Ischia: al via il progetto di recupero di Santa Restituta

28-07-2025 Giulia Fuselli 2 minuti

28-07-2025 Giulia Fuselli 2 minuti

Ischia: al via il progetto di recupero di Santa Restituta

Finanziamento di oltre 11 milioni di euro per il ritorno alla fruizione pubblica di uno dei luoghi più identitari dell’isola

È stato pubblicato il bando per individuare gli operatori economici per il Progetto di fattibilità tecnico ed economica (Pfte) relativo al miglioramento e all’adeguamento sismico del complesso edilizio di Santa Restituta a Lacco Ameno, comune sull’isola di Ischia.

Un passo decisivo per restituire sicurezza e nuova vita a uno dei luoghi più identitari dell’isola, chiuso da anni dopo i danni causati dal sisma del 2017. Con i suoi 3mila metri quadrati, il compendio racchiude una basilica, la casa comunale, una torre e un’area archeologica ipogea. Oggi, grazie a un investimento di oltre 11 milioni di euro e a un progetto condiviso tra istituzioni, Santa Restituta si prepara a riaprire le sue porte e tornare centro culturale, storico e urbano della comunità.

Il programma di valorizzazione è stato presentato ufficialmente con un evento pubblico all’interno della basilica. Hanno partecipato, tra gli altri, il Commissario straordinario Giovanni Legnini, il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, la direttrice dell’Agenzia del Demanio Alessandra Dal Verme, il soprintendente Mariano Nuzzo e il vescovo di Ischia Monsignor Carlo Villano.

L’intervento prevede non solo la messa in sicurezza degli edifici danneggiati, ma anche la rifunzionalizzazione dell’area archeologica e la rigenerazione della piazza antistante, pensata come nuovo spazio urbano aperto e accessibile. Il progetto nasce da una sinergia tra enti pubblici: al tavolo tecnico permanente, coordinato dal Commissario Legnini, siedono l’Agenzia del Demanio, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il Comune di Lacco Ameno e la Diocesi di Ischia.

Già completata l’operazione di messa in sicurezza dei reperti archeologici: 15mila manufatti, risalenti a oltre tremila anni fa, sono stati trasferiti al museo di Villa Arbusto per consentire l’avvio delle indagini tecniche e sismiche, i cui esiti confluiranno nel Documento di indirizzo alla progettazione (Dip).

«La chiusura del museo e dell’area archeologica ha privato la comunità e i visitatori di un luogo fondamentale per la storia dell’isola. Con questo progetto riapriamo le porte del passato, ma anche del futuro, grazie a una sinergia istituzionale senza precedenti», ha ricordato il sindaco Giacomo Pascale. Sulla stessa linea il Commissario Legnini: «Entriamo finalmente nel vivo della valorizzazione del sito. Dopo la complessa operazione di deposito e custodia dei reperti, avviamo ora la fase di progettazione di un intervento delicato e articolato. Nel frattempo, il virtual tour consentirà una prima fruizione da parte del pubblico di un patrimonio di eccezionale valore».

«Santa Restituta è il cuore dell’identità ischitana. Il sito racconta l’evoluzione di un’intera civiltà, ed è compito delle istituzioni proteggerlo e valorizzarlo», ha sottolineato Alessandra Dal Verme. L’intervento unisce messa in sicurezza, trasformazione dell’area archeologica in museo integrato e riqualificazione urbana della piazza, in un’ottica di accessibilità e sostenibilità. Secondo Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP, «il progetto segna l’inizio di un percorso atteso da tempo in un luogo che custodisce le radici più profonde dell’isola. È anche un segno di attenzione verso la comunità isolana, profondamente legata a questo sito e alla memoria di Don Pietro Monti».

La campagna “Custodiamo il passato, progettiamo il futuro” accompagna il progetto con un piano di comunicazione pensato per coinvolgere cittadini e visitatori, aggiornandoli in tempo reale sullo stato di avanzamento dei lavori. Per Monsignor Carlo Villano, vescovo di Ischia, «restituire alla comunità l’accesso a questo luogo di straordinario valore è un segno concreto dell’impegno collettivo nel trasmettere la ricchezza storica dell’isola. Ricordare il passato e riscoprire le nostre radici ci consente di vivere il futuro con maggiore consapevolezza».

In copertina: © Adobe Stock

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Giulia Fuselli
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