Invimit, sette sgr in corsa per gli immobili in locazione alle Pa

02-10-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

02-10-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

Invimit, sette sgr in corsa per gli immobili in locazione alle Pa

Chiuso il 30 settembre l’avviso per la selezione dei gestori: le manifestazioni di interesse superano 1,7 miliardi di euro

Sono sette le società di gestione del risparmio che hanno risposto all’avviso di Invimit sgr per la selezione di gestori di fondi immobiliari destinati a investire in immobili utilizzati in locazione dalle pubbliche amministrazioni. Le manifestazioni di interesse, chiuse il 30 settembre 2026, rappresentano complessivamente un valore superiore a 1,7 miliardi di euro.


La risposta del mercato arriva dopo solo una settimana dalla modifica dell’avviso pubblicato da Invimit lo scorso 1° luglio.


L’aggiornamento aveva introdotto la possibilità, per la società, di selezionare più gestori, e non necessariamente un solo soggetto. L’obiettivo è quindi ampliare il numero di operazioni attivabili e utilizzare in modo più esteso la capacità di investimento dei fondi gestiti da Invimit.

La dotazione inizialmente indicata per l’operazione è di 120 milioni di euro, una cifra che potrebbe essere incrementata. L’avviso integrativo chiarisce infatti che, se la proposta selezionata non dovesse utilizzare tutte le risorse disponibili, si potrebbe procedere con il gestore successivo in graduatoria, fino all’esaurimento della dotazione o delle proposte considerate valide.

Il punto centrale dell’iniziativa è il patrimonio immobiliare utilizzato dalle amministrazioni pubbliche in regime di locazione passiva. Si tratta, quindi, di immobili nei quali gli enti pubblici svolgono le proprie attività e per i quali sostengono un canone di locazione.

L’idea è utilizzare uno strumento finanziario immobiliare per investire su questo patrimonio, portando competenze e capitali di mercato all’interno di un settore legato alle esigenze della pubblica amministrazione. Secondo l’impostazione scelta, l’operazione punta da un lato a offrire agli investitori un portafoglio caratterizzato da flussi di canone e, dall’altro, a favorire la disponibilità di spazi più adeguati, efficienti e sostenibili per gli uffici pubblici.

Per Invimit si tratta anche di una delle applicazioni della propria strategia di valorizzazione del patrimonio pubblico attraverso i cosiddetti fondi di fondi, cioè strumenti che investono in altri fondi immobiliari gestiti da operatori specializzati.


Una delle novità dell’iniziativa è il coinvolgimento, per la prima volta, del fondo i3 Mef, gestito da Invimit e interamente partecipato dal Ministero dell’economia e delle finanze.


Il fondo ha sottoscritto nel dicembre 2025 quote per 170 milioni di euro ed è diventato operativo nel 2026.  La procedura prevede una valutazione delle proposte sulla base di criteri, tra cui, il rendimento obiettivo, l’ammontare destinato al portafoglio immobiliare della Pa e i tempi necessari per completare gli investimenti. Al termine della valutazione sarà formata una graduatoria.

L’avviso integrativo introduce un ulteriore elemento: le proposte che non dovessero risultare prime in graduatoria potranno mantenere la propria rilevanza nel caso in cui rimangano risorse disponibili.  In questo modo, l’operazione si trasforma dalla selezione di un singolo gestore in una procedura capace di coinvolgere più sgr e più fondi.

Il risultato delle manifestazioni di interesse offre quindi a Invimit un ventaglio di proposte più ampio rispetto a quello previsto e apre la strada alla valutazione di più portafogli di immobili locati alla pubblica amministrazione. La dotazione effettivamente destinata all’operazione, tuttavia, resterà legata alle risorse che saranno rese disponibili.

In copertina: Roma Foto di K da Pexels

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Tommaso Nonni
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