Ex Ospedale Umberto I di Mestre. Seconda vita a guida del Gruppo Alì

10-04-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

10-04-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

Ex Ospedale Umberto I di Mestre. Seconda vita a guida del Gruppo Alì

A firma Planum la rigenerazione dell’ambito. Opere di urbanizzazione per oltre 5 milioni

Ratificata dal consiglio comunale di Venezia la variante al piano di recupero del compendio dell’ex ospedale Umberto I. L’atto conclude l’iter amministrativo avviato nel 2024 e segna il passaggio definitivo verso la trasformazione di un’area strategica di quasi cinque ettari nel cuore di Mestre. Parte da qui la seconda vita di “Castelvecchio”, nome scelto in omaggio al primo insediamento urbano documentato.


Il progetto, promosso da Alì spa con il masterplan curato dalla società Planum, si configura come un intervento di rigenerazione, a saldo zero in termini di consumo di suolo.


«Il valore aggiunto dell’intervento risiede nella contrazione volumetrica del 32% e nella ridefinizione delle connessioni urbane. Attraverso il ripensamento degli spazi verdi e una riorganizzazione funzionale profonda, il masterplan Castelvecchio – spiega l’architetto Alessandro Checchin di Planum – punta a elevare gli standard di accessibilità e sostenibilità, configurandosi come uno dei più rilevanti progetti di rigenerazione per il centro di Mestre».


L’investimento in opere di urbanizzazione supera i 5,1 milioni di euro, a cui si aggiungono oltre 2 milioni di euro in monetizzazioni per il recupero degli edifici pubblici.


Con l’approvazione della variante, che sostituisce le precedenti convenzioni del 2010 e 2013, il cronoprogramma fissa la validità delle previsioni urbanistiche fino al 16 luglio 2029, restituendo alla città un’area che per decenni è stata un “vuoto urbano”, perdendo progressivamente identità e vitalità.

Il comparto residenziale si svilupperà con edifici a torre fino a un’altezza massima di 90 metri, affiancati da un altro immobile affacciato su via Candiani a uso misto (commerciale-ricettivo) di 50 metri. L’intervento commerciale principale sarà costituito da un punto vendita Alì, concepito come un edificio immerso nel verde.

Sotto il profilo del recupero architettonico, il piano prevede una precisa redistribuzione funzionale in cui i padiglioni Cecchini ed ex Direzione Sanitaria (ex Cup) saranno acquisiti dal Comune, le loro funzioni di uso pubblico saranno individuate e illustrate in seguito alla commissione consiliare e alla municipalità. Il padiglione Pozzan sarà riconvertito a uso direzionale-commerciale per creare una nuova polarità attrattiva a ridosso del corso d’acqua. Per il padiglione De Zottis è prevista la demolizione totale per ripristinare la continuità visiva con l’antico tracciato di via Castelvecchio e destinare parte dello spazio a parcheggio pubblico.

Il comparto religioso invece, manterrà integralmente il vincolo di destinazione originale.

Baricentro dell’intervento è il parco urbano di circa 25mila mq, centro di una rete verde che integrerà il parco di via Einaudi, parco Manin e Villa Querini. Il patrimonio arboreo sarà potenziato con la piantumazione di 250 nuove piante, in aggiunta alle 70 esistenti.

Sul piano della sostenibilità, l’operazione ha recepito le prescrizioni della Valutazione ambientale strategica (Vas) e approvato il piano di caratterizzazione. L’intervento si inserisce nel programma di rinaturalizzazione del fiume Marzenego, con uno stanziamento di oltre 469mila euro destinati a opere di mitigazione idraulica del bacino.

La riorganizzazione della mobilità prevede una nuova rotatoria su via Circonvallazione e la disponibilità di 850 parcheggi, di cui 500 interrati.

In copertina © Planum

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Tommaso Nonni
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