Padova, tra abitare e neutralità climatica

07-10-2026 Francesca Fradelloni 3 minuti

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Padova, tra abitare e neutralità climatica

Università e istituzioni a confronto su nuovi bisogni urbani. Nel workshop dell’Agenzia del Demanio focus sullo studentato con il progetto Piave Futura

L’immobile pubblico non è più soltanto un bene da amministrare, ma uno strumento attraverso cui lo Stato può rispondere ai bisogni delle città e dei cittadini. È attorno a questo cambio di prospettiva che si sviluppa il ciclo di workshop promosso dall’Agenzia del Demanio, che farà tappa a Padova il prossimo 8 ottobre alle 16.00. L’appuntamento è nell’Aula Nievo dell’antico archivio del Rettorato dell’Università degli Studi di Padova, per un confronto dedicato alla collaborazione tra istituzioni, università ed enti locali nella gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico. Al centro, anche il rapporto con le nuove generazioni e l’idea di uno Stato capace di essere più vicino ai cittadini, intercettandone priorità e nuovi fabbisogni. Una riflessione che attraversa alcune delle grandi questioni urbane contemporanee, dalla nuova dimensione dell’abitare al cambiamento climatico, fino alla transizione digitale. In questa prospettiva, il patrimonio immobiliare pubblico diventa una leva per accompagnare le trasformazioni delle città, attivare nuove opportunità e costruire risposte ai bisogni delle comunità. Una responsabilità che guarda anche alle generazioni future e alla capacità degli immobili dello Stato di produrre valore pubblico nel tempo.

Il primo tavolo, dedicato alla “Responsabilità etica del manager pubblico”, sarà aperto dai saluti della magnifica rettrice dell’Università degli Studi di Padova Daniela Mapelli. A seguire, Alessandra dal Verme, direttore generale dell’Agenzia del Demanio, porterà il punto di vista dell’Agenzia sul ruolo dello Stato nella cura e nella trasformazione del patrimonio pubblico. Il confronto allargherà poi lo sguardo alle trasformazioni ambientali. Antonio Navarra, professore dell’Università di Bologna e presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, interverrà su “La cura della città di fronte alle sfide poste dalle crisi climatiche”. A seguire, Carlo Carraro, professore ordinario di Economia ambientale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, affronterà il tema de “Le interazioni tra innovazione e tutela dell’ambiente”. Già direttore scientifico di Fondazione Nord Est, Carraro porterà nel confronto anche una conoscenza consolidata delle dinamiche economiche e territoriali del Nord Est.

Il secondo tavolo sposterà l’attenzione sulla capacità del progetto e del patrimonio pubblico di rispondere concretamente alle trasformazioni urbane. Fabrizio Tucci, professore dell’Università “La Sapienza” di Roma e responsabile della Qualità della Progettazione dell’Agenzia del Demanio, interverrà su “Una strategia per rispondere alle sfide sociali e ambientali che attraversano la città”. È qui che il caso di Padova consentirà di tradurre questi temi in esperienze concrete. Francesca Da Porto, prorettrice con delega alla sostenibilità e al nuovo Polo della Salute dell’Università di Padova, presenterà “Padova 2030”, il percorso verso la neutralità climatica che coinvolge il Comune, l’Università e gli altri attori del territorio anche attraverso il Climate City Contract. Un’altra declinazione della collaborazione tra patrimonio pubblico, università e città sarà raccontata da Alberto Scuttari, direttore generale dell’Università di Padova, attraverso il progetto Piave Futura, dedicato alla valorizzazione dell’ex Caserma Piave e alla sua trasformazione in un nuovo campus universitario.


La riconversione dell’ex caserma (nata da un concorso) mostra come un bene demaniale non più utilizzato possa tornare a rispondere ai fabbisogni contemporanei della città. Situato nel centro storico di Padova e passato dalla Difesa al Demanio, il complesso è al centro di un investimento di circa 100 milioni di euro.


La sua storia attraversa secoli di trasformazioni: le parti più antiche risalgono al periodo compreso tra il Duecento e il Trecento, quando l’area ospitava il convento domenicano e l’antica chiesa di Sant’Agostino, prima della successiva destinazione militare.

È in questo passaggio tra memoria e nuovi usi che emerge il valore rigenerativo del patrimonio pubblico. Cosa accade quando una caserma dismessa o un bene dello Stato non più utilizzato viene ripensato a partire dalle esigenze contemporanee? A Padova, una delle risposte riguarda l’abitare e, in particolare, le residenze universitarie, tema centrale in una città dalla forte vocazione accademica.

A moderare la discussione sarà Filippo Salucci, direttore Strategie Immobiliari, Sostenibilità e Innovazione dell’Agenzia del Demanio. La giornata si chiuderà con un momento di confronto aperto, uno spazio di dialogo tra istituzioni, università, amministrazioni e nuove generazioni per comprendere come il patrimonio dello Stato possa diventare sempre più un’infrastruttura al servizio della città.

In copertina: Padova © Foto di Stefano Segato su Unsplash

 

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Francesca Fradelloni
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