ReStart Scampia, completate le prime tre palazzine

02-10-2026 Eleonora Longobardi 2 minuti

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ReStart Scampia, completate le prime tre palazzine

Ultimati circa 97 nuovi alloggi dei 509 previsti. Manfredi: «Restituiamo alla comunità alloggi vivibili e dignitosi»

ReStart Scampia entra in una nuova fase con il completamento delle prime tre palazzine per un totale di circa 97 nuovi alloggi, nell’ambito di un programma che ne prevede complessivamente 509, insieme a servizi di quartiere, spazi pubblici e nuova viabilità.

Promossa dal Comune di Napoli, ReStart Scampia è il programma di rigenerazione urbana su un’area di circa 200mila metri quadrati, con un investimento complessivo di circa 159 milioni di euro, grazie ai finanziamenti provenienti da Pnrr, Pon Metro e Periferie. Il programma comprende inoltre la demolizione di due delle Vele ancora esistenti e la conservazione della Vela celeste, destinata ad attività sociali e culturali. Alle nuove residenze si aggiungono una scuola per l’infanzia, un civic center, mercati coperti, aree verdi e orti urbani. Il primo lotto è stato progettato da Settanta7, in collaborazione con Studio Perillo, Studio Valle Progettazioni e Proap Italia che cura la progettazione del paesaggio, mentre la realizzazione è affidata a Piloda Building/Operazione srl.

«La conclusione di questo primo lotto è un momento importante per Scampia», ha dichiarato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, sottolineando come il completamento delle prime abitazioni restituisca «alla comunità alloggi vivibili e dignitosi» e si inserisca in un percorso che negli ultimi anni ha riguardato anche la metropolitana e l’università. I nuovi alloggi sono destinati agli attuali abitanti delle Vele in possesso dei requisiti previsti per l’edilizia residenziale pubblica. Per i nuclei che oggi risiedono nel complesso senza un regolare titolo di assegnazione, il Comune ha previsto un programma particolare che consente una sistemazione temporanea nei nuovi edifici per un massimo di tre anni, durante i quali sarà verificato il possesso dei requisiti. Il trasferimento sarà progressivo e coordinato con l’avanzamento dei nuovi cantieri. «Restart Scampia, nella sua forma specifica, esprime più in generale il senso di casa e del ritorno a casa che in tanti cercano nelle città del nostro paese. E riscrive il significato stesso di quei luoghi, che abbiamo smesso di chiamare periferie e che abbiamo imparato a chiamare avamposti della metropoli in formazione in questi anni» ha dichiarato la vicesindaca di Napoli e assessora all’urbanistica, Laura Lieto

Sul piano architettonico, i nuovi edifici sono progettati secondo standard Nzeb. Le facciate ventilate, differenziate anche attraverso l’uso del colore, contribuiscono a definire l’identità dei singoli corpi edilizi e, allo stesso tempo, a migliorarne le prestazioni energetiche, la durabilità e la gestione nel tempo, con una riduzione dei costi di manutenzione. Il progetto lavora sulla qualità dell’abitare sia alla scala domestica sia nel rapporto con lo spazio pubblico. Le cinque tipologie di alloggio, con superfici comprese tra circa 50 e 140 metri quadrati, prevedono doppia esposizione, ampie porte-finestre e terrazzi che, in alcuni casi, raggiungono i 4 per 4 metri. Ai piani terra trovano posto unità commerciali e attività comunitarie, con l’obiettivo di rafforzare la relazione tra gli edifici, lo spazio pubblico e le attività del quartiere.

«La riqualificazione delle Vele di Scampia segna un cambio di passo netto rispetto al passato. È stata un’occasione unica per reinventare il concetto di social housing, trasformando strutture ripetitive e monotone in un’architettura aperta, luminosa e inclusiva, a beneficio del quartiere e della comunità che lo abita», ha commentato Daniele Rangone di Settanta7.

Con le prime tre palazzine completate, prende forma il primo segmento del nuovo assetto residenziale di Scampia, all’interno di un programma che integra abitazioni, servizi, spazi pubblici e funzioni di quartiere.

In copertina: Scampia Selezione Finale  ©Mario Cuomo

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Eleonora Longobardi
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