Roma, la strada dell’impero diventa una passeggiata per pedoni e ciclisti
Presentato dal sindaco Gualtieri il programma di rigenerazione dell'area archeologica centrale. Ottanta interventi su 106 ettari: da via dei Fori imperiali al Circo Massimo
Roma ha presentato il progetto che ridisegnerà il suo centro archeologico. Venerdì 2 ottobre, ai Mercati di Traiano, il sindaco Roberto Gualtieri ha illustrato lo stato di avanzamento del Centro archeologico monumentale (CArMe): oltre 80 interventi su 106 ettari, di cui alcuni sono già conclusi, altri in corso, altri ancora in progettazione, dal Campidoglio alle Terme di Caracalla e da piazza Venezia al Circo Massimo. L’obiettivo, dice il sindaco, «è restituire l’area archeologica centrale ai cittadini, come un vero spazio pubblico vissuto dai romani e non solo un insieme di monumenti». Il cantiere simbolo è via dei imperiali, dove le sei corsie attuali diventeranno due, riservate al trasporto pubblico, mentre i marciapiedi spariranno a favore di una superficie unica per pedoni e ciclisti. Il piano vale 191 milioni di euro, che diventano circa 200 nelle stime complessive, con fondi Pnrr, risorse del Giubileo, finanziamenti statali e due strutture di Roma capitale: la Sovrintendenza capitolina, soggetto attuatore degli interventi di scavo, restauro e musealizzazione, e il dipartimento Infrastrutture e Lavori pubblici, che cura strade e percorsi pedonali. Sono coinvolti anche il dipartimento Mobilità, il Parco archeologico del Colosseo, la Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma e la società Metro C.
«Una buona parte di queste opere è già conclusa, altre sono in corso», ha spiegato il sindaco, che ha indicato nel 2027 la data di fine lavori in cui «il grosso sarà pronto».
Il CArMe nasce nel 2024 da un concorso internazionale, vinto dal raggruppamento guidato dallo studio Labics con Openfabric e Orizzontale. L’obiettivo è unire in un unico sistema pubblico, camminabile e accessibile i grandi complessi dell’area: Fori, Colosseo, Palatino, Celio, Colle Oppio, Circo Massimo e Campidoglio. Il cuore del progetto è via dei Fori imperiali, simbolo dell’area, aperta negli Anni ‘30 e chiusa alle auto private nel 2013 dalla giunta Marino, senza che la sua struttura cambiasse. Il dipartimento Infrastrutture sta lavorando nel tratto di circa 400 metri tra via Cavour e il Colosseo: il progetto lavora proprio su questo: «La dimensione della strada non cambierà, ma non ci sarà più il marciapiede», ha detto Gualtieri. Le sei corsie per bus, taxi e mezzi di soccorso scenderanno a due, al centro, e le altre quattro andranno ai pedoni. Al posto di marciapiedi e carreggiata arriverà una pavimentazione unica, composta da sanpietrini e inserti di basalto e travertino. Quest’ultimo, in fasce, ridisegna il perimetro degli antichi Fori. Resta però una condizione importante: l’apertura della stazione Venezia della metro C, prevista tra il 2032 e il 2033, è il presupposto per togliere anche i mezzi pubblici. Fino ad allora bus e taxi continueranno a passare, e la chiusura totale al traffico, spiega il sindaco, non è una decisione già presa, ma un tema per la futura pianificazione della mobilità. Intorno all’asse centrale, il resto del programma ricuce quello che la strada aveva separato. Tra gli interventi più visibili nell’area dei Fori ci sono le terrazze di affaccio sugli scavi, le passerelle sospese che collegano la quota stradale a quella archeologica, come quella di via Bonella, e i nuovi accessi e centri servizi. Nel giardino di largo Corrado Ricci, scavando a 6,5 metri di profondità, è riemersa l’antica pavimentazione marmorea del Templum Pacis, mentre gli scavi di via Alessandrina hanno contribuito a riconnettere l’area dei Fori imperiali. Tra le opere concluse figurano il restauro del muro del Foro di Augusto, quello della piazza del Campidoglio e dei suoi palazzi, e l’apertura al pubblico dei sotterranei delle Terme di Traiano a Colle Oppio, con l’affresco della “Città dipinta”. Sul Celio, l’ex Antiquarium, chiuso dal 1939, dovrebbe riaprire a fine novembre grazie a un investimento di 10 milioni di euro del Pnrr.
A tenere insieme gli interventi è l’anello ciclopedonale, affidato al dipartimento Infrastrutture, che collega Fori, Colosseo, Circo Massimo, San Teodoro e Campidoglio. Un sistema di percorsi che ridisegna lo spazio pubblico, ampliando le superfici pedonali, introducendo nuove alberature e dando maggiore continuità agli itinerari tra i monumenti. La trasformazione è già visibile lungo via di San Gregorio, via dei Cerchi, via di San Teodoro, via del Foro Romano e via della Consolazione. Su via dei Cerchi sono stati ampliati i marciapiedi e realizzato un percorso ciclopedonale; su via di San Teodoro lo spazio riservato ai pedoni raggiunge i 7 metri di larghezza, accompagnato da circa 20 nuovi alberi tra lecci e alberi di Giuda. Via del Foro Romano e via della Consolazione completano il collegamento verso il Campidoglio, attraverso nuovi percorsi pedonali e sistemazioni a verde. Restano da realizzare gli interventi di pedonalizzazione di via di Monte Tarpeo e via di San Pietro in Carcere, destinati a chiudere l’anello. Il verde è stato il fronte più delicato. Dopo il crollo di tre pini secolari in meno di un mese, uno dei quali ha ferito lievemente tre turisti, il tavolo tecnico del Comune ha disposto il 12 febbraio l’abbattimento di dodici alberi, sulla base di prove di trazione e dell’innalzamento del coefficiente di sicurezza da 1,5 a 2. L’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha assicurato che saranno sostituiti con pini della stessa specie e il Comune si è impegnato a farlo entro un anno, con un protocollo di reimpianto che coinvolge enti scientifici e ordini professionali. L’associazione “Cittadini uniti Roma alberi abitanti” (Curaa) e alcuni residenti hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, che il 17 marzo ha negato la sospensione d’urgenza, ritenendo prevalente la tutela della pubblica incolumità. Il progetto prevede nuovi pini, in sostituzione e in aggiunta a quelli rimossi, e piccoli boschetti urbani ai margini dei Fori. Per la giunta, la sfida è dimostrare che il boulevard sia davvero il segno della ricucitura di una ferita aperta nel 1932 e non solo una vetrina.
In copertina: Mercati di Traiano © Casey Lovegrove su Unsplash

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