Monte Rosa 91, con la cultura il ritorno sociale supera l’investimento

03-02-2026 Francesca Fradelloni 4 minuti

03-02-2026 Francesca Fradelloni 4 minuti

Monte Rosa 91, con la cultura il ritorno sociale supera l’investimento

Nel report realizzato da Deloitte, tanti i numeri: preservati 90 alberi e introdotte oltre 13.800 nuove piante. Nell’ultimo anno 25 eventi culturali con 3.400 partecipanti.

Una storia di successo, un tipico sviluppo da real estate: un problema che diventa opportunità. È il caso del campus Monte Rosa 91 a Milano, realizzato da Axa Im Alts (ora Bnp Paribas asset management Alts), operazione complessa partita da 50.000 metri quadri di uffici vuoti diventati poi campus urbano.

Grazie al supporto metodologico di Deloitte è stato presentato il report che racconta come il building ha generato un ritorno sociale complessivo superiore all’investimento, confermando la sua capacità di tradurre la rigenerazione urbana in impatti concreti e misurabili.

«Finito nel 2023 è diventato un ecosistema con una moltitudine di società con asset diversi (telecomunicazioni, farmaceutica, comunicazione, editoria, servizi, solo per citarne alcuni), riuscendo a rispettare l’idea iniziale: più spazio possibile aperto al pubblico. Una piazza e il giardino, la caffetteria, l’asilo, una libreria e tante occasioni per “fare comunità”», spiega Francesco Rovere, senior development manager Bnp Paribas asset management Alts. «Oggi – precisa Rovere  – presentiamo una sintesi dello studio commissionato a Deloitte che ha lo scopo di dare una metrica a questo sforzo. Non solo una valorizzazione immobiliare, ma un plus per tutta la città». La domanda al centro è capire il “peso” della “S” di ESG. Quale il vero potenziale? Secondo Roberta Ghilardi, senior manager di Deloitte, la realtà di Monte Rosa 91 è quello di essere diventato per davvero un campus culturale “attivo” e vivace. «La cultura è il suo motore», spiega Ghilardi. «Natura e rigenerazione urbana convivono creando valore, costruendo conoscenze e competenze tanto da poter quantificare l’impatto economico e infondere inclusione e coesione». Il progetto di riqualificazione del complesso ha prodotto un risparmio energetico del 30% attraverso l’efficientamento e il ricorso a fonti rinnovabili. Nel “Parco della Luce”, un’area di oltre 10.000 metri quadrati accessibile a tutti i cittadini, sono stati preservati 90 alberi e introdotte oltre 13.800 nuove piante, arbusti e specie vegetali, inoltre, il palinsesto culturale ha ospitato, in 12 mesi, 25 eventi, di cui circa la metà gratuiti, attirando oltre 3.400 partecipanti.

«Alla base un forte coordinamento tra privato e pubblico. Inclusione e coesione, sono un vero valore e devono essere giudicati al pari dell’indotto economico», precisa Ernesto Lanzillo, private leader Deloitte.


E il pubblico impara, spiega la vicesindaca del Comune di Milano, Anna Scavuzzo. «Siamo qui per acquisire elementi, capire davvero quali sono le operazioni che portano autentico valore alla comunità, per costruire una letteratura condivisa e per imparare come investire in maniera intelligente le vostre risorse e governare le nostre opportunità politiche».


Oggi, questa riqualificazione di oltre 80.000 metri quadrati complessivi, progettata da RPBW (Renzo Piano Building Workshop), ha trasformato un complesso originariamente mono-tenant in un luogo direzionale e culturale d’avanguardia, animato da 17 tenant aziendali e da una media quotidiana di 2.500 dipendenti. «Dare nuova vita agli edifici, ripensare gli spazi è il vero tema delle città», racconta Elisabetta Trezzani, partner di Renzo Piano Building Workshop. «Per noi il progetto deve essere sempre una restituzione alla città, un principio che cerchiamo di applicare a tutti i nostri lavori. Qui gli spazi sono ampi e sono pieni di luce, permeabili e veramente accoglienti». Per Gaia Manzini, curatrice e consulente culturale di Monte Rosa 91, sia il luogo che il palinsesto, sono stati pensati in modo prismatico, dove i vettori sono diversità e multiculturalità, «dove si è trasformato uno spazio in un luogo, dove tutto è piazza in senso plastico, non solo il “fuori”. E la piazza è trasversalità e molteplicità. Qui abbiamo ospitato la pre-finale del premio Strega, opere teatrali e un programma sinfonico di Milano classica, tutto nel nome della varietà. Il palinsesto culturale del Parco della Luce ha coinvolto più di 100 artisti, musicisti, performer e autori. La libreria Ubik ha organizzato 55 eventi letterari con oltre 2.300 partecipanti.


Monte Rosa 91 ha collaborato con sei istituti scolastici e universitari, tra cui il Liceo Leone XIII, il Liceo Beccaria, l’Università IULM e la Scuola Civica di Jazz».


Questo perché i luoghi sono permeabili, come dice Lucia Mannella, co-direttore Open House Milano. «Si tratta di un nuovo metodo per creare comunità urbane e un nuovo modello per pensare ai centri urbani, luoghi che diventano soglie perché l’attraversamento è l’unico modo per superare la città contemporanea, frammentata e veloce. Abbiamo bisogno di luoghi che creano appartenenza, vissuto», conclude Mannella. Un bell’esempio di come la vera trasformazione di Milano ci sarà solo se si va nel senso opposto dell’esclusività, ma nella metamorfosi degli spazi intermedi.

Per concludere, un cenno al metodo. Il Report d’Impatto del progetto di Monte Rosa 91, relativo al primo anno di attività, è stato realizzato integrando i principi del framework Unesco Culture 2030. Uno strumento internazionale per la valutazione del contributo delle iniziative culturali al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Questo approccio consente di ampliare la prospettiva della sostenibilità, andando oltre la dimensione ambientale per includere anche gli effetti economici, sociali e culturali generati dalla cultura. In coerenza con questa metodologia, il Report d’Impatto è articolato su pilastri fondamentali, ambiente e resilienza, benessere economico e prosperità, conoscenza e competenze, inclusione e partecipazione, offrendo una lettura integrata e multidimensionale del valore culturale e sociale della progettualità.

In copertina  © Enrico Cano

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Francesca Fradelloni
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