Nuova stagione dell’housing sociale: Roma mobilita il credito per l’edilizia accessibile

16-09-2026 Francesca Fradelloni 2 minuti

16-09-2026 Francesca Fradelloni 2 minuti

Nuova stagione dell’housing sociale: Roma mobilita il credito per l’edilizia accessibile

Piano casa nella Capitale: istituzioni e banche insieme per gli investimenti a lungo termine sempre con la regia pubblica. Assessore Zevi: «Servono nuovi strumenti e un salto di scala»

L’emergenza abitativa non può essere affrontata senza una solida alleanza tra le istituzioni e il sistema del credito. Senza arretrare sulla regia pubblica, bisogna essere capaci di mobilitare risorse e accompagnare investimenti di lungo periodo. Per questo gli strumenti e gli interventi messi in campo da Roma Capitale per aprire una nuova stagione dell’housing sociale e dell’edilizia residenziale accessibile sono stati presentati all’Associazione bancaria italiana (Abi) dai due assessori maggiormente coinvolti nel dossier casa: Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica (che a thebrief ha raccontato nei dettagli la sua visione per Roma prossima), e Andrea Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative.

Una casa accessibile anche per chi lavora, ma non riesce più a permettersela, è una priorità per l’amministrazione capitolina. Roma punta sulla “fascia grigia”: quella parte crescente di popolazione che ha un reddito, ma resta fuori sia dall’edilizia pubblica sia da un mercato immobiliare diventato sempre più difficile da sostenere. Giovani famiglie, lavoratori precari, nuclei monoparentali e lavoratori essenziali – dagli insegnanti agli infermieri, dagli operatori sociali alle forze dell’ordine – sono al centro della nuova strategia della Capitale per ampliare l’offerta di abitazioni a prezzi sostenibili.


«La crisi abitativa non riguarda più soltanto le fasce in condizione di maggiore fragilità, ma coinvolge una parte sempre più ampia della popolazione che lavora e non riesce ad accedere a una casa a condizioni sostenibili.


Per rispondere a questa domanda servono nuovi strumenti e un salto di scala», ha dichiarato l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi.

Un passaggio fondamentale è rappresentato dalla Delibera 203/2025, che mette a disposizione aree, strumenti urbanistici e patrimonio pubblico per consentire nuovi interventi di edilizia accessibile, senza ulteriore consumo di suolo. A questo si aggiunge il Regolamento capitolino per l’abitare sociale, in corso di chiusura, che punta a definire regole certe e prevedibili per l’intero territorio capitolino, stabilendo criteri per l’accesso, modalità di gestione, determinazione dei canoni e individuazione dei gestori sociali. Inoltre, per rendere concretamente sostenibili gli interventi, Roma Capitale ha individuato diverse possibili leve: contributi a fondo perduto, opzioni di acquisto a tempo, partecipazione in equity, garanzie sulla morosità e strumenti legati al canone. Il principio è quello di un sostegno pubblico che cresce in misura più che proporzionale all’aumentare della quota di edilizia residenziale sociale prevista nell’intervento, secondo un meccanismo premiale e non redistributivo. Un ruolo strategico sarà poi svolto dall’Agenzia sociale per l’abitare di Roma Capitale, che accompagnerà proprietari e conduttori nel rapporto locativo e gestirà il “Registro dei soggetti” idonei all’assegnazione degli alloggi. È inoltre in fase di attivazione un fondo di garanzia destinato a ridurre il rischio di morosità per i proprietari e favorire così l’immissione sul mercato di nuove abitazioni a canone concordato.

«Dobbiamo creare le condizioni perché investire nell’housing sociale torni a essere possibile anche per il privato. Solo così possiamo moltiplicare le risorse disponibili e trasformarle in nuove case a canone accessibile, garantendo al tempo stesso una forte regia pubblica e una reale risposta alla domanda abitativa» ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia.

Infatti, sul fronte degli investimenti, Roma Capitale sta lavorando con la Banca europea degli investimenti (Bei) alla strutturazione di un veicolo finanziario pubblico-privato per acquisire, rigenerare e realizzare alloggi a canone accessibile. Il modello prevede il conferimento da parte dell’Amministrazione di capitale e patrimonio pubblico – terreni, immobili e diritti di superficie – insieme a una visione strategica integrata e alle competenze amministrative, mentre investitori privati e istituzionali possono apportare capitale e capacità progettuale e di sviluppo.

In copertina: Roma vista aerea © Cristian Manieri

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Francesca Fradelloni
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