Nelle città europee si vive bene, balzo in dieci anni degli Usa
Il Deutsche Bank Research Institute ha mappato i prezzi di 69 città del mondo. Milano e Roma nella parte bassa delle classifiche
Dopo una lunga pausa, ritorna il rapporto del Deutsche Bank Research Institute “Mapping the World’s Prices”. Giunta alla nona edizione, la ricerca analizza prezzi, salari, affitti e qualità della vita in 69 città del mondo nel 2025.
Diverse le sorprese rispetto al 2012, primo anno di pubblicazione: allora le città statunitensi non erano nemmeno nella top tep per prezzi e salari. Oggi si trovano nelle prime posizioni, al fianco delle svizzere Ginevra e Zurigo. Le cause? Gli autori scrivono che senza dubbio il rafforzamento del dollaro ha avuto un peso, ma che i motivi sono da ricercare «nell’eccezionalità degli Usa, nel potere finanziario di Wall Street e nel settore tech che, nonostante sia diventato globale, è rimasto a guida statunitense».
Tuttavia, ci sono anche i “ma”. Infatti, si legge ancora, «potremmo essere vicini alla fine dell’arco. Se il 2012 è stato contrassegnato come quello degli “Stati Uniti a buon mercato”, il 2025 potrebbe rappresentare il “picco degli Stati Uniti”, almeno per quanto riguarda i prezzi».
La seconda sorpresa è che l’India, proiettata a diventare la terza economia mondiale entro il 2030, è ancora economica rispetto al resto delle città a livello globale, lasciando ampi margini di crescita, anche a livello di prezzi e salari, per il futuro.
Il report in breve
Le città europee primeggiano per la qualità della vita – Lussemburgo, Copenaghen, Amsterdam, Vienna e Helsinki in testa – con i grandi hub finanziari globali come Parigi, Hong Kong, Londra e New York che invece si collocano tra il 40° e il 50° posto, a causi di alloggi costosi, lunghi tempi di spostamento e alti livelli di inquinamento.
Hong Kong si conferma come la città più cara del mondo per l’acquisto di un appartamento – nonostante un calo dei prezzi del 20% negli ultimi cinque anni – seguita da Zurigo, Singapore, Seul e Ginevra. Londra e New York si trovano al sesto e settimo posto. Da segnalare il balzo di Dubai, che guadagna 15 posizioni in cinque anni, posizionandosi 37esima. Anche Pechino (9°) e Shanghai sono nella top ten (10°), a testimonianza della crescita del mercato immobiliare in Cina; Milano e Roma sono, rispettivamente, 23esima e 33esima.
Il quadrilocale in affitto più caro al mondo si trova a New York, con Milano al 20esimo posto e Roma al 36esimo della classifica
Per quello che riguarda i salari netti, i più alti sono registrati, di nuovo, a Ginevra e Zurigo, seguite da San Francisco, Lussemburgo e Boston. Milano e Roma sono 40esima e 44esima.
Le stesse città, a parte Boston, sono anche quelle dove i salari rimangono i più elevati anche al netto degli affitti, e dove si trova la new entry Francoforte, al quinto posto, grazie a dei prezzi relativamente bassi. Metropoli come Parigi, Hong Kong, New York, Tokyo e Londra si posizionano invece a metà classifica, a causa dei prezzi elevati delle locazioni che erodono parte dei salari. Per l’Italia, Roma e Milano si trovano nella seconda metà della classifica, rispettivamente alla 49esima e 51esima posizione.
Se quindi si uniscono le classifiche della qualità della vita con quella degli stipendi al netto delle locazioni, vincono le città europee con in testa Lussemburgo, seguita da Copenaghen, Amsterdam, Ginevra, Francoforte e Zurigo
Le città svizzere di Zurigo e Ginevra sono tuttavia anche le città più care del mondo, seguite da New York e San Francisco.
Per quello che riguarda i costi di beni e servizi essenziali – come generi alimentari, trasporti e intrattenimento – le differenze di prezzo tra le città sono significative. Ginevra, San Francisco, Zurigo, New York e Boston sono le più care sia per l’acquisto di generi alimentari che per un pasto in un ristorante medio.
Se inoltre si vanno ad analizzare le variazioni dei prezzi tra il 2012 e il 2025, alcune città hanno visto un incremento, mentre altre una diminuzione. Per esempio, rispetto al 2020 a Ginevra i prezzi sono calati del 15,9% e a Seul del 22,2%, mentre a San Francisco e Chicago c’è stata una crescita rispettivamente del 19,2% e dell’8 per cento.
In tema trasporto pubblico, l’abbonamento mensile più caro al mondo è a Londra (+30% in cinque anni), seguito da Sydney, New York, Auckland e Melbourne. Il più economico? In Lussemburgo, dove i mezzi sono gratuiti
Ancora, il cappuccino più caro si può comprare a Zurigo, Copenaghen, New York e San Francisco, con Milano al 61esimo posto, che fa registrare tuttavia un incremento del prezzo del 18,1% dal 2020 e Roma al 68esimo (+25,2%).
Discorso analogo per una bottiglia di vino, con Singapore, Jakarta, Seul, New York e Oslo in cima alla classifica. Il prezzo più basso? A Roma, preceduta da Johannesburg, Città del Capo e Budapest, con Milano che comunque si posiziona al 50esimo posto.
Infine, una curiosità, gli autori suggeriscono di «non far cadere o smarrire il tuo iPhone in Turchia, Brasile, Egitto, India o nei Paesi Nordici: sostituirlo potrebbe costare dal 30 al 100% in più rispetto agli Stati Uniti».
In copertina: © Adobe Stock

Architettura ArchitetturaChiECome Arte Brescia 2050 Città Concorsi Culto Cultura Design Energia Festival Formazione Futuro Hospitality Housing Industria Ingegneria Italiani all'estero Legge architettura Libri Masterplanning Milano Mipim Norme e regole Platform Real Estate Premi Progettazione Real estate Retail Rigenerazione Urbana Salute Scommessa Roma Scuola Sostenibilità Spazi pubblici Sport TEHA Trasporti Turismo Uffici

Quando l’AI incontra il Demanio: la nuova frontiera della tutela del patrimonio pubblico

Ecco l’Agenda Ue per le città: più investimenti e meno burocrazia

Cultura come infrastruttura: rigenera la città e genera benessere

Brescia chiama Europa: l’Agenda Urbana 2050 laboratorio condiviso per 7 città di Eurocities




