EUmies Awards 2026: in gara 21 architetture italiane
Shortlist a gennaio, i primi sette finalisti a febbraio. Presenti tra gli altri Cino Zucchi, Piuarch, Amaa, Bdr, Botticini, Embt, Orizzontale e Peter Pichler
Dal Nord al Sud, l’Italia corre in Europa con 21 progetti selezionati per gli EUmies Awards 2026. Scuole in legno, cantine interrate, piazze rigenerate e stazioni metropolitane diventano laboratori di innovazione sociale e sostenibilità, dimostrando come l’architettura italiana sappia coniugare storia, territorio e comunità.
La Commissione europea e la Fundació Mies van der Rohe hanno infatti annunciato i candidati e la giuria per la 19ª edizione del premio, che dal 1988 celebra l’eccellenza, l’innovazione e la sostenibilità in architettura, riconoscendone il ruolo trasformativo sul piano sociale e ambientale. Quest’anno il premio, sostenuto dal programma “Europa creativa”, ha raccolto 410 progetti provenienti da 40 paesi e 143 regioni, con opere completate tra maggio 2023 e aprile 2025. Le candidature sono arrivate da associazioni nazionali di architettura, esperti indipendenti e dal comitato consultivo, a testimonianza della ricchezza e della diversità del panorama europeo.
In Italia le opere selezionate spaziano su tutto il territorio nazionale, raccontando un panorama architettonico che va dalle Alpi al Mediterraneo. Con un totale di 21 progetti, l’Italia si posiziona come il terzo Paese con il maggior numero di opere selezionate, subito dopo la Francia (32) e la Spagna (24). In Trentino-Alto Adige, il progetto Badhaus – Contrapunct di Bergmeisterwolf a Bressanone esplora il dialogo tra materia e paesaggio alpino. In Lombardia, l’Osservatorio astronomico dello Studio di Architettura Marco Castelletti a Sormano e la House in Lottano di Emanuele Scaramellini Architetto a Prata Camportaccio sono un esempio di fusione con il territorio montano. A Riva del Garda The Welcoming Citadel di CZA Cino Zucchi Architetti, Euro Project Engineering Consultant srl promuove inclusione e comunità, mentre a Tavernerio, Narrow House di Lorenzo Guzzini Architecture reinterpreta il concetto di abitare verticale. A Milano si distinguono il Punto luce for Save the Children di Aoumm, il Bicocca Superlab di Balance Architettura e il Bicocca Pavilion di Piuarch, tre interventi che trasformano spazi industriali e sociali in luoghi aperti e inclusivi. A Castelnuovo del Garda, Corte Renèe di Bricolo Falsarella associati. A Brescia, il Borsoni Theatre, firmato da Camillo Botticini Architect, Brescia Infrastrutture srl insieme a Arw Associates e Stones Venue di Associates Architecture propongono nuove forme di rigenerazione urbana attraverso la materia.
In Veneto, il Caffè Nazionale di AMAA Collaborative Architecture Office For Research And Development ad Arzignano unisce eleganza e sperimentazione, mentre in Emilia-Romagna spiccano Studio Poggioli con il The Project of Time – Restoration of the Former Church of San Barbaziano a Bologna e Peter Pichler Architecture con la Bonfiglioli Headquarters a Calderara di Reno, a Parma la Twin Schools di Enrico Molteni Architecture. In Toscana, a Castagneto Carducci, la Guado al Tasso Winery di asv3-officina di architettura reinventa l’architettura produttiva attraverso un intervento interrato, mentre nelle Marche la Scuola dell’infanzia Sforzacosta a Macerata, progettata da Bdr bureau, rappresenta un nuovo modello di edificio educativo sostenibile.
Protagonista anche il Sud. A Napoli la Stazione Centrale del Centro Direzionale, firmata Embt Miralles Tagliabue, trasforma il quartiere modernista in un paesaggio urbano vibrante e organico. In Puglia, la NC Headquarters di Bdf architetti a Bari coniuga funzionalità e linguaggio mediterraneo. Infine, nel cuore del Mezzogiorno, casa di Belmondo progettata in collaborazione da Orizzontale e Le Seppie a Belmonte Calabro e il Villaggio Normann Belvedere di Francesco Careri, Associazione Villaggio Normann a Gonnesa (Sardegna) chiudono idealmente il viaggio, celebrando il potere dell’architettura come strumento di coesione sociale e rigenerazione dei territori.
Il premio EUmies 2026 riflette valori culturali e sociali condivisi in tutta Europa. Normunds Popens, vicedirettore generale della dg Istruzione, Gioventù, Sport e Cultura della Commissione europea, sottolinea che «l’architettura non è soltanto una questione tecnica o estetica: è una questione culturale, ambientale e democratica». Laia Bonet, presidente della Fundació Mies van der Rohe e vicesindaco di Barcellona, aggiunge che «gli EUmies Awards 2026 celebrano il meglio dell’architettura europea, un progetto comune che riflette creatività, innovazione e sostenibilità».
A presiedere la giuria sarà l’architetto Smiljan Radić, affiancato da colleghi di fama internazionale, tra cui Carl Bäckstrand di White Arkitekter, Chris Briffa di Chris Briffa Architects e Nikolaus Hirsch, direttore artistico del Civa di Bruxelles. Una prima shortlist dei candidati sarà svelata a gennaio 2026 e, a febbraio, ridotta a sette finalisti. I vincitori delle categorie Architettura e Architettura emergente saranno annunciati ad aprile a Oulu, città finlandese capitale europea della cultura 2026.
Gli EUmies Awards Days, l’11 e 12 maggio 2026 a Barcellona, trasformeranno la città in un hub europeo dell’architettura, con una cerimonia di premiazione, dibattiti, conferenze e il lancio del progetto “Out&About”, per invitare cittadini e visitatori ad esplorare le opere selezionate in tutta Europa. I vincitori riceveranno 60mila euro nella categoria Architettura e 30mila in quella Emergente, accompagnati da una scultura di Xavier Corberó ispirata al Padiglione Mies van der Rohe.
In copertina: Napoli, Stazione Centrale del Centro Direzionale di Embt Miralles Tagliabue © Roland Halbe

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