08-10-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

Tiburtina Valley, il masterplan punta su energia, acqua e spazio urbano

Roma Capitale presenta la strategia Net zero districts per rafforzare competitività e resilienza del polo produttivo. Risparmi energetici stimati fino al 40%

Un potenziale fotovoltaico superiore a 156 Mw sui tetti dei capannoni, una produzione che potrebbe arrivare a quasi 200 Gwh l’anno e una riduzione della spesa energetica delle imprese stimata tra il 20 e il 40%.

Sono alcuni dei numeri contenuti nel masterplan per la Tiburtina Valley, uno dei principali poli produttivi in città, presentato da Roma Capitale lo scorso 5 ottobre nell’ambito di Net zero districts, il progetto finanziato dalla Commissione europea che coinvolge anche Prato, Parma e Bergamo. Il documento è il risultato di mesi di workshop, sopralluoghi nelle aziende e analisi condotte insieme a Unindustria, Acea e Areti, con l’obiettivo di individuare interventi utili sia all’interno delle singole imprese sia sulle infrastrutture del distretto.

Sul fronte energetico, lo studio parte dai circa 10,5 Mw di fotovoltaico oggi installati su 77 edifici e individua un potenziale maggiore sulle coperture dei capannoni.


Fotovoltaico, sistemi di accumulo, servizi di flessibilità, condivisione dell’energia ed elettrificazione dei consumi termici potrebbero consentire, in funzione delle caratteristiche delle aziende e degli interventi realizzati, di ridurre la spesa energetica tra il 20 e il 40%,


con tempi di rientro degli investimenti compresi tra tre e otto anni. Il piano considera anche contratti per l’acquisto di energia prodotta da impianti solari ed eolici esterni al distretto.

Una parte rilevante del masterplan riguarda però le infrastrutture idriche e fognarie.
Roma Capitale e Acea Ato 2 lavorano con l’obiettivo di ridurre il ricorso ai pozzi e ai prelievi dalla falda, aumentando la sicurezza e la programmabilità degli approvvigionamenti delle imprese. Per seguire gli interventi sulla sicurezza idraulica e sulla rete fognaria è stato inoltre istituito un tavolo tecnico con Acea, Autorità di bacino e Città metropolitana, con la partecipazione consultiva di Unindustria.


Sono previsti anche interventi sullo spazio urbano, con nuove piantumazioni, riduzione delle superfici impermeabili attraverso il depaving e pavimentazioni drenanti per contrastare l’effetto isola di calore lungo l’asse della via Tiburtina.


«Questo lavoro dimostra che sostenibilità e competitività possono procedere insieme e che investire sull’innovazione ambientale significa ridurre i rischi legati agli impatti climatici, creare condizioni migliori per nuovi investimenti e nuova occupazione», ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri. «In questi anni abbiamo lavorato sulle infrastrutture e oggi, grazie alla collaborazione con le imprese abbiamo un quadro preciso degli interventi da realizzare sull’energia e sull’acqua. Vogliamo continuare in questa collaborazione virtuosa e trasformare questo distretto in un laboratorio di innovazione industriale, capace di produrre benefici concreti per le aziende che già operano qui e di attrarne di nuove, creando lavoro e sviluppo per Roma».

Sul versante delle infrastrutture idriche, l’assessora ai lavori pubblici Ornella Segnalini ha sottolineato che «la nuova rete fognaria, il potenziamento del depuratore di Settecamini e il riutilizzo delle acque depurate fanno parte di una stessa strategia».

Il masterplan si va a inserire in un quadrante di Roma che concentra manifattura avanzata, aerospazio e difesa, Ict, logistica e agroindustria, oltre a realtà come il tecnopolo tiburtino.
«Dobbiamo tornare a mettere le aree industriali al centro delle politiche di sviluppo. Dobbiamo avere l’ambizione di fare della Tiburtina una grande area industriale europea. Net zero district dimostra che, attraverso la collaborazione tra istituzioni e imprese, questo obiettivo è possibile», commenta il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo.

Per il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, il progetto consente di mettere nero su bianco quali sono le criticità del comparto industriale della Tiburtina e di individuare gli obiettivi di medio-lungo termine. L’obiettivo indicato è fare del distretto uno dei motori trainanti del sistema Italia, attraverso interventi che tengano insieme transizione climatica, energia, acqua e sviluppo produttivo.

 

In copertina: Stazione Tiburtina ©luigifiletici

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Tommaso Nonni
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