Ex rimessa Atac, polo multifunzionale senza nuove abitazioni con giardino in quota

16-05-2026 Paola Pierotti 3 minuti

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Ex rimessa Atac, polo multifunzionale senza nuove abitazioni con giardino in quota

A Roma Stefano Boeri ridefinisce l'identikit del quartiere: piazza pubblica e co-working nei depositi dismessi

Svelato il progetto per l’ex deposito Atac di via Bainsizza a Roma, firmato dallo studio dell’architetto Stefano Boeri. La giunta del Comune di Roma ha approvato il 30 aprile una memoria per la rigenerazione urbana dei depositi delle Vittorie, una delle ex rimesse dell’azienda del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma di inizio ’900, dismesse da quasi 20 anni e oggi di proprietà privata. Ex deposito che negli anni scorsi aveva riaperto le porte con un uso temporaneo promosso dalla giunta Raggi e a guida Ninetynine attraverso Urban Value, in attesa della vendita definitiva prevista dal concordato fallimentare della società capitolina.

Si tratta della trasformazione di uno dei complessi dismessi più rilevanti del quadrante Prati-Delle Vittorie in un nuovo polo multifunzionale. “Una nuova centralità del quadrante urbano capace di combinare servizi pubblici e privati, attività commerciali e spazi per la cultura e la socialità, il benessere e l’innovazione” si legge nella nota del Comune di Roma. E ancora “Il piano punta su una forte apertura al quartiere e ai cittadini, grazie a spazi accessibili, luoghi di incontro, piazze e strutture dedicate alla condivisione, all’educazione, allo svago e alla qualità della vita urbana”.

La memoria approvata segna un cambio di indirizzo rispetto alle previsioni urbanistiche del 2011, che prevedevano il 60% di destinazione residenziale e il 40% di servizi/commercio escludendo l’insediamento di nuove abitazioni, in un contesto di alta densità abitativa e ridotti luoghi pubblici.

Il programma, stando alla nota del Campidoglio, prevede la realizzazione di uffici e aree co-working, strutture commerciali e locali pubblici, oltre a servizi per il benessere. Saranno incluse anche funzioni di pubblica utilità, tra cui uffici Asl e servizi socioassistenziali, insieme a tre piani di parcheggi interrati. Via libera quindi alla predisposizione di un nuovo strumento urbanistico attuativo, superando le previsioni del programma generale del 2011, “per definire un assetto dell’area più equilibrato e sostenibile; verificare la possibilità di conservare i pareri e le autorizzazioni già acquisiti nell’ambito del procedimento amministrativo avviato; approfondire e ridefinire le opere pubbliche e di interesse pubblico, anche in relazione al contesto urbano circostante, attraverso il coinvolgimento del Municipio e del territorio”.

«Il nostro obiettivo – commenta l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia – è integrare l’ex deposito nel tessuto urbano come spazio aperto e multifunzionale, per questo abbiamo deciso di escludere la possibilità di costruire nuove case, e scelto di rispondere alla carenza di spazi pubblici nel quadrante. Mettiamo quindi un altro tassello nel programma di rigenerazione urbana che stiamo portando avanti per restituire a Roma spazi dismessi e restituire centralità ai quartieri».

Spiegato dallo studio di Stefano Boeri il progetto sarà un centro polivalente per cultura, formazione, commercio, co-working e tempo libero con la realizzazione di una nuova piazza ad uso pubblico e un giardino pensile di 8.000 mq (sospeso a 15 metri di altezza).

«Il nostro progetto per i Depositi delle Vittorie rappresenta un esempio virtuoso di rigenerazione urbana, grazie all’equilibrio raggiunto tra la valorizzazione di un’infrastruttura urbana dismessa e oggi di proprietà privata e gli interessi collettivi degli abitanti di un quartiere storico nel cuore di Roma. Al piano terra la corte pubblica – spiega l’architetto Boeri – diventerà una piccola città di servizi commerciali, spazi per la cultura e il lavoro, mentre sulla grande copertura nascerà un giardino pensile pensato per ospitare eventi e installazioni, costruendo nel tempo un museo a cielo aperto».

Al secondo piano il giardino pensile viene reinterpretato in chiave contemporanea come uno spazio espositivo per sculture immerse nel verde: concepito come un percorso labirintico, inviterà i visitatori a scoprire installazioni artistiche in un contesto naturale, creando una pluralità di visioni che si fonderanno con il paesaggio del quartiere e della vicina collina di Monte Mario.

«Il progetto- aggiunge Pietro Chiodi, partner di Stefano Boeri Architetti e direttore del progetto – costruisce un sistema complesso e integrato di funzioni, pensato per attivare il luogo durante tutto l’arco della giornata. La scelta di lavorare esclusivamente su usi non residenziali consente di rafforzare il carattere pubblico delle attività insediate e di definire una nuova polarità urbana. Allo stesso tempo, l’organizzazione dei livelli interrati a risolvere una criticità storica dell’area, migliorandone l’accessibilità e alleggerendo la pressione sul quartiere».

In copertina: Render © Stefano Boeri Architetti

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Paola Pierotti
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