Rigenerazione sostenibile e intelligente: 11,8 milioni di fondi per 9 città italiane

23-02-2026 Mila Fiordalisi 2 minuti

23-02-2026 Mila Fiordalisi 2 minuti

Rigenerazione sostenibile e intelligente: 11,8 milioni di fondi per 9 città italiane

I fondi Mase destinati a Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino. Il Paese come laboratorio di sperimentazione climatica, tecnologica e architettonica

L’Italia spinge l’acceleratore nel percorso verso la neutralità climatica grazie a nuovi processi di rigenerazione urbana sostenibile e “intelligente”. Sono Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino le città protagoniste della svolta. Nell’ambito della missione UE “Città intelligenti e a impatto climatico zero” il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha annunciato uno stanziamento da 11,8 milioni di euro a sostegno di interventi «che contribuiscano al raggiungimento della neutralità climatica attraverso azioni concrete e misurabili negli ambiti delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile, rafforzando il ruolo delle città come laboratori avanzati della transizione ecologica verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile».

Non causale la scelta delle nove città:


sono infatti quelle che hanno già ottenuto in ambito europeo il riconoscimento di “Mission City Label” (città che hanno sviluppato piani ambiziosi per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030) e chiamate ad attuare i “Climate City Contract”, i contratti climatici di città fulcro della missione Ue “Climate-Neutral and Smart Cities” che vede protagoniste complessivamente 100 città


In un decreto ad hoc il Mase ha messo nero su bianco le modalità per partecipare all’iniziativa e presentare dunque i progetti per ottenere i finanziamenti. «Il Programma – si legge nel decreto – è finalizzato al finanziamento di interventi che contribuiscano al raggiungimento della neutralità climatica delle città attraverso azioni concrete e misurabili nei seguenti ambiti: energie rinnovabili, efficienza energetica e mobilità sostenibile». L’obiettivo è dunque quello di consolidare il ruolo delle città italiane come laboratori avanzati di sperimentazione tecnologica e architettonica. Gli interventi dovranno infatti focalizzarsi in dettaglio sull’integrazione massiccia di fonti rinnovabili nel tessuto urbano, sull’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente e sul potenziamento di sistemi di trasporto integrati e sostenibili.

Le risorse saranno equamente ripartite tra le 9 città, con uno stanziamento pro-capite dunque di circa 1,3 milioni. Ed eventuali risorse residue nonché eventuali risorse aggiuntive (successivamente stanziate per incrementare la dotazione finanziaria inizialmente disponibile – puntualizza il ministero) potranno essere utilizzate per finanziare ulteriori proposte di intervento. I 9 Comuni hanno tempo fino al 26 aprile (ossia a 90 giorni dalla pubblicazione, il 26 gennaio scorso, del decreto 558 del 19 dicembre 2025) per sottoporre le proposte che dovranno contenere una relazione illustrativa dettagliata con gli interventi da realizzare (cronoprogramma e tempistiche di attuazione) e obiettivi di sviluppo nonché una mappatura degli stakeholders coinvolti, le modalità di partecipazione dei cittadini e di eventuali partner pubblici e privati. Le proposte dovranno essere dettagliate anche sul fronte delle risorse economiche necessarie indicando anche eventuali altre fonti di finanziamento a cui attingere. E, soprattutto, dovranno essere indicati i valori attesi in termini di riduzione delle emissioni di gas serra tenendo conto della superficie territoriale oggetto dei progetti, della popolazione residente, dei posti offerti dal traporto pubblico locale, della disponibilità di verde urbano, dei giorni di superamento dei limiti di emissioni pm10 (le cosiddette polveri sottili) e di quelle complessive di gas serra. Entrando più specificamente nell’alveo della progettazione saranno tre le fasi da tenere in considerazione: progetto di fattibilità tecnico-economica, progetto definitivo, progetto esecutivo.

Tre i criteri che saranno tenuti in considerazione dal Mase – anche attraverso il supporto tecnico specialistico – per l’assegnazione dei fondi: congruità del quadro economico e sostenibilità finanziaria della proposta anche con riferimento al cronoprogramma di attuazione e completamento dell’intervento; capacità degli interventi di generare impatti misurabili sul territorio, espressa dal rapporto tra costo dell’intervento ed emissioni di gas serra evitate (kgCO2eq/anno); presenza di azioni e obiettivi comuni con il Piano sociale per il clima e con il Piano nazionale per la qualità dell’aria, quale elemento premiale.

In copertina © Adobe Stock

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Mila Fiordalisi
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