I dati satellitari a servizio delle città: i progetti italiani Climaps e Urban Lens
Due le piattaforme selezionate fra le 10 più innovative nell’ambito del progetto europeo Space4Cities
Utilizzare le tecnologie satellitari non solo per mappare i territori ma soprattutto per estrarre valore dai dati e metterli a servizio delle comunità, in particolare a livello di aree urbane. Il tutto per una pianificazione più puntuale dei progetti di rigenerazione, per indagare criticità e ottenere informazioni strategiche che consentano di ottimizzare le risorse generando benefici a livello di tempistiche operative e abbattimento dei costi. Questa la mission del progetto europeo Space4Cities che si avvia verso la fase finale. «Le autorità locali continuano ad affrontare una complessa rete di sfide interconnesse: impatti dei cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, qualità dell’aria e l’urgente necessità di raggiungere la neutralità climatica. Allo stesso tempo, il settore spaziale ha raggiunto un punto di svolta.
Con il mercato europeo dell’osservazione della Terra e del Gnss che dovrebbe raggiungere i 55 miliardi di euro entro il 2033, il settore pubblico rimane il principale motore di questa crescita», si legge nella presentazione del progetto finanziato dall’Agenzia spaziale per 2,87 milioni di euro.
Entro il mese di luglio saranno selezionate le 5 migliori tecnologie fra le 10 presentate dalle aziende e dai consorzi selezionati per partecipare all’ultimo miglio dell’iniziativa. Tra le proposte ce ne sono due made in Italy: si tratta di Climaps e Urban Lens.
Climaps è una piattaforma di “intelligence” climatica urbana sviluppata dal consorzio guidato da Latitudo 40, con i partner TeamDev e Planetek Italia. La piattaforma sfrutta i dati satellitari delle costellazioni europee Copernicus e Iride integrate con soluzioni di intelligenza artificiale, anche generativa, per consentire simulazioni sui rischi climatici. Grazie alla piattaforma si possono ottenere ad esempio previsioni sulla formazione ed evoluzione delle isole di calore in ambito urbano ma anche sugli effetti di potenziali inondazioni e persino sulla biodiversità. In sostanza si possono mettere a punto mappe di rischio dinamiche attraverso strumenti che consentono di simulare scenari sulla base di ampia quantità di parametri a seconda dei territori da monitorare e progettare strategie urbane adattive e sostenibili. La piattaforma può inoltre essere integrata con quelle già in uso presso le amministrazioni comunali.
A firma di Neptune e Cosmic il sistema Urban Lens (Urban analytics with layered Earth observation and navigation signals) specificamente progettato per il monitoraggio delle perdite idriche nelle reti urbane. La soluzione è stata sviluppata integrando la riflettometria basata sul sistema di navigazione Gnss e le immagini ottenute dai radar Sar della costellazione europea Sentinel-1. In dettaglio la piattaforma consente l’individuazione precoce e accurata di anomalie di umidità del suolo e deformazioni del terreno causate da perdite idriche sotterranee. E anche in questo caso è l’intelligenza artificiale il “motore” per l’analisi dei dati ossia per correlare le informazioni provenienti dal sistema Gnss con quelle dei radar Sar restituendo informazioni spazio-temporali continue e ad alta risoluzione grazie alle quali è possibile ridurre significativamente i tempi di intervento, i costi di manutenzione e le perdite idriche non contabilizzate e migliorare la gestione delle infrastrutture idriche urbane.
In copertina © Adobe Stock

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