Assisi, avanti tutta sul cantiere digitale: tecnologie immersive a tutela del patrimonio

20-03-2026 Mila Fiordalisi 2 minuti

20-03-2026 Mila Fiordalisi 2 minuti

Assisi, avanti tutta sul cantiere digitale: tecnologie immersive a tutela del patrimonio

Per gli 800 anni dalla morte di San Francesco avviata la mappatura della Basilica per consentire visite “virtuali” a 360 gradi da tutto il mondo

Avanti tutta sul progetto Preserving Assisi il maxi progetto di digitalizzazione della Basilica di San Francesco, fra i principali luoghi di pellegrinaggio della cristianità – patrimonio Unesco dal 2000 – e icona dell’arte medievale italiana.

Il prossimo 3 ottobre ricorrono gli 800 anni dalla morte del Santo ed è in vista di questa data che si punta al completamento del “cantiere digitale” portato avanti da Haltadefinizione, tech company di Gruppo Panini cultura, e dalla Custodia generale del Sacro Convento di San Francesco dei Frati minori conventuali, con il patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni di San Francesco e della Regione Umbria e in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze. «Il progetto mira a realizzare una documentazione digitale completa e accessibile della Basilica, a supporto della tutela, della conoscenza e della fruizione nel tempo», spiega Haltadefinizione nell’evidenziare che la fragilità del patrimonio è emersa dopo il terremoto del 1997, quando la conservazione del complesso divenne una priorità assoluta. E a tal proposito la documentazione disponibile, realizzata grazie alla campagna fotografica di Franco Cosimo Panini Editore (Gruppo Panini cultura) per la collana Mirabilia Italiae, si rivelò determinante per gli interventi di restauro.


La mappatura completa e ad altissima definizione degli ambienti e degli apparati decorativi della Basilica avrà due obiettivi: consentire l’accesso al pubblico da remoto agli ambienti della Basilica attraverso una visita virtuale


con «un percorso immersivo che permette di entrare nella Basilica anche da lontano, senza perdere profondità e dettaglio», ma anche e, soprattutto, fornire dati e strumenti avanzati a restauratori e istituzioni per monitorare lo stato di conservazione nel tempo, grazie a «un’immensa raccolta di immagini e dati che diventerà una risorsa stabile per la conservazione e la ricerca». Il tutto facendo leva su un mix di tecnologie di ultima generazione a partire dalla rilevazione 3d per restituire immagini ad altissima risoluzione e fino a una piattaforma di digital asset management, specificamente progettata per la gestione dei beni culturali.

«Le immagini in gigapixel e i modelli 3d rivelano dettagli invisibili a occhio nudo: microfessurazioni, variazioni cromatiche, segni del tempo. Monitorando queste informazioni nel tempo, è possibile prevedere fenomeni di degrado e intervenire in modo mirato, riducendo rischi e costi. La tecnologia diventa così uno strumento di prevenzione e cura», si legge nella descrizione del progetto. L’intero protocollo si basa su tecniche rigorosamente non invasive. Le acquisizioni vengono effettuate a distanza, eliminando ogni contatto fisico con le superfici e proteggendo gli affreschi da qualsiasi stress ambientale o rischio di deterioramento. E una volta completato il progetto è prevista una doppia modalità di accesso:


gran parte del materiale sarà fruibile dal pubblico tramite piattaforme online, percorsi immersivi e contenuti divulgativi.


Parallelamente, le sezioni che richiedono competenze specifiche saranno riservate a ricercatori, restauratori e istituzioni, garantendo così una gestione rigorosa e sicura dei dati più sensibili.

Le prime riprese digitali sono già state realizzate e hanno generato i primi output. È prevista fra aprile e giugno la digitalizzazione completa della Basilica inferiore in gigapixel + 3d, durante l’estate sarà della digitalizzazione degli interni ed esterni della Basilica superiore per approdare a ottobre alla conclusione dei lavori e al rilascio della piattaforma digitale. Intanto è già disponibile il visore a 360° della Chiesa superiore con un’anticipazione dell’intero intervento. Grazie allo zoom integrato è possibile visualizzare dettagli delle scene dipinte da Giotto nel ciclo delle Storie di San Francesco.

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Mila Fiordalisi
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