deve essere uno spazio di responsabilità condivisa», dice Massimiliano Pulice, responsabile Competence Center Rigenerazione Urbana e Infrastrutture di Cdp Holding. Pulice propone un modello che armonizzi tecnica e senso, tempo breve e lungo, centro e periferia, invitando Brescia a realizzarsi “secondo misura”. «È cruciale definire i valori e gli obiettivi prima di scegliere gli strumenti come il partenariato pubblico-privato. Senza una visione politica chiara, il mercato non si allineerà. Fissare i cardini di una visione futura permette di negoziare efficacemente con privati e terzo settore», precisa Pulice.
Per l’assessora Michela Tiboni, con deleghe alla Rigenerazione urbana per lo sviluppo sostenibile, alla Pianificazione urbanistica e all’edilizia privata, l’Agenda Urbana prevede e attiva un processo partecipato “con la città” e non “per la città”, basato sulla condivisione e riconoscendo la sfida di coinvolgere i più giovani. Dunque, la pianificazione urbana futura richiede una visione olistica che colleghi lavoro, casa, sostenibilità e inclusione, superando la suddivisione settoriale delle competenze. Presenti anche tre assessori, Marco Fenaroli, assessore alle Politiche per la Famiglia, la Persona e Longevità, Welfare e salute; Anna Frattini, assessora alle Politiche educative, alle pari opportunità, alle politiche giovanili e Alessandro Cantoni, assessore alle Politiche in materia di Sport, alle politiche per la casa e all’housing sociale. Per gli amministratori lo sviluppo urbano futuro necessita di un approccio trasversale. Il successo della visione dipende dalla sua adozione come Agenda condivisa con i cittadini e dall’uso di leve sociali unificanti. L’amministrazione ha integrato longevità e demografia nelle deleghe fin dall’inizio del mandato, come dimostra l’Assessorato alle politiche della famiglia, persone, longevità, welfare e salute: una scelta strategica per orientare l’azione di governo, spiega nel suo intervento Fenaroli.
Esiste una tensione tra l’attrattività per nuovi talenti che arrivano a Brescia e la comunità locale, talvolta non sufficientemente pronta o curiosa verso l’innovazione. L’obiettivo è bilanciare la visione utopica del 2050 con azioni politiche concrete e realizzabili.
«Per questo si lavora per valorizzare i giovani, risorsa essenziale per la città – dice Frattini -. Tra le priorità c’è quella di rendere la città più accessibile e fruibile per condividere gli spazi urbani, trasformandoli in luoghi dove realizzare sogni e progetti». L’assessora Frattini spiega come sia «in corso un’analisi della città da una prospettiva di genere, con l’obiettivo di renderla non solo sicura, ma anche percepita come tale da tutti, in particolare dalle donne. Il lavoro include l’analisi delle disuguaglianze attraverso dati statistici e la promozione di una cultura che valorizzi la prospettiva femminile nella pianificazione urbana e sociale».
Fondamentale, in questo processo, il ruolo dello sport e del benessere. «Lo sport è da identificare come elemento “collante” fondamentale, un driver capace di unire generazioni e promuovere salute, benessere, attrattività e senso di comunità», interviene Alessandro Cantoni che propone di considerarlo non solo come vocazione, ma come elemento trasversale che integra e rafforza altre dimensioni della vita cittadina.

Architettura ArchitetturaChiECome Arte Brescia 2050 Città Concorsi Culto Cultura Design Energia Festival Formazione Futuro Hospitality Housing Industria Ingegneria Italiani all'estero Legge architettura Libri Masterplanning Milano Mipim Norme e regole Platform Real Estate Premi Progettazione Real estate Retail Rigenerazione Urbana Salute Scommessa Roma Scuola Sostenibilità Spazi pubblici Sport TEHA Trasporti Turismo Uffici

Dalla pianificazione ai servizi: perché la prossimità sostenibile sta cambiando il modo di governare le città

Nuovo Piano casa per Cagliari, per una città più giusta ed equa

Metropolitano. La Capitale si racconta nel suo primo urban center pubblico

Roma e la sfida della “sostenibilità credibile”: oltre il non consumo di suolo




