L’Hotel Bella Vista di Trafoi si amplia con il progetto firmato da Matteo Thun

19-03-2026 Luigi Rucco 2 minuti

19-03-2026 Luigi Rucco 2 minuti

L’Hotel Bella Vista di Trafoi si amplia con il progetto firmato da Matteo Thun

Nel Parco nazionale dello Stelvio, la struttura storica di proprietà di Gustav Thöni si rinnova con una nuova ala, 24 suite e spazi integrati nel paesaggio alpino.

Un nuovo capitolo per una struttura a conduzione familiare in Alta val Venosta che risale al 1875, diventata destinazione turistica capace di fondere natura e architettura. È stato presentato a Milano il progetto di ampliamento dell’Hotel Bella Vista di Trafoi, nella provincia autonoma di Bolzano, firmato da Matteo Thun nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio. Dopo 10 anni di iter autorizzativi nel 2025 sono partiti i lavori per la struttura di proprietà del campione di sci alpino Gustav Thöni, medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali di Sapporo nel 1972, e della sua famiglia.

«È un’emozione incredibile vedere realizzato questo progetto insieme all’amico Matteo. Ne parlavamo da anni, e vederlo finalmente prendere vita qui a Trafoi è qualcosa di unico. È il simbolo di un’amicizia che resiste al tempo e dell’amore che condividiamo per queste montagne», racconta Gustav Thöni.

Collegata all’edificio storico, la nuova ala si distingue per una struttura leggera in legno e per un impianto architettonico organico che si integra con il contesto alpino. Le ampie superfici vetrate orientano le viste verso le cime dello Stelvio e le Dolomiti dell’Engadina, favorendo una continuità visiva tra interno ed esterno e l’ingresso della luce naturale negli ambienti.


Il primo intervento, completato nel dicembre 2025, ha portato alla realizzazione del nuovo lounge bar con camino chiamato home of gold, uno spazio che integra elementi di narrazione legati alla figura di Gustav Thöni e alla celebre “Valanga Azzurra”,


un gruppo di campioni che divenne fenomeno culturale in grado di avvicinare allo sci migliaia di italiani. L’ambiente è definito dall’uso di materiali naturali e da un’impostazione progettuale orientata al comfort e al relax. Contestualmente è stata realizzata la nuova reception, concepita come elemento di connessione tra l’edificio storico del 1875 e la nuova ala.

L’intervento di ampliamento, che sarà ufficialmente inaugurato a maggio 2026, completerà la struttura con altre 24 suite, caratterizzate da ampie vetrate con vista diretta sul paesaggio montano. Queste nuove camere, infatti, sono configurate per massimizzare le visuali verso l’esterno, definendo ambienti orientati al rapporto diretto con il contesto, grazie agli interior curati dall’architetto Christina Biasi von Berg dello studio Biquadra. Per l’arredamento sono stati coinvolti numerosi artigiani locali, capaci di personalizzare le suite con materiali tipici. Ne deriva un modello di ospitalità alpina che combina soluzioni contemporanee e riferimenti alla tradizione locale, mantenendo un equilibrio tra costruito e ambiente.

«Questo progetto nasce da un ricordo d’infanzia: le aquile sopra Trafoi e il silenzio della montagna.


Ai piedi dell’Ortles, prende forma un nido contemporaneo, un’architettura leggera e intima che si inserisce nel paesaggio alpino. Ogni spazio è progettato come un’apertura verso la natura, in modo che il vero protagonista resti sempre il paesaggio», spiega l’architetto Matteo Thun.


Tra le novità anche un’ampia area benessere, dotata di spa e spazi relax integrati nel contesto montano. La piscina a sfioro si orienta verso il canyon del Trafoi, configurandosi come una terrazza panoramica, mentre una grande vetrata incornicia le vette e valorizza la profondità delle visuali.

In copertina ©Hotel Bella Vista
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Luigi Rucco
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